SCIOLTO PER INFILTRAZIONI
MAFIOSE IL COMUNE DI...
di isolapulita





Una Donna il suo gioiello più prezioso non lo indossa, lo mette al mondo. Gramellini




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.





"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).





 

sabato 20 luglio 2019

Nuova Isola delle Femmine: 2019 20 LUGLIO IL MALE OSCURO INZERILLO MANNINO L...































Scritto da Riccardo Lo Verso


il 20 Luglio 2019 - 06:00




IL MALE OSCURO DI PALERMO
Il medico, il suocero e i nipoti


Tutti in fila davanti al boss




In tanti hanno chiesto aiuto a Tommaso Inzerillo per risolvere piccole e grandi questioni
PALERMO - A casa di Tommaso Inzerillo, in via Mogadiscio, c'era un viavai di persone.Una processione per chiedere l'aiuto del capomafia di Passo di Rigano. Un suo intervento diventava risolutivo in piccoli e grandi questioni. Ecco il male oscuro di Palermo: la richiesta di aiuto al potente di turno. Le vie mafiose sono più veloci e risolutive di quelli legali.
Un anziano settantenne, Michele, “bassino e con i baffi”, l'anno scorso si è rivolto al capomafia perché la figlia si era separata dal marito e il consuocero pretendeva 30 mila euro. Tanto era costata la ristrutturazione della casa coniugale pagata dallo sposo. Così Inzerillo riferiva le parole che gli erano state rivolte: “Masino, di qua, di là, di questo verso... dice: 'mia figlia era sposata, e si è lasciata... adesso è venuto il suocero, da mia figlia, che gli ha speso nella casa trentamila euro, di qua e di là, vuole i soldi indietro, di qua e di là… un macello, ma sai chi sono questi… e viene gente, senti questa… per non portarla a lungo e raccontare tutte cose'… con quindicimila euro, hai capito?”. 
I soldi tardarono ad arrivare e Michele fu convocato da Alessandro Mannino: “Michele, com'è finita? Mi stai facendo fare brutta figura”. Michele prese un nuovo impegno: “... io, l’altro giorno, mi volevo fare un mutuo, io mi impegno gli occhi, io entro giorno dieci gli do i soldi, intanto gli do trecento euro al mese”.
La sera del 10 luglio 2018, a casa di Inzerillo arrivarono la moglie e la figlia di Calogero Mannino, che alcuni mesi dopo, a novembre, sarebbe stato scarcerato dopo avere finito di scontare una condanna a 16 anni per mafia. Mannino è stato organico alla famiglia mafiosa dell'Uditore e durante la detenzione di Tommaso Inzerillo si era preso cura delle necessità economiche dei familiari del boss. Perché la mamma di Mannino si rivolgeva a Masino? Aveva affittato un locale in via Castellana, ma l'inquilino non era ancora riuscito ad avviare una rivendita di caffè perché stoppato da gente di peso a Passo di Rigano. La donna, Giuseppa Spatola, si rivolgeva con piglio deciso al cospetto di Inzerillo:“Ooh, Vedi che mio marito si sta facendo dodici anni. Ora perché garantire le altre persone che mio marito è là dentro... non sono una qualsiasi, mio marito è da dodici anni che è là e la gente la conosco... poi, poi, quando esce mio marito, chiariamo tutto... dice, che c’è u spizzieddu che deve aprire, poi, quando sarà, lo deve aprire lui, quando sarà, eh, è questo ti sembra una cosa esatta che ancora gli devono dare l’agibilità, affaccia il sole e affaccia per tutti, tu per esempio: non li vendete le cialde voialtri, è quello non è tuo cognato?".
Un anno prima, nel 2017, le cimici piazzate dai poliziotti della squadra mobile svelarono le vicende legate al lido Sopravento di Isola delle Femmine. Qualcuno era andato a chiedere il pizzo ai nuovi gestori: Pietro e Vincenzo Inzerillo, Rosario e Vincent Mannino. Sono tutti nipoti di Tommaso Inzerillo. "Raccontami di preciso...", zio Tommaso chiedeva notizie al nipote che scendeva nei dettagli: "... è venuto a salutarmi, ci sono persone, gli devo dire una... gli ho detto... veda che io sono suo nipote... voialtri lo dovete sapere dove lo dovete cercare”. Lo zio gli dava indicazioni: "Tranquillo se dovesse venire gli dici: in questi giorni ti vengono a cercare, l’ho fatto sapere, non gli dare ne spiegazioni ne nulla, mi spiego? O no? Dico: sei capace?".
Alla fine pagarono il pizzo? In un successivo incontro Tommaso Inzerillo spiegava a Vincenzo di avere parlato con i due esattori del racket: la richiesta di cinquemila euro sarebbe stata legittimata solo dall'eventuale acquisto del lido balneare. La sola gestione non bastava. È stato Giuseppe Spatola, intercettato, a spiegare che il suocero Tommaso Inzerillo aveva risolto il problema: "Avantieri gli ho fatto sbrigare una cosa, c’erano venuti a bussare, capito. Gli smontavano tutte cose, hai capito?".
Alla porta di casa Inzerillo bussò anche un medico, Attilio Granà. La sua segretaria era stata allontanata dopo ventiquattro anni di servizio in nero e aveva deciso di avviare una vertenza di lavoro: chiedeva 197 mila euro, il medico riteneva che gliene spettassero seimila, ma era pronto a sborsarne quindici mila. Di fronte al rifiuto della donna il medico chiese aiuto a Tommaso Inzerillo: “... perché, su questa cosa dobbiamo essere uomini - diceva mentre lo visitava a domicilio - lei è venuta per ventiquattro anni, non l’ho mai assunta io, lei lavorava in nero, per i fatti suoi, anche con mio fratello ha fatto un anno in nero… ventiquattro anni di stipendi, io gli davo duecento cinquanta… lì veniva per le, le mance… duecentocinquanta euro, come, sempre, come se glieli davo ventiquattro anni fa, ventiquattro anni per duecentocinquanta, fa seimila euro… vado a casa sua e gli ho detto che avevo i soldi, mi dice: no, ora faccio il conteggio e poi ti faccio sapere, minchia. Mi ha fatto arrivare la lettera dell’avvocato…malissimo, allora, all'avvocato gli ho detto: me lo specifica, dove sono arrivate queste centonovantasettemila euro, un part-time, sedici ora settimanali, tre ore e mezza al giorno, otto e trenta, dodici”.
Inzerillo commentava: "... male si è comportata... mai al mondo, si deve andare…a posto, ora vediamo cosa possiamo…”. Il medico lo incalzava: “... io rispetto di più a te che tanti professori che si sentono e sono uno più fango dell’altro, con tutta la laurea che hanno… ti devi interessare in prima persona perché qua il coraggio di dirti no non ce l’ha… fammi questo regalo di Natale... gliene dovevo dare sei, te ne offro quindici più del doppio e ancora mi rompi, porco giuda... e chi si è licenziato, il presidente della Regione Sicilia…”.
Scritto da Riccardo Lo Verso


il 20 Luglio 2019 - 06:00






















20-07-2019 - 06:48:21TANCREDI
La gente si rivolge al mafioso perché , a Palermo, lo Stato non è in grado di fare rispettare 


le leggi . In un altra città i cittadini si rivolgono al Comune, ai sindacati o al magistrato . Da noi molti pensano, a torto o a ragione, che rivolgersi alle istituzioni non serve a niente.




Se non rendiamo la burocrazia efficiente e celere la mafia non sarà mai sconfitta.






20-07-2019 - 07:58:43Giuseppe
La cultura mafiosa difficile da cambiare è una vergogna leggendo queste righe ci si scoraggia è un ritorno al passato come è possibile che ciò avvenga c'è da andarsene da questa terra è triste ma purtroppo è così



20-07-2019 - 09:06:37Indignados
Faccio un appello a tutti i commercianti e gli imprenditori Palermitani che ancora pagano il pizzo denunciate i mafiosi che vi fanno le estorsioni e fatelo con le denunce di massa cioè con le denunce collettive in ogni quartiere di Palermo,e andate tutti prima da addiopizzo per constatare che siete già in tanti a rivolgervi da addiopizzo e poi fate tutti le denunce di massa cioè le denunce collettive contro i mafiosi in ogni quartiere di Palermo ossia il mio auspicio è che in ogni quartiere di Palermo ci siano tanti commercianti e imprenditori che facciano le denunce di massa cioè le denunce collettive contro gli uomini d'onore appartenenti a cosa nostra Palermo,ricordatevi che l'unione che fa la forza contro Cosa Nostra Palermo



20-07-2019 - 09:09:12Giovanni
Il problem a è che culturalmente non siamo pronti per uno stato senza mafia. Nel caso specifico non è comprensibile perché lo stato tuteli il lavoratore che per 25 anni ha lavorato in nero e usufruito di tutte le agevolazioni fiscali possibili ed immaginabili. Se lo stato funzionasse il mafioso non avrebbe motivo di esistere.



































   















Fiumi di cocaina ed estorsioni a tappeto. Duro colpo inferto dalla polizia di Stato al mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale. Dieci gli arrestati per associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti anch’esso aggravato dalle modalità mafiose.
Il provvedimento è scattato al termine di un’attività d’indagine svolta dalla Squadra mobile di Palermo, e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia che si è avvalsa, tra l’altro, delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, fra i quali Silvio Guerrera. Numerosi gli episodi estorsivi ai danni di imprenditori edili attivi anche in territori esterni al mandamento, come Isola delle Femmine, Capaci e Carini, ai quali veniva imposto il pagamento di ingenti somme di denaro per la messa a posto. Ciò avveniva anche grazie anche al ruolo di collegamento con altre famiglie mafiose del territorio palermitano assunto da alcuni degli arrestati. I ricavi delle estorsioni, infatti, in alcuni casi venivano divisi tra le famiglie attive in diversi quartieri cittadini.
Tra i personaggi di rilievo l’imprenditore edile Baldassare Migliore, considerato un esponente della famiglia mafiosa di Passo di Rigano. Secondo gli investigatori Migliore si sarebbe occupato della ‘messa a posto’ di altri imprenditori – edili e non solo – a Isola delle Femmine, Capaci e Carini. In manette pure Giuseppe Fricano, ex reggente del mandamento di Resuttana che, in concorso con Giuseppe Torre e Salvatore Lucera, è accusato di una estorsione ai danni del lido Battaglia di Isola delle Femmine.
Il titolare avrebbe – dopo la mediazione anche di Fricano – sborsato 13 mila euro per l’intera stagione estiva; la somma sarebbe poi stata divisa tra le famiglie mafiose di Palermo Centro e Tommaso Natale. Girolamo Taormina sarebbe responsabile dell’estorsione al titolare dei vivai La Franca di Palermo.
Sono tre le estorsioni accertate dagli investigatori in seguito alle quali è stata registrata anche la collaborazione, successiva, degli imprenditori vittime. Ma il silenzio resta una ‘pratica’ diffusa. L’organizzazione era particolarmente attiva anche nel campo del traffico di stupefacenti nel capoluogo, tanto che uno degli indagati, con l’appoggio di Cosa nostra, a cui corrispondeva regolari somme di denaro in funzione dello stupefacente venduto, si era imposto come il principale spacciatore del quartiere Zen: si tratta di Fabio Chianchiano: a delinearne lo spesso criminale è il capo della Mobile, Rodolfo Ruperti: “Chianchiano, già detenuto, è considerato il più importante spacciatore sulla piazza dello Zen, grazie anche all’appoggio dell’associazione mafiosa”.
L’uomo avrebbe pagato tremila euro per ogni chilo di cocaina venduta al boss Girolamo Biondino, all’epoca reggente del mandamento mafioso San Lorenzo-Tommaso Natale.
Questi gli arrestati Giuseppe Messia, 41 anni, Giovanni Messina, 40 anni, Girolamo Taormina, 36 anni, Giuseppe Fricano, 51 anni, Salvatore Lucera, 48 anni, Giuseppe La Torre, 67 anni, Fabio Chianchiano, 54 anni, Salvatore Verga, 28 anni, Francesco Di Noto, 30 anni, Baldassarre Migliore, 51 anni. Salvatore Lucera, Salvatore Verga, Francesco Di Noto e Fabio Chianchiano sono accusati di traffico di stupefacenti.
Alcuni degli imprenditori vittime del pizzo di Palermo hanno collaborato con la Polizia di Stato solo dopo essere stati convocati e messi davanti all’evidenza.
“Di fronte alle evidenze investigative – spiega Gianfranco Minissale, dirigente della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile di Palermo – una volta convocate da noi, le vittime delle estorsioni hanno confermato di avere dato delle somme, a titolo delle estorsioni”.
Sono quattro le estorsioni documentate. “Una era già stata documentata dai carabinieri, ora indicati anche gli altri”, dice ancora Minissale.
Mafia, colpo al mandamento San Lorenzo: 10 arresti


BALDASSARE MIGLIORE, Carini, COCAINA, ESTORSIONE, GUERRERA SILVIO, LUCERA SALVATORE, MAFIA, pizzo, ZEN,INZERILLO TOMMASO,ISOLA DELLE FEMMINE,TORRETTA,INZERILLO PIETRO,INZERILLO VINCENZO,SOPRAVENTO LIDO,VINCENTI OMANNINO ROSARIO,MANNINO CALOGERO,MANNINO ALESSANDRO,



2019 15 MARZO Mafia, colpo al mandamento San Lorenzo: 10 arresti LIDO SOPRAVENTO INZERILLO MANNINO TORRETTA ISOLA DELLE FEMMINE



INZERILLO PIETRO, INZERILLO TOMMASO, INZERILLO VINCENZO, ISOLA DELLE FEMMINE, LUCERA SALVATORE, MAFIA, MANNINO ALESSANDRO, MANNINO CALOGERO, pizzo, SOPRAVENTO LIDO, TORRETTA, VINCENTI OMANNINO ROSARIO, ZEN,


2019 20 LUGLIO IL MALE OSCURO INZERILLO MANNINO LIDO SOPRAVENTO ISOLA DELLE FEMMINE TORRETTA scritto da RICCARDO LO VERSO IL MALE OSCURO DI PALERMO

INZERILLO VINCENZO, INZERILLO PITERO, INZERILLO TOMMASO, ISOLA DELLE FEMMINE, LUCERA TOMMASO, MANNINO ALESSANDRO, MANNINO CALOGERO, MANNINO ROSARIO, SOPRA VENTO LIDO, TORRETA, TORRETTA, VINCENT MANNINO,

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