SCIOLTO PER INFILTRAZIONI
MAFIOSE IL COMUNE DI...
di isolapulita





Una Donna il suo gioiello più prezioso non lo indossa, lo mette al mondo. Gramellini




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.





"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).





 

mercoledì 30 settembre 2015

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: Choc inquinamento a Taranto «Sterile una coppia su quattro e danni per tre generazioni»

Choc inquinamento a Taranto «Sterile una coppia su quattro e danni per tre generazioni»  



TARANTO – Una coppia su quattro a Taranto è sterile: i dati sull'aumento dell’infertilità sono l’ultima circostanza che viene addebitata dagli esperti all’inquinamento prodotto nell’area a ridosso dell’Ilva. L’ennesimo allarme sui rischi per la salute collegati all’insediamento siderurgico arriva da un convegno organizzato dagli Ordini dei medici e degli odontoiatri di Taranto e Brindisi nella città dei due mari.





Oltre al dato sull'infertilità di coppia, dalla stessa ricerca è emerso anche che il 26% delle donne è in menopausa precoce. «I dati sugli effetti dannosi dell’inquinamento che incidono sull'infertilità sono allarmanti. Urge istituire un osservatorio epidemiologico», ha detto la ginecologa Raffaella Depalo, dell’Unità di Fisiopatologia Riproduzione Umana del Policlinico di Bari.









«In uno studio che abbiamo presentato l’anno scorso al congresso della Società europea di embriologia – ha aggiunto la dottoressa Depalo – abbiamo evidenziato nelle donne, e in particolare nelle cellule della granulosa che sostengono l’ovulo nella crescita e lo portano nella maturità, delle alterazioni nella catena di espressione dei recettori per gli estrogeni, sostanze che sostengono la crescita follicolare e la maturazione ovocitaria».









Ma il grido di allarme degli esperti non si esaurisce qui: «Anche se l’Ilva dovesse spegnersi in questo momento – ha sottolineato Agostino Di Ciaula, presidente della sezione pugliese dell’Associazione internazionale Medici per l’ambiente nel corso del convegno 'Salute, Ambiente, Lavoro nella città dell’acciaiò – i tarantini continueranno a pagare conseguenze sanitarie almeno per le prossime tre generazioni, per cui è urgente chiudere i rubinetti dell’inquinamento prima di pensare a qualsiasi altra cosa».









«L'area a caldo – ha proseguito Di Ciaula – continuerà a produrre una quantità impressionante di inquinanti nonostante le prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale».









Per il presidente dell’Ordine dei medici di Taranto Cosimo Nume «il primo modo per risolvere il problema è affrontarlo, conoscerlo, e cercare le soluzioni. Non siamo qui – ha aggiunto - per fare allarmismo, ma ci dobbiamo muovere. Sono a confronto tutti i medici d’Italia perchè Taranto, attraverso la conoscenza seria e rispettosa delle regole della scienza, arrivi a non subire oltre l’insulto di malattie gravi».












ALL’ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
   SERVIZIO
1 Via Ugo La Malfa, 169    
90146 – Palermo
Tel. 091.7077121, Fax 091.7077139 

E p.c.
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
ON.LE ROSARIO CROCETTA
PALAZZO D’ORLEANS
PIAZZA INDIPENDENZA 21
90129 PALERMO
Fax 091 7075199 tel 091 7075281

ALL’ASSESSORE REGIONALE DEL TERRITORIO E
DELL’AMBIENTE
Via Ugo La Malfa, 169    
90146 - Palermo
tel.: 091 7077870 - fax: 091 7077963


AL DIRIGENTE GENERALE DEL
DIPARTIMENTO AMBIENTE  DELL’A.R.T.A.
Dott. Gaetano Gullo
Via Ugo La Malfa, 169    
90146 - Palermo
091 7077807 - 091 7077223 Fax: 091 7077294

ALLA
PROCURA DELLA REPUBBLICA
C/O
TRIBUNALE DI PALERMO
PIAZZA
V.E. ORLANDO 1
90138
PALERMO

Comado Carabinieri Tutela per l'Ambiente
Nucleo Operativo Ecologico
Piazza Principe di Camporeale 64
90100 PALERMO
tel. 091/6788076, Fax 091 515142  

Al Presidente della IV Commissione
Ambiente e Territorio
c.a. Giampiero Trizzino
fax 0917054564


Oggetto:
OSSERVAZIONI  –  Procedimento di rinnovo Autorizzazione
Integrata       Ambientale della
Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine




Con
riferimento, alla pubblicazione del giorno 8 agosto 2014, apparso sul sito dell’A.R.T.A.
dipartimento: “Avviso pubblico procedura di rinnovo aia per cementeria Italcementi di
Isola delle Femmine (ex comma 3, art 29-quater, d.lgs. 152/06 e s.m.i.) “
     (vedi
allegati 1 e 2  )   
il
Comitato Cittadino  Isola Pulita di Isola
delle Femmine, associato a Legambiente, formula le seguenti osservazioni:

1.  
Il Comitato rileva innanzitutto la nullità del DRS 683 del 18 luglio
2008 in quanto emanato da soggetto che non ne aveva titolo.
L’ing.
Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, non era di fatto il dirigente
responsabile del Servizio  VIA-VAS poichè
il decreto del Dirigente Generale pro tempore che ne approvava il contratto di
lavoro fino al 16 dicembre 2008 è datato 17 dicembre 2008 (DDG n. 1474), cioè
risulta essere stato adottato 5 mesi dopo l’autorizzazione concessa dall’ing.
Sansone alla Italcementi.
     
Nel citato DDG l’arch. Tolomeo fa riferimento alla nota a sua firma, DTA
n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ing. Sansone
l’incarico di responsabile del Servizio.
       E’ persino superfluo evidenziare che
l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con
una semplice nota ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto
dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti
amministrativi, essa può avvenire con un provvedimento di pari livello della
precedente attribuzione, giammai con una nota.
     
Sarebbe come concedere o prorogare una autorizzazione, p.e. alle
emissioni in atmosfera, un AIA, ecc., con una nota e non con un provvedimento
specifico.
     
A tal proposito, il Comitato rileva che deve presumersi che sia il dirigente
generale arch. Pietro Tolomeo che l’ing. Sansone non potessero ignorare, per
manifesta evidenza, l’illegittimità di una procedura e di una nomina del tutto
irregolare, non valida e, di conseguenza, priva di  ogni efficacia amministrativa.
     
Ma c’è anche di più.
     
Nella nota n. 17818 l’arch. Tolomeo motiva la procedura adottata
richiamando l’art. 36, comma 9, del CCRL dell’area della dirigenza.
     
Si tratta di un richiamo del tutto improvvido che contraddice
completamente il suo stesso operato, in quanto il comma 9 recita “Nelle ipotesi in cui non vi siano modifiche
della struttura né motivi che giustifichino eventuali rotazioni o comunque il
mancato rinnovo del contratto, e non vi sia una valutazione negativa
dell’operato del dirigente, allo stesso deve essere garantita la stipula di un nuovo contratto
individuale senza soluzione di continuità per l’azione amministrativa e gestionale
entro e non oltre i successivi trenta giorni
”.
     
Ne consegue che l’arch. Tolomeo ha operato anche in palese violazione
del CCRL dell’area della dirigenza e che il conferimento dell’incarico all’ing.
Sansone è avvenuto in modo irregolare, illegittimo e non retrodatabile, tutte
ragioni per cui, in ogni caso, l’ing. Sansone alla data di emanazione del DRS
n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo né il potere occorrenti a
formalizzare il provvedimento dell’AIA.      
   
2.  
Stanti i rilievi di nullità sollevati al punto 1) il Comitato potrebbe
anche esimersi da ulteriori considerazioni. Cionondimeno, la presunta
autorizzazione e l’attuale avvio della procedura del suo preteso “rinnovo” si
prestano a far eccepire altri motivi di irregolarità anch’essi di manifesta
evidenza.
      a)
L’art. 6 del DRS n. 693 prevedeva che “Il
provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di
collaudo. Gli enti preposti al controllo esamineranno in quella sede le
risultanze della suddetta visita e potranno, se ritenuto necessario, modificare
le condizioni e prescrizioni autorizzative
”.
      L’art
7 precisava che “L’Autorizzazione
Integrata Ambientale viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte
le prescrizioni impartite dalle competenti attività intervenute in sede di
conferenza dei servizi…che fanno parte integrante e sostanziale del presente
decreto…
”. Nelle pagg. 4-11 venivano specificati le “Prescrizioni relative alle attività di recupero di rifiuti come materie
prime
”, i “Limiti alle emissioni”,
le “Prescrizioni relative all’impianto”,
le “Prescrizioni relative ai combustibili
utilizzati ed ai consumi energetici
“, le “Prescrizioni relative ai rifiuti prodotti “ e le “Prescrizioni relative alle attività di
monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)
”. Veniva fatto obbligo
all’azienda di procedere “entro 24 mesi dal rilascio
dell’autorizzazione
alla
conversione tecnologica (“revamping”) dell’impianto con il completo
allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili previste per il settore del
cemento
…”, ma nel caso del mancato “revamping” “…comunque adeguare l’impianto esistente alle M.T.D. attraverso i
seguenti interventi”
[quelli sopra specificati].
      Tuttavia,
alla scadenza dei 24 mesi risulta che nessuna delle autorità preposte si è
premurata di  adempiere agli obblighi
discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel DRS n. 693

al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione.
      b)
Il 9 giugno del 2011, a distanza di 36
mesi
e cioè con un anno di ritardo, il Servizio 1, riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e
prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio
”,
teneva la riunione di un tavolo tecnico “al
fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla
attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento
”.
      Dalla
lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di
operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione,
inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia
nel merito, p.e. sugli interventi strutturali, limitandosi la discussione solo
ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento
delle centraline di rilevamento degli inquinanti.
      Quindi,
il dato che se ne trae e che dopo 36 mesi dal rilascio del provvedimento AIA
restavano privi di ogni verifica quei presupposti e quelle prescrizioni che
avrebbero dovuto rendere valida e definitiva l’autorizzazione
.   

      Da allora ad oggi, cioè a distanza
complessiva di 6 anni dal DRS n. 693, la situazione, come è noto e come risulta
agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del
provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in quanto nulla
è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto
essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di
emanazione dell’autorizzazione.

     
Questo Comitato, pertanto, nel sottolineare l’inspiegabile comportamento
degli enti deputati al controllo di attuazione del DRS n. 693, fa presente che
mancano del tutto i presupposti per procedere al rinnovo di una autorizzazione
da considerarsi, in primis, di per sé
inesistente e, eventualmente, non più valida almeno dal luglio del 2010.

       Alla luce delle superiori
considerazioni, questo Comitato ritiene inattuabile la procedura di  rinnovo essendo, invece, necessaria
un’autorizzazione ex novo.
     
    
         Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE
           GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com
           SITO:

           http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/







All’Assessore Regionale del
Territorio e dell’Ambiente

Al Dirigente Generale
Dipartimento Ambiente  .

Al Servizio 1
        Dipartimento Ambiente   

p.c.
Al Presidente della Regione

Alla Procura della
Repubblica
Tribunale di Palermo

Al Comando Carabinieri NOE

Al Presidente della IV
Commissione
Ambiente e Territorio

Al Comune di Isola delle
Femmine

Al Comune di Capaci
          ambiente.comunecapaci@pec.it   


Oggetto:VIOLAZIONE NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA
PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE 2014 SERVIZIO
1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE A.I.A. ALLA
DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


Il
sottoscritto, Giuseppe Ciampolillo, coordinatore del Comitato Cittadino Isola
Pulita sezione Legambiente, in riferimento al procedimento per la concessione
dell’autorizzazione in oggetto, fa presente quanto segue:

  • il
    giorno 22 luglio 2014 il Servizio 1 del D.R.A.- ARTA convocava un incontro
    informativo, definito “avvio del procedimento” riguardante il “rinnovo”
    A.I.A. - Italcementi sito di Isola delle Femmine – ex art 29 octies del
    D.Lgs 152/06 e s.m.i., D.R.S. del 18.07.2008; in detta sede questo
    Comitato, regolarmente invitato, rappresentava una serie di osservazioni
    sia sul rilascio dell’autorizzazione (ritenuta irregolare perché
    rilasciata da soggetto che a quella data non ne aveva titolo) che sui
    successivi adempimenti e controlli da parte degli Organi preposti
    (ritenuti mancanti nei tempi e nei modi previsti dall’autorizzazione), il
    tutto meglio specificato nel relativo verbale che si richiama
    integralmente e che si allega; il Comitato formulava, altresì, la
    richiesta di esame dei rapporti dei sopralluoghi effettuati dall’ARPA nel
    periodo 2009-2013;
  • il
    giorno 8 agosto 2014 sul sito web dell’ARTA veniva pubblicato l’Avviso pubblico procedura di rinnovo AIA per Cementeria
    Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs.
    152/06 e ss.mm.ii.);
  • il
    giorno 2 settembre 2014 questo Comitato inviava al Servizio 1 (per
    conoscenza anche a  numerosi altri
    indirizzi istituzionali, nonché al Comando CC del NOE ed alla Procura
    della Repubblica di Palermo) le proprie osservazioni, corredate da
    numerosi allegati, cui si rimanda integralmente, dove ribadiva, con ulteriori
    dettagli, le problematiche già sollevate nell’incontro del 22 luglio; da allora nulla veniva più comunicato
    sul procedimento a questo Comitato
    ;
  • il
    giorno 04/03/2015, a seguito di richiesta di accesso agli atti del
    04/03/2015 presso il Servizio 1, si apprendeva che il 20 novembre 2014
    (nota di convocazione n. 52367 del 12 novembre del Servizio 1) si era
    svolto un Tavolo tecnico nell’ambito del suddetto procedimento, a cui,
    inspiegabilmente, non era stato
    invitato
    questo Comitato e ciò nonostante che la predetta convocazione
    facesse esplicito riferimento alle proprie osservazioni formulate
    nell’incontro del 22 luglio (“in
    riscontro alle richieste formulate nel corso dello stesso incontro dal
    dott. Gioacchino Genchi n.q. di consulente tecnico del Comitato Cittadino
    di Isola Pulita”
    );

Il
Comitato, giusto alla luce di quanto rappresentato, in primis gli appunti mossi nei confronti del D.R.S. 693/08 e sugli
atti consequenziali connessi,  ritiene
che la  mancata convocazione al Tavolo
tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al
procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno
di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della
cittadinanza;

Il
Comitato, pertanto, avanza diffida a rendere nulla la riunione tenutasi il 20
novembre ed ogni altro atto sequenziale, chiedendo, al contempo, la sua
tempestiva riconvocazione, considerato peraltro che i termini di chiusura del
procedimento appaiono già superati.
 
Il
Comitato fa riserva, ove non dovesse ricevere riscontro entro sette giorni
dalla presente, di rivolgersi alla Autorità Giudiziaria. 

          Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE    GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com

n.b.
si allega
: Osservazioni
a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita rinnovo A.I.A. Italcementi Inviate
con posta certificata il giorno 2 settembre 2014



Isola
delle Femmine 7 aprile 2015 






Al Dirigente Generale
Dipartimento Ambiente

Al Servizio 1
  
     Dipartimento Ambiente    

All’Assessore Regionale del Territorio
e dell’Ambiente

p.c.                                                        
Al Presidente della Regione

Alla Procura della Repubblica
Tribunale di Palermo

Al Comando Carabinieri NOE

Al Presidente della IV Commissione
Ambiente e Territorio

Al Comune di Isola delle Femmine

Al Comune di Capaci
          ambiente.comunecapaci@pec.it
   



Oggetto:
VIOLAZIONE
NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE
DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI
PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE
2014 SERVIZIO 1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI
CONCESSIONE A.I.A. ALLA DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


In riferimento al rapporto del
Servizio 1 VIA-VAS n. 19382 del 24 aprile u.s., di pari oggetto, trasmesso dal
DG del Dipartimento Ambiente, con nota n. 21908 dell’11 maggio u.s., questo
Comitato rileva quanto segue :

  • si premette, innanzitutto, che i 180 giorni per la
    conclusione del procedimento A.I.A dell’Italcementi del Comune di Isola
    delle Femmine, avviato il 22 luglio 2014, sono scaduti da oltre 120 giorni, senza che all’orizzonte sembra
     intravedersene soluzione. Ciò
    comporta che l’Italcementi, per i ritardi che codesta Amministrazione ha
    già accumulato e continua ad accumulare, opera da svariati mesi in una
    sorta di proroga informale della precedente autorizzazione, per di più di
    un’autorizzazione sulla cui legittimità questo Comitato ha sollevato da
    anni pesanti riserve. Come è noto dagli atti di codesto Dipartimento, il
    firmatario, ing. Vincenzo Sansone, aveva l’incarico di responsabile del
    Servizio VIA-VAS ed il relativo contratto di lavoro scaduti da oltre 7
    mesi, pertanto non era titolato a rilasciare l’autorizzazione; sarebbe poi
    stato rinominato nel dicembre successivo, cioè dopo 4 mesi dalla firma,
    con una nomina, in presunta sanatoria, fino al giorno precedente, perché
    il giorno successivo veniva nominato in un altro Servizio del
    Dipartimento; su tale incredibile pateracchio amministrativo questo
    Comitato ha già prodotto la relativa documentazione. E’ opportuno
    ricordare anche che il responsabile del procedimento di quell’A.I.A. era
    l’arch. Gianfranco Cannova, assurto alle cronache giudiziarie per vicende
    giudiziarie legate ad autorizzazioni similari del Servizio VIA-VAS, il
    quale appare strano che non potesse non avere conoscenza della anomala posizione
    del suo “capo Servizio”. Di tali singolari fattispecie il rapporto del
    Servizio 1 non fa il minimo cenno;
  • appaiono incomprensibili le giustificazioni addotte
    sulla mancata convocazione del 20 novembre  di questo Comitato riguardo a quello che
    il Servizio 1 definisce per un verso “tavolo
    tecnico
    ” e per altro verso un “mero
    incontro informativo/consultivo
    ”, il cui tema di discussione era proprio
    una delle obiezioni più critiche sollevate da questo Comitato, cioè “le
    mancate verifiche circa l’ottemperanza o meno alle prescrizioni dettate
    dal D.R.S. n. 693/08”. Il Servizio 1 si è arrogato la responsabilità, non
    prevista da alcuna legge, di escludere da una riunione, parte integrante
    del procedimento unico dell’A.I.A.,
    un soggetto titolato alla partecipazione quale il Comitato, le cui
    osservazioni erano e restano di carattere tecnico forse ancor più che di
    ordine amministrativo. Appare persino superfluo ricordare che le norme sul
    procedimento amministrativo prevedono espressamente con l’istituto delle
    conferenze dei servizi la partecipazione dei soggetti abilitati e non già tavoli
    o incontri paralleli ed extra da cui possano arbitrariamente essere
    inclusi alcuni ed esclusi altri; nel rapporto del Servizio 1, a mo’ di
    giustificazione, invece, si arriva addirittura ad affermare che il c.d.
    incontro “esula dagli scopi dello
    stesso
    (procedimento”) ! 
  • riguardo le centraline di monitoraggio, che erano
    una delle tante prescrizioni previste nel citato D.R.S. 693/08 e che
    sembrerebbero diventate ad oggi l’unico argomento di discussione, questo
    Comitato richiama ancora una volta alla memoria che esse avrebbero dovuto
    entrare in funzione entro il mese
    di luglio del 2010
    , mentre a
    distanza di quasi 5 anni (oltre 1760 giorni) non sono ancora attive
    e
    se ne sta seraficamente a disquisire. Ciò ha comportato e continua a
    comportare il mancato monitoraggio in continuo delle immissioni degli
    inquinanti dell’Italcementi, vale a dire il mancato controllo del loro potenziale
    impatto sulla salute della popolazione di Isola e dei Comuni del
    circondario, fattispecie, questa, che il Comitato ritiene di assoluta
    gravità e responsabilità per i soggetti istituzionali che non hanno
    operato come dovuto. Anche di questi aspetti il rapporto del Servizio 1
    non fa il minimo cenno;    
  • infine, ferme restando tutte le osservazioni e
    riserve formulate in precedenza riguardo all’ottemperanza o meno delle
    prescrizioni dettate dal D.R.S. 693/08, questo Comitato, giusto in riferimento
    al c.d. “tavolo tecnico”, chiede
    al Servizio 1 di voler comunicare quanti controlli senza preavviso,
    finalizzati al campionamento ed alla determinazione analitica degli
    inquinanti sulle emissioni convogliate e diffuse dell’Italcementi (con i
    relativi referti), gli risultano effettuati direttamente dall’ARPA nel
    periodo 2009-2015, poco importando gli autocontrolli programmati
    dall’Italcementi cui ha eventualmente presenziato l’Agenzia.

Il Comitato ribadisce, pertanto,
che la  mancata convocazione al tavolo
tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al
procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno
di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della
cittadinanza.

Conferma altresì che detta riunione
debba ritenersi nulla come ogni eventuale altro atto sequenziale,  torna a sollecitarne la sua tempestiva
riconvocazione e, stante che i termini
di chiusura del procedimento sono già stati superati da oltre 4 mesi
,
chiede i motivi per cui non è stata finora applicata la procedura dell’intervento
sostitutivo, gerarchicamente superiore, come espressamente previsto dalla
normativa vigente (art. 2, commi 9, 9bis,
9ter, L. 241/90), potendosi
configurare la duplice ipotesi di responsabilità sia per la violazione della
normativa suddetta sia per l’improprio vantaggio che viene a determinarsi per
l’Italcementi che continua ad usufruire dell’autorizzazione scaduta e delle
prescrizioni inottemperate.
 
Il Comitato fa riserva, ove non dovesse
ricevere riscontro entro sette giorni dalla presente, di chiedere l’intervento
dell’Autorità Giudiziaria. 

          Comitato
Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE    GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com

Isola delle Femmine 30 maggio 2015



n.b. la presente annulla e sostituisce la precedente pec inviata il 29
maggio 2015 alle ore 15,53 da questo medesimo indirizzo  




Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e
Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza,
per inosservanza prescrizioni,  decreto
693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la
presente intende ribadire  quanto
dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1°
Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato,
avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la
procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I
cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle
autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica
autorizzazione tenendo
conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di
raggiungere l’obiettivo di un elevato 
livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione
delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida
redatte per conto della Commissione
della Unione Europea ed a  livello
nazionale) atte a
ridurre gli impatti
ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata
di vita tecnica dell’impianto, la
previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove
necessario, a raggiungere
prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi
per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni,
scarichi, rumore, ecc) che tengano
conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche
ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti
limiti inferiori
a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle
prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali
siano tali da renderle necessarie.
d) La individuazione di dettaglio
di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti
preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche
modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili
individuate per l’impianto
.
Preso atto dell’istanza
presentata, dalla  Italcementi datati
3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed
ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della
Conferenza dei  Servizi la Italcementi
faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del
pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la
Italcementi aveva presentato  il
3.11.2006

Preso atto che il 29
agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il
“Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing
Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità
competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso
l’impianto  congiuntamente con gli enti
che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla
comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di
verifica  la attuazione delle
prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a.
è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di
progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato
al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle
competenti autorità intervenute  in sede
di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno
parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data
di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le
prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili,
dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in
conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda
di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla
conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento
alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale
miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento
dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo).
Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare
un sistema di abbattimento delle  polveri
che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello
emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito
e diffida  a provvedere con istanza in
autotutela, inviato con Raccomandata 
R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011
al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA.
Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi
i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi
S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale
Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad
uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità
per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente
inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità
anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti
sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute
dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia
effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte
nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata
comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale
relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla
cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte
dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la
stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la
comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del
cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente
costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che
obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività
di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso
e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita
gli  Enti in indirizzo, per le competenze
che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o
revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18
luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine
previsto dalla stessa  e/o per gli altri
motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di
adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto
dell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13


90040 Isola delle Femmine




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