SCIOLTO PER INFILTRAZIONI
MAFIOSE IL COMUNE DI...
di isolapulita





Una Donna il suo gioiello più prezioso non lo indossa, lo mette al mondo. Gramellini




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.





"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).





 

domenica 27 luglio 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: REGIONE, BANCOMAT DELLA CORRUZIONE: IN UN ANNO CEN...

REGIONE,
BANCOMAT DELLA CORRUZIONE: IN UN ANNO CENTO MILIONI DI TANGENTI

Dalla pubblicità
all'energia: ecco perché nell'Isola dilaga il malaffare


di ANTONIO FRASCHILLA





TANGENTI e malaffare
per oltre 100 milioni di euro in poco più di un anno nell'isola del tesoro. Nel
mirino la Regione, che si sta rivelando sempre di più il cuore di un sistema
che garantisce truffe da capogiro tra mazzette e scarsi controlli. Seguono a ruota
Comuni e altri enti locali: complessivamente, negli ultimi sedici mesi soltanto
la Guardia di finanza ha segnalato frodi per 520 milioni e danni erariali per
826 milioni. Rifiuti, energia, formazione, sanità, finanziamenti Ue sono i
settori più aggrediti perché bancomat perfetti per affari milionari. "Una
nuova tangentopoli, il regno della manciugghia", ha detto il governatore
Rosario Crocetta. Un malaffare che continua però a espandersi, in particolare
proprio nei corridoi dell'amministrazione regionale, con funzionari coinvolti
in indagini e vicende poco chiare tutti rimasti spesso al loro posto nonostante
annunci mediatici di rotazioni e trasferimenti, e con politici, più che
chiacchierati, che siedono in maggioranza.




Una cosa comunque è
certa: i numeri forniti dal comando regionale della Guardia di finanza guidato
dal generale Ignazio Gibilaro sono impressionanti e lanciano l'allarme sulla
corruzione in Sicilia, che vede la Regione cuore pulsante di questo mondo nero.
Basta leggere le cronache delle indagini principali in corso delle Procure
dell'isola sui fondi del Ciapi utilizzati per pagare i politici, le tangenti
versate da imprenditori a deputati regionali per oliare le pratiche in materia
di energia, le mazzette garantite dai re dei rifiuti per avere le
autorizzazioni ambientali, gli enti di formazione in mano agli onorevoli e, nel
mezzo, funzionari e dipendenti pubblici corrotti, nella peggiore della ipotesi,
distratti nella migliore. Mentre la politica sembra confusa e annuncia riforme su riforme senza
andare al dunque: lo scenario migliore per chi vuole continuare a fare affari
illeciti all'ombra di Palazzo d'Orleans e dei Comuni dell'Isola. Cioè dei siciliani.




Affari, tangenti e lobby il sistema rifiuti nell'Isola costa un miliardo l'anno



ANTONIO FRASCHILLA



ECCO il risultato di anni di mala gestio in un comparto chiave per la salute dei cittadini e il rispetto dell'ambiente: un sistema di smaltimento poco compatibile e un costo che è pari a 200 euro a siciliano, neonati compresi, contro i 190 del Lazio e i 111 euro della Lombardia. Il tutto mentre non ci sono abbastanza impianti per la differenziata, che non a caso vede l'Isola ultima nel Paese con meno del 10 per cento, con conseguente rischio di condanne dell'Unione europea.
Al di là delle indagini giudiziarie, che stanno alzando il velo su tangenti, legami pericolosi con la politica e pressioni sull'amministrazione, e hanno portato agli arresti di due amministratori di discariche, dell'Oikos e della Tirreno ambiente, il sistema dei rifiuti in Sicilia dopo quasi quindici anni di cattiva gestione è adesso quasi al collasso e non è più economicamente sostenibile. Al momento i rifiuti siciliani per il 90 per cento finiscono in quattro discariche: oltre a quelle citate, vanno nei siti della Sicula Trasporti e della Catanzaro. La Sicilia è attraversata da compattatori stracolmi di rifiuti. A esempio, da Termini Imerese i mezzi partono alla volta di Mazzarà Sant'Andrea (dove per conferire la tariffa è di 90 euro a tonnellata) oppure a Motta San'Anastasia (102 euro a tonnellata), compiendo più di 300 chilometri tra andata e ritorno. A Bagheria da qualche giorno gli autocompattatori carichi di rifiuti vanno a scaricare a Siculiana nel sito gestito dalla ditta Catanzaro Costruzioni. «Il servizio reso a Siculiana ha un costo di 78 euro per tonnellata di rifiuto contro il costo sostenuto per andare a scaricare a Catania di 140 euro per tonnellata», ha detto il sindaco grillino Patrizio Cinque. In media comun- que il costo per conferire i rifiuti nelle quattro discariche siciliane private costa 100 euro a tonnellata.
Considerando i rifiuti prodotti ogni hanno dai siciliani, pari a 2,5 milioni di tonnellate, e che di questi ben il 90 per cento finisce sotto terra, il costo complessivo è di 250 milioni di euro all'anno. A questa cifra occorre aggiungere la spesa per i 13 mila addetti al servizio, in gran parte assunti negli anni d'oro degli Ato che, chiaramente, hanno accumulato un miliardo di euro di debiti. Nell'Isola c'è un operatore ogni 398 abitanti, contro l'uno ogni mille di Treviso e una media nazionale di un addetto per 680 abitanti.
Dal 2003 è scattata una corsa folle ad assumere personale, spesso a ridosso di tornate elettorali, e i nodi sono venuti al pettine negli ultimi anni. Oggi questi stipendi costano circa 520 milioni di euro all'anno.
Ma le spese del sistema rifiuti siciliano non finisco qui. A queste cifre occorre aggiungere anche il 30 per cento di spese che va per oneri di gestione, manutenzione e acquisti di attrezzature: altri 200 milioni di euro all'anno. Il totale fa 970 milioni di euro all'anno, circa un miliardo. A fronte di questa mole di costi, i tributi riscossi dagli enti locali per lo smaltimento dei rifiuti Tarsu o Tia, ammontano a 650 milioni di euro. Quindi ogni anno il sistema accumula debiti per oltre 300 milioni di euro: oggi tra Ato e Comuni, il debito nei confronti delle imprese pubbliche e private che lavorano nel comparto è salito così a 1,5 miliardi di euro, nonostante i 600 milioni di euro di fondi regionali bruciati negli ultimi anni attraverso il cosiddetto fondo di rotazione istituito proprio per aiutare i Comuni.
Insomma, costi elevati e una macchina mangiasoldi perfetta. Ecco il sistema della spazzatura in Sicilia, mentre la magistratura indaga sulle tangenti e il ruolo della politica. Nel frattempo il piano rifiuti rimane in gran parte incompiuto: i Comuni non hanno i soldi per avviare la differenziata e dopo la fine dell'emergenza, con annesso commissariamento affidato alla Regione, dovrebbero essere le nuove Srr ad investire negli impianti. Sì, ma con quali fondi? Fino a quando i rifiuti andranno a finire solo nelle discariche? Il governo Crocetta ha dichiarato guerra ai privati coinvolti nelle indagini e minaccia di requisire le discariche. Ma quali sono i programmi del governo per cambiare questo sistema?
Dopo gli ultimi arresti il governo Crocetta ha dichiarato guerra ai privati Ogni dodici mesi si accumulano debiti per trecento milioni di euro
GLI OPERATORI
In Sicilia c'è un operatore ogni 398 abitanti Da sinistra, una discarica e Palazzo d'Orleans


APPALTI
E INCHIESTE, IL RITARDO DELLA POLITICA

Salvo Toscano


Con le indagini su
discariche e fotovoltaico, gli inquirenti arrivano prima della politica,
malgrado i tanti campanelli d'allarme suonati in questi anni. Serve un
intervento deciso sulla burocrazia. Ma anche le imprese hanno qualcosa su cui
riflettere, a partire dalla "convenienza" della legalità



PALERMO – L'ultimo annuncio in ordine di
tempo risale a oggi
, quando il
presidente Rosario Crocetta ha detto che sarà creata “
una banca dati on line, il cui
accesso sarà riservato alle forze dell'ordine e alla magistratura, con tutte le
informazioni relative agli appalti pubblici della Regione"
. Ma la settimana
horribilis per la Regione, con due inchieste che hanno fatto tremare il
Palazzo, quella sulle 
discariche e
quella sul
 fotovoltaico, promette
strascichi. Le indagini hanno svelato presunti incroci pericolosi tra
burocrazia e affari, storie di tangenti e promiscuità – tutte, sia chiaro,
ancora da dimostrare in sede giudiziaria – che gettano più di un'ombra sulla
burocrazia regionale. Storie che affondano le proprie radici in quella matassa
ingarbugliata di norme e codicilli, in quel labirinto nel quale non perdersi,
per cittadini e imprese, è pratica non semplice, in quel pantano in cui le
poche certezze fanno il gioco di disonesti e avidi a scapito del diritto.


Colpisce, nelle cronache di questi giorni, la corsa dei
politici per piazzarsi primi nel gioco del “l'avevo detto io”.
 Tanti si
sono iscritti, eppure resta il fatto che fino all'intervento della
magistratura, lo status quo, per esempio sulla vicenda delle discariche, era
rimasto quasi intatto. “La Procura è arrivata a conclusioni che la politica non
ha saputo trarre: ha fatto prima delle istituzioni politiche”, 
ha sintetizzato in
un'intervista a Livesicilia il deputato del Pd Anthony Barbagallo.




Eppure, i campanelli d'allarme erano suonati abbondanti,
dentro e fuori dal Palazzo.
 Sul fronte delle energie alternative, ad esempio, una
relazione dell'assessorato all'Energia aveva sollevato già forti perplessità
sulle procedure per l'autorizzazione per la realizzazione degli impianti
alimentati da fonti rinnovabili, dipingendo un quadro a dir poco caotico degli
uffici. Quanto alla vicenda rifiuti, basta sfogliare le collezioni dei
giornali. Solo pochi mesi fa, a marzo, era stata la Fit Cisl a chiedere
maggiore trasparenza nel settore, invitando la commissione Antimafia “a rendere
pubblico subito l'esito dei controlli antimafia sulle imprese che gestiscono le
discariche in Sicilia, a partire da quelle pubbliche guidate da politici che
pertanto devono dare per primi l'esempio”. Prima ancora c'erano state le
esternazioni – con tanto di polemiche interne alla giunta – degli assessori
Nicolò Marino e Mariella Lo Bello. Già a dicembre del 2010, sul Sole 24 Ore la Confindustria siciliana denunciava
come nell'Isola si rilasciassero autorizzazioni in materia di protezione
ambientale senza accertarsi che le aziende richiedenti avessero le carte in
regola per averle. Passava un anno, e nel settembre del 2011 lo stesso
vicepresidente degli industriali Giuseppe Catanzaro, imprenditore del settore,
tornava alla carica, parlando al
 Giornale di Sicilia di “resistenze di pezzi malati di
burocrazia e della politica che impediscono il cambiamento”, denunciando
ritardi nell'informatizzare le procedure e a lasciare traccia di ciò che si è
fatto. Nella stessa intervista Catanzaro lamentava: “Si spendono i fondi
europei per comperare un sistema informatico di gestione delle pratiche, il
Sivvi, di cui ad oggi non c’è alcuna applicazione”, aggiungeva l'imprenditore.





Il Sivvi è un sistema informativo di valutazione di impatto
ambientale
realizzato da Sicilia e-Servizi e Sicilia e-innovazione con
i fondi europei, presentato in pompa magna nel giugno 2009 con una conferenza
stampa a cui presero parte tra gli altri l'allora assessore Pippo Sorbello e la
dirigente Rossana Interlandi. Doveva assicurare trasparenza nelle procedure. Lo
si è cominciato usare solo nel 2011, ma in assessorato non pare sia troppo
apprezzato, malgrado – spiega il dirigente generale del dipartimento Ambiente
Gaetano Gullo – “all'epoca vi furono spesi 900 mila euro”. La digitalizzazione,
spiega lo stesso Gullo, comunque c'è, sia attraverso Sivvi, sia per mezzo di un
software realizzato da risorse interne che permette consultando quest'indirizzo di seguire l'iter delle
pratiche su pagine excel.



Software
o non software, il quadro emerso dalle ultime inchieste richiede alla politica
 una tempestività e una decisione
nell'intervenire che fin qui non si è vista a sufficienza. E questo al di là
dei proclami e dei data base da mettere a servizio degli investigatori. Servono
piuttosto misure che davvero semplifichino gli iter burocratici garantendo
trasparenza e criteri oggettivi e certi, interventi volti a evitare che si
creino “regni” troppo lunghi negli uffici pubblici per mezzo di rotazioni
mirate (che non degenerino nel caos), ogni sforzo possibile volto a evitare
occasioni di contatti diretti tra uffici e ditte, e in ultimo sanzioni severe
per i dipendenti infedeli, premiando invece i meritevoli e preservando questi
ultimi da generalizzazioni. Insomma, occorre che la politica ristabilisca il
suo primato sulla burocrazia, che da tempo ormai s'è ridotto invece alla sola
attività di spartizione delle poltrone più pesanti secondo criteri di
appartenenza.



Ma
d'altra parte, anche per le imprese (e non solo per la politica) le inchieste
di questa settimana offrono senz'altro spunti di riflessione.
 Un passaggio interessante
dell'ordinanza è la conversazione tra due imprenditori coinvolti nell'indagine,
Calogero e Giovanni Sodano. Parlando di presunte richieste di denaro da
Gianfranco Cannova, il funzionario al centro dell'inchiesta, i due commentavano:
“Ora il dottore (Cannova, ndr) ci racconta le solite minchiate... che vuole
soldi... non dobbiamo dare più niente noi... non ci credo che Catanzaro molla
una lira per... per... per avere queste discariche... neanche una lira...”.
“Sì...”. “E il primo che si permette a dirgli dammi mille lire quello lo
denuncia... noi troppo esagerati siamo stati...”. Un passaggio che fa
riferimento al già citato vicepresidente degli industriali siciliani e che
sembra dar forza alla scuola di pensiero, forse ancora minoritaria, della
"legalità conveniente", per la quale - proprio come accade nei
confronti degli estorsori di Cosa nostra - la denuncia alle autorità è la
migliore e più efficace difesa per tenere alla larga eventuali corrotti e
concussori.

http://livesicilia.it/2014/07/25/appalti-e-inchieste-il-ritardo-della-politica_520950/







Appalti e inchieste, il ritardo della politica - Live Sicilia











Rifiuti ed energia, tangentopoli di Sicilia
di Rosario Battiato



Gli ultimi due capitoli: l'operazione Terra Mia e le presunti tangenti per la costruzione del parco fotovoltaico di Monreale. Nei due settori gli interessi di criminalità  organizzata, malaffare e corruzione. Un sistema denunciato da anni e mai colpito


PALERMO – In Sicilia, i rifiuti e l'energia sono due panieri ricchi di risorse e braccati da interessi milionari non sempre trasparenti. Nessuno stupore, pertanto, se proprio in questi settori si sono annidati gli scandali della nuova tangentopoli siciliana. La storia dell'Isola è ricca di esempi, ma i fatti più recenti hanno riguardato l'inchiesta Terra Mia e l'affare del parco fotovoltaico di Monreale.



Come tanti altri avevano fatto prima di lui, anche l'assessore regionale all'Energia, Salvatore Calleri, ha tuonato contro la corruzione nella Pubblica amministrazione e ha ribadito l'impegno dei suoi uffici nel solco tracciato dal suo predecessore, Nicolò Marino, che in maniera incisiva aveva agito per rimodulare il potere delle discariche private nella direzione della legalità e della trasparenza e per normare un settore strategico per l'energia verde come l'eolico.




Prima di lui anche Giosuè Marino e Pier Carmelo Russo, entrambi assessori all'Energia durante il governo Lombardo, avevano espresso diverse e, in alcuni casi, ben documentate perplessità. Lo stesso governatore aveva sottolineato nel febbraio del 2010 in audizione alla Commissione parlamentare sui rifiuti, e poi in aprile all'Ars, che c'era un forte appetito della mafia “intorno alla gestione dei rifiuti”. E le operazioni che si sono susseguite in questi anni hanno confermato un lato oscuro sin troppo conosciuto: dall'affare dei termovalorizzatori alle discariche abusive nelle miniere abbandonate di Sicilia, dall'operazione "Trash" di Bronte del 2008 fino alla “Nuova Ionia” del 2013.




Solo qualche esempio pescato nel mare del malaffare che ruota attorno ai rifiuti e che nei giorni scorsi ha portato alla luce l'ennesimo scandalo che arriverebbe fino alla Regione con l'operazione Terra Mia, un certosino lavoro di intercettazioni che fa risalire alcune delle registrazioni più importanti al 2012.




Salvatore Calleri, che viene proprio da una roccaforte di legalità come la Fondazione Caponnetto, non ha voluto essere da meno dei suoi predecessori e nei giorni scorsi ha rilanciato. “Per quanto riguarda la discariche il mio assessorato - ha spiegato - ho disposto la chiusura della Oikos Spa di Motta Sant'Anastasia. Entro pochi mesi abbiamo le gare d'appalto per le discariche pubbliche. Abbiamo, inoltre, revocato l'autorizzazione alla ditta So Ambiente srl di Agrigento, dove avevamo avuto un'informazione prefettizia negativa. Per quanto riguarda Tirreno Ambiente, che si trova vicino Barcellona, siamo intervenuti”. Altri interventi hanno riguardato la discarica di Sant'Agata di Militello “per situazioni di cui sono venuto a conoscenza che potrebbero avere rilievi penali” e dei quali sarebbe stato interessato il procuratore Leonardo Agueci”.




Azioni lodevoli, ma c'è evidentemente un problema di funzionamento della macchina burocratica. Lo ha ammesso implicitamente lo stesso Rosario Crocetta rispondendo risposto ai cronisti che chiedevano le motivazioni del rientro al posto originario in circa un mese e mezzo del funzionario dell'assessorato al Territorio, Gianfranco Cannova, da venerdì ai domiciliari in quanto coinvolto nell'inchiesta, che era stato trasferito ad altro ufficio così come disposto dal governo regionale lo scorso anno con il provvedimento di rotazione dei dirigenti. Netta la riposta: “Avevo dato disposizione che i dirigenti trasferiti non dovevano tornare nei settori dai quali erano stati provenivano”. Perché chi doveva eseguire questo ordine non l'ha fatto?




Capitolo energia. Anche qui la Sicilia non si è mai fatta mancare nulla: dall'operazione “Broken wings” che ha messo nel mirino il re dell'eolico Nicastri ritenuto vicino al superlatitante Matteo Messina Denaro al primo scandalo fotovoltaico, il processo è in corso, che ha coinvolto i deputati Vitrano e Bonomo. Il fotovoltaico si è concesso un bis nei giorni scorsi dopo che la Guardia di Finanza di Napoli, nell'ambito di un'indagine sulla maxi evasione fiscale di due imprenditori toscani, aveva intercettato un giro di mazzette che riguardava la realizzazione del parco fotovoltaico di Monreale. Coinvolti l'ex assessore, oggi deputato coi democratici riformisti, Pippo Gianni, e il dirigente Martino Russo, indagati per corruzione, e Francesco Marcenò, dirigente regionale indagata per abuso d'ufficio. Per i funzionari previsto un provvedimento di sospensione.



http://www.qds.it/16839-rifiuti-ed-energia-tangentopoli-di-sicilia.htm















ASSESSORI CONTRO DURO SCONTRO TRA M marino-e-lo-bello-14-marzo-2014



 CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI SPROPOSITA




CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI... di isolapulita





Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori

Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori di isolapulita



Comm.Parlamentare RIfiuti Cuffaro Genchi 






Cannova conversando telefonicamente con sua moglie Valeria Paduano le confidava che aveva la disponibilità di un’autovettura “Della ditta”, una locuzione riferita alla “ditta” del Proto esternata in modo così confidenziale da ingenerare qualche confusione persino nella stessa moglie dell’indagato benché fosse anche lei a conoscenza della “familiarità” dei rapporti del marito con l’imprenditore catanese: 
V: E poi a Rimini come ci vai? 
G: C'è una macchina che mi aspetta. 
V: Di chi? G: Della Ditta. 
V: Quale Ditta? 
G: Di tua sorella... minchia.. ! 
V: Quale Ditta è? G: Sei scema? 
V: Che Ditta è non lo so.
 G: Quella di Mimmo.!”. 

Cannova di sfruttare la sua “compromettente” amicizia con il Proto anche per “sistemare”, almeno in un prossimo futuro, il figlio Paolo: 
G: Infatti è probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare lì.
 V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare lì...vediamo le cose come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu già pensi a Paolo dove lo devi mettere a lavorare. 
G: Sarebbe una buona oppurtunità..
 V: Per ora fagli prende sto diploma...che è ancora all'inizio, ho paura che..
 G: Poi a casa, anche quando va a Catania, è a due ore di strada..

GRAND HOTEL RIMINI allegata in atti, che attesta che la società OIKOS s.p.a. ha sborsato per il soggiorno del Cannova la somma complessiva di euro 717,00   carta   credito Master Card n. 5529 7500 7810 4933 intestata a Domenico Proto.

P: Senti, ma Mimmo almeno qualcosa te la esce per questa cosa che hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI? … Meno male che c’è lui!!perche’ con questo……Quanto ti costano questi, omissis.”, ricevendo dal marito la seguente emblematica riposta di assenso: “
G: Se ne fotte lui dei soldi.”.

Hotel Baja Verde, di cui sopra si è detto: 
P: Io mi spavento.. io ti ho sempre detto stai attento con Mimmo perché io sono sicura che lui ha troppe attività, troppe cose, io..eee.. quando una prende soldi facili, prima o poi le paghi… 
G: Ma che vuoi dire? 
P: A me dispiace per lui ma prescindere perché con noi si è sempre comportato bene. 
G: Che vuoi dire non ho capito.. 
P: Che mi spaventa l’arresto.. 
G: Spaventati! 
P: Che hai i cazzi pure tu, cominciano a fare.. ci sono intercettazioni che andiamo al Baia Verde, andiamo qua.. andiamo là.. anche ste cose, io proprio oggi pensavo mi sarebbe piaciuto andare a Taormina, ora anche ora, a Capo Taormina, però ci dobbiamo un po’ limitare, tu sei troppo leggero nelle tue cose. 
G: Limitati, ci vado solo 
P: Dove? 
G: A Capo Taormina.

La preoccupazione della moglie del Cannova di giustificare il loro tenore di vita va anche posto in relazione al fatto che dall’accertamento bancario esperito sui conti correnti del Cannova e di Paduano Valeria  tra l’altro risulta che nel 
conto Unicredit, n. 300508486, 
intestato alla Paduano, 
il saldo finale a giugno 2012 ammontava ad euro 200.732,10, 
mentre negli anni precedenti risultavano i seguenti saldi: 
anno 2011 euro 459.335,25; 
anno 2010 euro 35.918,18; 
anno 2009 euro 8.301,80; 
anno 2008 euro 56.960,04; 
anno 2007 euro 11.637,98


Lo
scellerato patto criminale viene, come da trascrizioni telefoniche che seguono,
consumato, nella specie, con la rivelazione di segreti d’ufficio da parte del
CANNOVA al PROTO e, di converso, con la dazione, da parte dell’imprenditore, di
denaro contante, regalie di vario tipo al funzionario infedele per le sue
indebite prestazioni finalizzate ad agevolarlo negli atti amministrativi che
riguardano la sua società. Si specifica che gli atti oggetto del mercimonio
sono di competenza dell’ufficio regionale del CANNOVA, il quale sperava nella
futura assunzione del figlio adottivo Paolo nelle società del PROTO al
compimento della maggiore età, come poi lo stesso CANNOVA rivelerà a sua moglie
Paduano Valeria.

In
particolare, CANNOVA, una volta venuto a conoscenza dell’intenzione di revocare
l’A.I.A. alla società del PROTO, immediatamente rivelava la notizia al diretto
interessato affinché questi potesse correre ai ripari, muovendo eventualmente
proprie conoscenze e amicizie, tra cui quella con l’allora Governatore della
Regione, Raffaele Lombardo (in quel periodo Commissario Straordinario
all’emergenza rifiuti per la Sicilia), il quale lo riceverà privatamente, come
poi racconterà il PROTO stesso in un intercettazione più avanti riportata.

Ovviamente
PROTO, come è stato documentalmente accertato (vedi infra) ha pagato
gran parte delle spese di viaggio   sostenute
a Rimini da CANNOVA, a mezzo di carta di credito a lui stess
o intestata
(Mastercard nr.5529 75007810 4933 con scadenza del 05.2013).

Nella
specie, Domenico PROTO si è fatto carico delle spese sostenute da CANNOVA
durante la permanenza a Rimini (dal 09/11/2011 all’11/11/2011), ed particolare:


l’autonoleggio di un’autovettura marca Passat 2000 TDI SW, targata EH 746 YG,
costata nel periodo di riferimento al Proto € 229,45, di cui € 149,46 a mezzo
voucher pagato dal PROTO e € 79,99 dal CANNOVA con carta di credito,
autovettura direttamente data in consegna al CANNOVA, il quale nella bolla di
consegna figura quale “dipendente della Oikos Spa ”
− i costi
alberghieri sostenuti, pagati da PROTO con la carta di credito sopra riportata,
spendendo stavolta complessivamente per il solo CANNOVA € 717,  dichiarazione a firma del direttore
dell’Albergo “Grand Hotel” di Rimini);
− le spese
del biglietto aereo del CANNOVA da Palermo a Bologna A/R compagnia Alitalia,
del costo complessivo di € 486,46, pagato con carta di credito di PROTO   



In una
conversazione Cannova ha avvisato PROTO della prossima emissione del decreto di
annullamento dell’AIA per la sua società; CANNOVA, poi, violando qualsiasi
dovere di segretezza d’ufficio, si preoccupava di inviare all’imprenditore
catanese il documento a mezzo fax, cosa che poi di fatto non avveniva poiché,
in conversazione telefonica successiva, CANNOVA diceva a PROTO che il documento
lo avrebbe portato con sé e glielo avrebbe fatto leggere in occasione del
viaggio a Rimini.

P: PROTO Domenico
S: SUDANO Domenico
S: Pronto?
P: Senatore!
S: Pronto? Ehi, Mimmuzzo!
P: Come stai, senatore, come
stai?
S: Come stai tu? Mi fanno
battagliare... mi fanno battagliare, Mimmo, però va' bene và..!
P: Come, come, come ti
fanno...
S: Come stai tu?
P: Chi è costui, che lo
uccido! chi è costui, che lo uccido!
S: Eh eh eh.. no, abbiamo
predisposto già la risposta e martedì la firma Berlusconi, quindi, da martedì
in poi, nel giro di dieci giorni, otto giorni, dovremmo chiudere sta partita,
dai, se Dio vuole...
P: Ah ah ah ah....! Avanti,
dai! Ci facciamo il SANTO NATALE, eh eh eh..
S: Avanti, va' bene, ve
bene. Tutto bene tu?
P: Tutto bene, si si, tutto
bene, volevo sentire la tua voce e la volevo sentire bella, carica, come la sto
sentendo ora!
S: Si si si,.. (incompr.)..
io sono lottatore, Mimmo, dai!
P: Nel giusto! Noi, nel
giusto sempre!
S: Nel giusto! Sempre nel
giusto...
P: Nel giusto!
S: Sempre nel giusto… Sempre
nel giusto. Va' bene Mimmuzzo (incompr.)
P: Un bacio grosso,un bacio
grosso, allora, ok?
S: Grazie, ci vediamo, ciao
gioia, ciao, un bacio ciao.

C:CANNOVA GIANFRANCO
(CHIAMANTE)
P:PROTO DOMENICO (CHIAMATO)
P: Gianfranco?
C: Ehilà! Mimmuzzo!
P: Allora, ti hanno mandato
il messaggino?
C: No!
P: Non ti è apparso...
C: No!
P: Ti ho messo partenza da
Catania, vedi... perché se no dovevi...
C: incomprensibile
P: Ho messo partenza da
Catania se no dovevi partire all'una, mi sembra, alle dodici e trenta...
C: Si... eh... aspé un
minuto Mimmo però... io posso partire mercoledì!
P: Ah!
C: Perché tu mi avevi detto
che partivamo mercoledì e invece ora Veronica mi ha detto che partite merco...
martedì!
P: Noi si mercoledì...
C: incomprensibile
P: ... noi, vabbé e ti
par... parti un altro giorno allora, scusa.
C: E questo infatti volevo
post...
P: Fai una cosa, parla
con Veronica, eh.... dagli... dagli l'input qual'è la disponibilità e ti faccio
cambiare tutte cose
.
C: Oh! Un'altra cosa e... a
questo punto rientriamo giovedì tutti assieme oppure noi ci tratteniamo fino a
venerdì? Tu come sei messo?
P: No, io venerdì mattina
c'ho, alla Sicilia a Catania, appuntamento con.... giornale, dobbiamo fare
delle dichiarazioni.
C: Ho capito!
P: Se no incomprensibile ...
C: Mimmo?
P: Si, ti sento!
C: Senti, vedi che è
arrivato l'altro documento che praticamente parla di nuovo di e....
annullamento del decreto AIA nei confronti di OIKOS... ora faccio i fax e
glieli faccio arrivare a Veronica, quindi questa cosa continua, è quella del
direttore, pensavo fosse finita e invece continua. Hai capito?... Pronto?...
Pronto?...































































































(VOL. II aff. 131 ss) 

C: CANNOVA Gianfranco
(CHIAMANTE)
P: PROTO Domenico (CHIAMATO)
P: Gianfranco?
C: Ehi, Mimmo, ti stavo
dicendo, ti devo trasmett...
P: In ufficio, dico? Sei in
ufficio?
C: No, per ora no, sono...
ora devo rientr... ora rientro, comunque, perchè devo andare a fare questi
fax……….eve arrivare…..
P: Mmh... Da parte di chi
arriva questo documento?
C: Da parte del
direttore, che, praticamente, gli ha scritto l'ufficio di gabinetto
dell'assessore, perchè ha avuto la richiesta da parte della Prefettura. Ufficio
di presidenza, segreteria tecnica, da parte del presidente..ehm... della..
della regione.
P: Ma è il direttore che
scrive?
C: Si!
P: Cioè, ZUCCARELLO Scrive?
C: No! ZUCCARELLO non è
direttore, non cominciamo!
P: Allora chi è, scusa?
C: Scrive ARNONE! Perchè
vuole risposta la MONTEROSSO, Patrizia MONTEROSSO
6, ch'è il capo di gabinetto di LOMBARDO.
P: Ho capito! Va' beh,
questo... questo...
C: Te lo faccio arrivare
tramite fax.. ehm... stasera vattelo a prendere in ufficio.
P: Va' bene.
C: Va' bene?
P: Va' bene Gianfranco.
 Quindi, di seguito la telefonata e l’sms che il
segretario particolare di Domenico PROTO, Giuseppe Arcidiacono, fa a CANNOVA
per confermargli gli orari di partenza per Rimini. In questa conversazione
telefonica il Cannova chiedeva che gli venisse messa a disposizione
un’autovettura.
A: Giuseppe ARCIDIACONO
(CHIAMANTE)
C: Gianfranco CANNOVA
(CHIAMATO)
C: Giuseppe!
A: Si, architetto,
buongiorno!
C: Buongiorno.
A: Ha ricevuto il messaggio?
Io ho chiuso perche le stavo scrivendo il messaggio, in pratica.
C: No, Giusè, non è arrivato
ancora.
A: Comunque, gliel'ho
inviato ora. In pratica è confermata quella partenza che mi diceva lei,
nove-undici, va' bene?
C: Eh! Nove-undici...
L'orario?
A: Parte il nove e
rientra l'undici, l'orario quello che diceva lei. Va' bene?
C: Ah, va' bene. Va'
bene, ok.
A: Ok? c'è messo numero di
prenotazione e tutto....
C: La macchina, Giuseppe?
Per la macchina?
A: Per la macchina poi...
poi si senta col presidente
C: Eh e quando, lui...
A: O la vuole prenotata?
Non lo so, per me è come dice lei.
C: Lui che ha detto?
A: Non lo so, io a lui
non... Ora, ora ... ora ne parlo col presidente e glielo faccio sapere, va'
bene?
C: Eh, me lo faccia sapere,
perchè se no sono a piedi, poi...
A: Va' bene, ok, va' bene...
C: E' lì il presidente?
A: No, il presidente non
c'è. Dovrebbe venire, non lo so...
C: E deve venire, perche
probabilmente deve prendere a cosa...a Veronica
A: Va' bene?
C: Ok, aspetto a lei, allora,
Giuseppe
A: Ok, grazie.
Arrivederci.



























































































C: Arrivederci

A seguire una conversazione tra CANNOVA e
sua moglie Paduano Valeria, in cui il primo confida nella possibilità che un
giorno il figlio Paolo possa lavorare per il Proto:
(VOL. II aff. 141 ss)
Progressivo n°: 6064 Data : 09/11/2011 Ora
: 16:05:38 Durata : 0:02:52
G: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
V: PADUANO Valeria (CHIAMATA)
V: Pronto.
G: Vale..
V: Ma sei partito, dove sei?
G: In piscina... non devo collocare tutti e due prima..
V: Ma parti alle cinque?Sei in ritardo.
G: No alle cinque in aereoporto.
V: E a che ora parti?
G: Alle sette meno dieci.
V: Come?
G: Sette meno dieci.
V: Sette meno dieci?
G: Si.
V: Cioè arrivi là alle dieci... il tempo che arrivi..Arrivi a
Bologna?.. Palermo, Bologna?
G: Si si.
V: E poi a Rimini come ci vai?
G: C'è una macchina che mi aspetta.
V: Di chi?
G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !!!!!!!!!!
V: Quale Ditta è?
G: Sei scema?
V: Che Ditta è non lo so.
G: Quella di Mimmo.! [Domenico
PROTO]
V: Che ti aspetta, perchè lui si è portato la ditta appresso, cioè
la macchina appresso..
G: Si c'ha delle macchine affittate là..
V: E dopodichè andate lì, e poi c'è la cena e tu stasera.. allora tu
mi vuoi fare credere che tu non andrai in questi locali? Insieme a mimmo?
G: Nooo, stasera (inc.)
V: Vabbè quelli chiudono alle sei di mattina..
G: Facciamo pure la cena, infatti facciamo pure la cena..
 V: E tu mi vuoi fare credere che sei là e tu
e Mimmo da solo tu non andrai mai in questi locali?
G: Si da solo, siamo docidi persone.. da solo.c'è suo figlio, sua
figlia..
V: Suo figlio, sua figlia? E come mai?
G: Perchè se li porta, per queste cose di lavoro, se li porta.
V: Se li porta.
G: Per queste cose fuori.. che gli dice che gli servono per imparare
il mestiere.
V: Ho capito. Vabbè ci devo credere. no io non ci credo. Io glielo
chiederò..
G: Chiama a Mimmo e glielo chiedi.
V: Gianfranco prima di partire, ora ci sentiamo. Io devo andare ora
dal notaio. Va bene.
G: Infatti è probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a
lavorare lì.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare lì...vediamo le
cose come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu già pensi a Paolo
dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunità..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che è ancora all'inizio, ho
paura che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, è a due ore di strada..
V: E lo so.. però...
G: Va là a dormire, e poi..
V: Io ho, ho obiettivi molto migliori per lui se se ne andasse in
Svizzera sarebbe la cosa..
G: Andare in Svizzera..
V: Si.
G: A fare il cameriere..
V: Vabbè, fammi posteggiare..sto andando dal notaio..ora tra un pò
ci sentiamo..


G: Ciao.

La conversazione telefonica che
segue iniziava con un’esclamazione dialettale di CANNOVA: “Agghiurno’?!”,
cui seguiva la conferma dell’interlocutore, quindi CANNOVA raccomandava PROTO
per un prossimo incontro con il Direttore Generale dell’Assessorato, Giovanni
Arnone, in quanto dal tenore della telefonata sembrerebbe che l’Arnone non
aveva gradito la visita fatta presso gli uffici dell’Assessorato da PROTO [dobbiamo
muoverci diversamente con ..con il direttore
]. CANNOVA consigliava di
farsi preannunciare la sua visita presso gli uffici dell’ARTA ” da una
telefonata preventiva
”, poi i due alludevano ad alcuni viaggi già fatti e
da farsi a Roma dal PROTO, e quindi al probabile intervento di un non meglio
identificato politico.

C: Cannova Gianfranco= Chiamato
P: Proto Domenico = Chiamante
C: Mimmo
"agghiurnò" finalmente?
P: "agghiurnò
agghiurnò"!
C: "agghiurnò"
meno male!
Dalle ore 07:55:46 alle ore
alle ore 08:01:12 omississ
C: Ah senti a proposito.
La prossima volta, e.....
P: ..si..!
C: ..dobbiamo muoverci
diversamente con ..con il direttore. Perchè ieri che eravamo assieme, mi fece
una battuta. Mi fa, si mette accanto a me e mi fa dice: "Ma quello di ieri
che mi ha salutato chi era? Io non lo conosco!" .
P: Cosa...cosa cosa?..Non ho capito!
C: Ieri....
P: ..si!...
C: ...ero assieme ad Emanuele,....
P: ..si!...
C: ...si mette accanto a me e mi fa: "Cannova ma
quello di ieri che mi ha salutato chi era? Che io non lo conosco a quello! Eh…
no… Il presidente dell'Oikos, si ricorda che aveva il problema... si, si lo so
ma io a questo non lo conosco e mi ha baciato pure! quindi la prossima volta,
siccome tutte questi..questi personaggi sono tutti spaventati, una telefonata
preventiva.
P: Ah! Certo, ho capito, ho capito|!
C: Hai capito?
P: (incompr.)
C: per evitare che
continua a fare il cretino.
P: Ah! Ha detto che non mi conosce.
C: Si!..."ma chi è ? Io a questo non lo conosco! Mi
ha salutato pure." .. lo so (incompr.)! ma io non lo conosco, dissi, gli
stavo dicendo, ma come? Ci sei andato a mangiare insieme e non lo conosci?
P: Tu digli......digli
..ricordargli di ..Roma!
C: No, Mimmo!...una
telefonata preventiva...
P: … se le scorda le cose?
C: Si, se li scorda le cose. Una telefonata preventiva
cosi la prossima volta....
P: ....la settimana prossima mi faccio prendere
l'appuntamento.
C: No! Ma infatti, il
fatto di scendere una volta a settimana, vedi che non è sbagliato.
P: Eh, no, lo sò, lo sò. Poi mi faccio ...(incompr.)...da
me.
C: Poi ho parlato
nuovamente per la questione che aveva sollevato lui ed in pratica...
P: ...si...
C: ...........il risultato dovrebbe essere che lui si
piglia la tariffa e l'a.i.a. rimane quà.
P: Ah!
C: Capito?
P: Ho capito, dai!
C: E' questa cosa
dovrebbe essere un provvedimento che poi va in giunta di governo..
P: ...ho capito.
C: Va be Mimmuzzu!













































































P: ottimo, ottimo,
ottimo... 

CANNOVA ben
sapeva che la carica ricoperta dal suo Dirigente Generale, Giovanni Arnone,
fosse espressione della volontà politica dell’allora Governatore della Regione
Lombardo a cui PROTO, come si vedrà nel seguito, faceva riferimento per tentare
di risolvere le sue traversie amministrative: ciò spiega perché entrambi si
auguravano che il “provvedimento” di loro interesse andasse poi in giunta di
governo.

Sibillina, e
di dubbia interpretazione rimane la frase che il CANNOVA pronunciava [il
risultato dovrebbe essere che lui si piglia la tariffa e l'a.i.a. rimane qua
]:
cosa intenda dire CANNOVA quando asserisce “Lui si piglia la tariffa
non è dato saperlo; non è emerso, infatti, dalle indagini nulla a carico
del Direttore Generale dell’Assessorato al Territorio. L’affermazione,
comunque, risulta sintomatica del modo di pensare e di intendere l’esercizio
della propria funzione da parte di CANNOVA.

Di seguito,
altra conversazione telefonica tra CANNOVA e PROTO che ribadisce il loro
continuo rapporto basato esclusivamente sugli interessi economici
dell’imprenditore catanese, che CANNOVA, in spregio a qualsiasi senso di
correttezza e probità che dovrebbe essere proprio di un pubblico funzionario,
cerca sempre di favorire.

In
particolare, CANNOVA si preoccupava di dare le opportune istruzioni a PROTO per
la trattazione delle pratiche amministrative gestite presso l’Assessorato ove
lavorava e nelle quali era personalmente coinvolto. Infatti, PROTO faceva
riferimento al fatto che era CANNOVA a “convocare” le persone, alludendo con
chiarezza alla convocazione della Conferenza dei servizi che rientrava tra le
mansioni di CANNOVA quale funzionario istruttore:

P: PROTO
Domenico
C: CANNOVA
Gianfranco
P: Gianfranco!
C: Ehilà, Mimmuzzo!!
P: Senti, rimandiamo, oggi, beddu!
C: Non ho capito, dimmi.
P: Rimandiamo oggi. Rimandiamo oggi il
pranzo.
C: Va' bene, ok.
P: Spostiamolo a domani.
C: Va' bene, come vuoi.
P: Io
domani ti porto un po' di documenti, e analizziamo a fondo quella
documentazione.
C:
L'hai letto il messaggio che ti ho mandato, poi, ieri?
P: Si,
si, si, l'ho letto e stamattina l'ho discusso, gli ho detto di preparare la
pratica, così come dico io e di non mandarla, né di là e né di là, poi sei tu
che chiami....
C: Ma
infatti, infatti. Minchia, uh... appena facciamo una cosa del genere, nell'arco
di cinque minuti lo saprebbe tutta Catania!
P:
Certo. Sei tu che chiami RACITI, chiami Tizio, chiami Caio e li convochi!
C: E
infatti! Va' bene....
P: Ok?
C: Ok
Mimmuzzo!














































Ora, da tale
conversazione deve necessariamente essere messo in evidenza quel “facciamo
pronunciato da CANNOVA, che manifesta come il medesimo perseguisse pienamente
gli stessi interessi di PROTO, ed ancora la menzione ad una “convocazione
e a Raciti non lasciano dubbi sul fatto che l’argomento attenga
all’attività amministrativa afferente le prerogative del funzionario infedele. 

Si ricorda
che CANNOVA (cfr. sit di Zuccarello, vedi VOL. III aff. 6) è colui che
rappresenta l’Amministrazione Regionale nelle conferenze dei servizi, per
l’appunto “convocate”, e che il Raciti si identifica in Salvatore
Raciti dirigente dell’Assessorato Provinciale all’Ambiente di Catania.
 Dalla telefonata che segue, non può non
rilevarsi la spregiudicatezza di CANNOVA nell’ordinare al segretario di PROTO,
Giuseppe Arcidiacono, di prenotargli l’albergo “Baia Verde”, categoria 5
stelle, di Aci Castello, ove poi soggiornerà con la moglie: le spese
alberghiere saranno poi ovviamente sostenute da PROTO.
(VOL. II
aff. 188 ss)

Progressivo
n°: 9407 Data : 28/12/2011 Ora : 19:32:09 Durata : 0:01:51

C: CANNOVA
GIANFRANCO
A:
ARCIDIACONO GIUSEPPE
A:
Pronto?
C:
Giuseppe, buonasera, Cannova.
A:
Buonasera architetto, come va?
C: Bene,
grazie Giuseppe tutto a posto lì?
A: Si, si
tutto a posto.
C: Giusé
notizie del principale ne ha?
A:
Principale... oggi pomeriggio l'ho visto.
C: Non le
ha detto niente?
A: No.
C: Non le
ha detto niente. Senta Giuseppe, una cortesia mi deve prenotare... domani,
dal tre al sette con partenza l'otto.
A: Si.
C: va
bene? Glielo dica...
A:
D'accordo.
C: Che ne
abbiamo parlato.
A: Ah?
C: Glielo
dica che ne avevo parlato con lui.
A: Quindi
tre...
C: Dal
tre, tra notte al sette notte con partenza l'otto.
A: Ho
capito, ma dove?
C: Al
Baia Verde.
A: Va
bene.
C: Mi da
la conferma poi, Giuseppe?
A: Certo,
ora le do la conferma, certo.
C: Va
bene, grazie e... Giuseppe per una matrimoniale e una doppia.
A: Una
matrimoniale?
C: ... e
una doppia.
A: Va
bene, ok.
C: Ci
sentiamo dopo Giuseppe, grazie.
A:
Niente, buonasera.
C:
Arrivederci.
Il pagamento
delle spese alberghiere a carico di CANNOVA deve seguire una contabilità
separata e nascosta, in quanto il funzionario pubblico non può apparire nei
bilanci della società. Come si vedrà dal contenuto della telefonata di seguito,
erroneamente il suddetto pagamento stava per essere contabilizzate a carico
della società OIKOS, ma un’impiegata accorta della società, Grazia Marletta7,
avvedutasi per tempo dell’errore, immediatamente chiamava PROTO per riparare al
problema:


G: CANNOVA
Gianfranco (CHIAMANTE)
V: PADUANO
Valeria (CHIAMATA)
V:
Pronto.
G: Vale..
V: Ma sei
partito, dove sei?
G: In
piscina... non devo collocare tutti e due prima..
V: Ma
parti alle cinque?Sei in ritardo.
G: No
alle cinque in aereoporto.
V: E a
che ora parti?
G: Alle
sette meno dieci.
V: Come?
G: Sette
meno dieci.
V: Sette
meno dieci?
G: Si.
V: Cioè
arrivi là alle dieci... il tempo che arrivi..Arrivi a Bologna?.. Palermo,
Bologna?
G: Si si.
V: E
poi a Rimini come ci vai?
G: C'è
una macchina che mi aspetta.
V: Di
chi?
G:
Della Ditta.
V:
Quale Ditta?
G: Di
tua sorella... minchia..
!!!!!!!!!!
V:
Quale Ditta è?
G: Sei
scema?
V: Che
Ditta è non lo so.
G:
Quella di Mimmo.!
[Domenico PROTO]
V: Che ti
aspetta, perchè lui si è portato la ditta appresso, cioè la macchina appresso..
G: Si
c'ha delle macchine affittate là..
V: E
dopodichè andate lì, e poi c'è la cena e tu stasera.. allora tu mi vuoi fare
credere che tu non andrai in questi locali? Insieme a mimmo?
G: Nooo,
stasera (inc.)
V: Vabbè
quelli chiudono alle sei di mattina..
G:
Facciamo pure la cena, infatti facciamo pure la cena..

V: E tu
mi vuoi fare credere che sei là e tu e Mimmo da solo tu non andrai mai in
questi locali?
G: Si da
solo, siamo docidi persone.. da solo.c'è suo figlio, sua figlia..
V: Suo
figlio, sua figlia? E come mai?
G: Perchè
se li porta, per queste cose di lavoro, se li porta.
V: Se li
porta.
G: Per
queste cose fuori.. che gli dice che gli servono per imparare il mestiere.
V: Ho
capito. Vabbè ci devo credere. no io non ci credo. Io glielo chiederò..
G: Chiama
a Mimmo e glielo chiedi.
V:
Gianfranco prima di partire, ora ci sentiamo. Io devo andare ora dal notaio. Va
bene.
G: Infatti
è probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare lì.
V: Si tu
sei convinto, lo devi mettere a lavorare lì...vediamo le cose come vanno...
ancora non si sa niente... la crisi tu già pensi a Paolo dove lo devi mettere a
lavorare.
G:
Sarebbe una buona oppurtunità..
V: Per
ora fagli prende sto diploma...che è ancora all'inizio, ho paura che..
G: Poi a
casa, anche quando va a Catania, è a due ore di strada..
V: E lo
so.. però...
G: Va là
a dormire, e poi..
V: Io ho,
ho obiettivi molto migliori per lui se se ne andasse in Svizzera sarebbe la
cosa..
G: Andare
in Svizzera..
V: Si.
G: A fare
il cameriere..
V: Vabbè,
fammi posteggiare..sto andando dal notaio..ora tra un pò ci sentiamo..
G: Ciao.
Formidabile
riscontro di quanto sopra detto è rappresentato dall’ attestazione delle spese
fatte dal Cannova Gianfranco redatta dal Direttore della struttura alberghiera
Grand Hotel di Rimini”:



Evidenti
motivi di segretezza delle indagini hanno impedito di effettuare più mirati
accertamenti, che dovranno comunque disporsi, quale l’individuazione del
televisore e degli accessori, compendio della corruzione.

La conferma
dell’intervento del PROTO nell’acquisto dell’impianto si ricava, senza nessuna
ombra di dubbio, da un passo del colloquio in auto avvenuto qualche giorno dopo
tra CANNOVA e la moglie Paduano Valeria, la quale, evidentemente a conoscenza
della corruttela del marito, esclama:

CANNOVA GIANFRANCO
successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO
VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”
omissis
dall’ inizio a ore 20:21:11

P: Senti, ma Mimmo almeno
qualcosa te la esce per questa cosa che hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati?
..DIECI? … Meno male che c’è lui!!perche’ con questo……Quanto ti costano questi,
omissis.
G: Se ne fotte lui dei soldi.

omissis da
ore 20:21:35 sino alla fine
La cosa
che ha fatto il marito è stata l’acquisto del televisore, e PROTO ha dato (qualcosa
te la esce per questa cosa che hai fatto?
) € 10.000 (Quanto?
..Te li ha dati? ..DIECI?
), a pieno riscontro di quanto, nel corso
dell’ambientale con CANNOVA prima riportata, lo stesso PROTO diceva Eravamo
rimasti “a chisti ciamma a fare avire autri 10000 euro” in più tu gli devi
pagare la tua tv
: quindi il televisore lo ha pagato CANNOVA, l’impianto
stereo PROTO.

Si segnala
la preoccupazione della Paduano per il costo del loro tenore di vita, infatti i
due stavano proprio parlando dei costi da dover affrontare e la donna
ringraziava il fatto di poter sempre contare sull’amico catanese Meno male
che c’è lui.

L’indagine
ha permesso, inoltre, di dimostrare come la corruzione del pubblico ufficiale
abbia concretamente giovato al privato, permettendogli di assicurare alla sua
società un ingente introito di denaro.
In
particolare, la Squadra Mobile aveva modo di sentire, la prima e l’ultima
settimana di aprile 2012, alcune conversazioni tra PROTO o la sua
collaboratrice Puglisi Veronica (responsabile del piano sorveglianza e
controllo della discarica della OIKOS10) e CANNOVA particolarmente
interessanti, relative ad un guasto dell’impianto.

Nella prima
settimana si rilevava la necessità di contattare CANNOVA in quanto l’ARPA,
intervenuta sul posto per un controllo di routine, aveva constatato il fermo
impianto e chiedeva che la società facesse una comunicazione formale agli
organi di controllo, ovvero la Regione – l’ufficio del CANNOVA -, l’ARPA e la
Provincia di Catania; nell’ultima settimana si verificava nuovamente il guasto
e al solito CANNOVA interveniva per risolvere i problemi burocratici.

Poiché le
sole intercettazioni non erano in grado di far comprendere pienamente i fatti e
necessitando, di conseguenza, specifiche cognizioni tecnico-normative sulla
materia ambientale, si è ottenuta la disponibilità dei Carabinieri del N.O.E.,
che, a seguito dell’analisi puntuale delle intercettazioni e della
documentazione acquisita direttamente dalla OIKOS Spa (riguardante sia le
autorizzazioni agli impianti che il flusso dei rifiuti ricevuti/prodotti e/o
smaltiti/recuperati dalla società), ha relazionato sull’intera vicenda, come di
seguito viene rappresentato.


L’attività
di gestione dei rifiuti da parte della società OIKOS consiste nella ricezione,
per lo smaltimento definitivo, di ingenti quantitativi di rifiuti urbani
indifferenziati
, aventi codice CER12 200301, con una media giornaliera
di 700 tonnellate, prodotti dai Comuni della Sicilia orientale ed ivi conferiti
dagli A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale)13 e/o da società incaricate.

Gli stessi
rifiuti, prima del loro smaltimento definitivo in discarica, devono essere
sottoposti ad un’operazione di selezione/trattamento, conformemente al D.lgs.
n°36/200314.

La società
OIKOS Spa11, con sede in Motta S.Anastasia (CT), gestisce gli impianti,
complementari tra loro:

- di pretrattamento/selezione,
denominato (IPPC)
- di
discarica per rifiuti non pericolosi
entrambi
siti in contrada Tiritì del Comune di Motta S.Anastasia.

Un’ulteriore
esigua quantità di altre tipologie di rifiuti (rifiuti proventi dalla pulizia
delle strade) viene invece conferita, sempre dagli A.T.O. e/o società
incaricate, per essere smaltita direttamente nella stessa discarica, senza
alcun obbligo di preventivo trattamento.

Per lo
smaltimento di tutti i rifiuti ricevuti, la società OIKOS applica, nei confronti
dei conferitori (A.T.O. e società di privati) e a seconda della destinazione
dei rifiuti (verso l’impianto di trattamento o direttamente in discarica), due
distinte tariffe: quella relativa al trattamento preventivo, pari a € 72,57
a tonnellata
, e quella relativa allo smaltimento definitivo in discarica,
pari a € 9,25 a tonnellata.

Nel corso
del primo sopralluogo del 24 maggio 2012 (VOL. III aff. 592 ss) veniva
accertata, in una porzione d’area della discarica, la presenza di rifiuti la
cui tipologia non era consentito conferire ai sensi dell’art. 7 d.lgs. 36/03, o
meglio:

- alcuni
rifiuti che necessitavano in forza della loro tipologia, di essere sottoposti a
pretrattamento, che non avevano, invece, sostenuto;
- altri rifiuti
(per esempio traversine in cemento armato, materiale in legno, plastica e
ferro, vedi foto da 21 a 25, VOL. III aff. 600-601) non potevano invece
proprio essere smaltiti in quella discarica, perché per tale tipologia è
necessario uno specifico pretrattamento con un impianto particolare, di cui la
società OIKOS non dispone, per il successivo conferimento in discarica per i
rifiuti inerti.

Le deduzioni
fondate erano: 1) che non tutti i rifiuti transitassero dall’impianto di
trattamento preliminare; 2) che non si attuassero idonee misure di sorveglianza
e verifica dei flussi di rifiuti in ingresso; 3) che consapevolmente si
smaltissero in discarica tipologie di rifiuti non consentite.
Veniva
acquisita quindi la documentazione ambientale ed in particolare i registri di
carico e scarico e le bindelle di pesa.


Nella stessa
giornata CANNOVA conversava all’interno della propria autovettura con la
moglie, Paduano Valeria, riferendole che la Polizia in mattina era stata nel
suo ufficio, acquisendo documenti inerenti la società del Proto. La Paduano si
mostrava molto preoccupata di un probabile arresto del PROTO e consigliava il
marito di limitare i loro soggiorni presso l’Hotel Baja Verde, temendo che
possibili intercettazioni potevano svelare che tali soggiorni fossero sempre
interamente spesati dal PROTO (come poi effettivamente già è stato accertato);
la Paduano rimproverava, infatti, il CANNOVA di essere sin troppo leggero,
raccomandandogli maggiore cautela:

(VOL. II
aff. 25 ss)
numero
progressivo n°2674, nel brogliaccio di ascolto delle relative operazioni
tecniche, registrata alle ore 16.00 del 29/05/2012, durata 60 minuti.

CANNOVA
GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO
VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”
omissis
dall’ inizio a ore 16.55.59

P: Io mi spavento.. io ti ho sempre
detto stai attento con Mimmo
(ndr Proto Domenico) perché io sono sicura che
lui ha troppe attività, troppe cose, io..eee.. quando una prende soldi
facili, prima o poi le paghi…
G: Ma che vuoi dire?
P: A me dispiace per lui ma
prescindere perché con noi si è sempre comportato bene.
G: Che vuoi dire non ho capito..
P: Che mi spaventa l’arresto..
G: Spaventati!
P: Che hai i cazzi pure tu,
cominciano a fare.. ci sono intercettazioni che andiamo al Baia Verde, andiamo
qua.. andiamo là.. anche ste cose, io proprio oggi pensavo mi sarebbe piaciuto
andare a Taormina, ora anche ora, a Capo Taormina, però ci dobbiamo un po’
limitare, tu sei troppo leggero nelle tue cose.
G: Limitati, ci vado solo!
P: Dove?
G: A Capo Taormina.
omissis da
ore 16:56:50 sino alla fine
CANNOVA,
nella conversazione immediatamente successiva, spiegava alla moglie l’escamotage
utilizzato dal PROTO per i pagamenti delle spese da loro sostenuti presso i
vari Hotel.

Secondo
lui, per mascherare siffatti pagamenti presso le strutture alberghiere, PROTO
userebbe la carta di credito di una sua

impiegata,
Grazia Marletta, ma si sbaglia, come già accertato prima: i pagamenti alle
strutture ricettive o per i viaggi del CANNOVA sono sempre stati eseguiti
tramite bonifico bancario dalla Oikos S.p.a. o direttamente con carta di
credito del PROTO:

CANNOVA
GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO
VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”

omissis
dall’ inizio a ore 23.02.23

P: Ma il mio problema coi costumi
sai qual è, è che ne ho due milioni per andare quando a mare.
G: Vuoi andare da Giglio?
P: Si. Li uso solo quando vado
Baia Verde, quando vado a Taormina, quest’anno ce lo facciamo almeno un fine
settimana a Taormina, all’Atlantis al coso, chi vuole venire viene. Non me ne
fotte niente. A spese di Mimmo [!!!!!!!!!!!!!!!!]. Con te parlo.
G: Vale anche se le cose
diventano sempre più difficili, perché dice che ora ti controllano pure..
P: .. Cosa?
G: Le vacanze. Dove le fai.
P: Va bè un, ma noi ce li abbiamo
le nostre entrate siamo sempre là, che fa’ non le abbiamo io ho tutto
dichiarato, tu magari ma tu hai a me, hai la villa che già è dichiarata,
abbiamo la nostra professione..
G: Valeria intanto ti controllano e
poi ti giustifichi..
P: Ma infatti io, se vuoi
risparmiare qualcosa, ma tu infatti, è Mimmo che se paga non deve dire,
figurare perche sennò t’inchiummano! [!!!!!!!!!!!!!!!!]
G: Mimmo non paga mai.. con carte
Oikos o cose varie..
P: .. e con le sue personali non
è peggio? [!!!!!!!!!!!!!!!!]
G: Gliela dà , gliela dà a quella
come si chiama..
P: Con quella sua personale non è
peggio?
G: No ma quale personale.. gliela
dà a quella, la sua impiegata quella..
P: Si ma la sua impiegata..
G: Come si chiama Nancy..
P: .. Non lo so chi è..
G: Quella di là.. l’hai vista..
P: Si ma, cioè gli dà la carta di
credito dell’impiegata?
G: Gli fa’ pagare con la sua carta
di credito e poi Mimmo gli restituisce i soldi.
P: Si ma non ha senso, un
impiegata come se lo permette di pagare una vacanza do 6000 euro per una
settimana? Perché tanto noi consumiamo.. [!!!!!!!!!!!!!!!! Seimila euro a
settimana]
G: Lo può fare.
P: Un impiegata lo può fare? Perché
quanto guadagna?
G: Lo può fare nel senso che è la
Ditta che le offre il premio del soggiorno.
P: Mi sembra una stronzata. E se
questa un giorno se la canta come quella di Bossi? Lui non deve dare..lui non
deve dare..
G: Questa.. ma stai scherzando..
P: Ma chi è quella incinta, che era
incinta.. ?
G: No quella grossa Nancy, Grace,
Grace.. ecco!
P: Ma io questa non l’ho mai
conosciuta?
G: Si l’hai conosciuta..
P: Va bè ma anche quando, tu,
scusami, tu non puoi far figurare che gli hai fatto lavori.. che tu.. cioè per
forza deve essere come..
G: La Finanza comincia a controllare
pure le vacanze dove si fanno, un cinque stelle..
P: E le scuole. E le scuole..
omissis da
ore 23:04:54 sino alla fine

A
proseguire, nella medesima conversazione, innocentemente la Paduano affermava
che il marito era completamente stipendiato dal PROTO e aveva paura che il loro
alto tenore di vita, a seguito di un possibile arresto del PROTO, potesse
subirne gravi conseguenze.

Singolare è
che la donna non si pone alcun problema relativamente alla condotta del marito
e alle possibili conseguenze penali.



Anche
CANNOVA ammetteva alla moglie di essere assolutamente dipendente, dal punto di
vista economico, dal PROTO; poi, per tranquillizzarla, sosteneva che qualora
fosse venuto a mancare l’apporto economico fornito dal PROTO, avrebbero
alienato unità immobiliari della moglie.

Si intuisce
che i due hanno un forte bisogno di denaro poichè stanno progettando l’acquisto
di una casa il cui valore economico supera il milione di euro.

CANNOVA
GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO
VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”
omissis
dall’ inizio a ore 17.08.54

P: Chi è che ti ha chiamato,
Gianfranco?
G: L’ingegnere Zuccarello..
P: E che ti ha detto?
G: Che c’è la Procura ancora là..
P: E ti ha detto di andarci?
G: Si. Dice ma le avevo detto di
venire dopo avere preso i ragazzi da scuola..
P: Ma questo ancora non se ne è
andato?
G: Ma veramente no..
P: Ma che sei ai suoi ordini? Ma
questo ancora non se n’è andato?
G: E il responsabile sono io..
anzi..
P: Io vorrei capire una cosa, allora
noi dove stiamo andando adesso?
G: In Agenzia..
P: Si dov’è? Dov’è?
G: Via Autonomia Siciliana..
P: Qui.. a due passi..bene allora io
dico questo, a maggiore ragione che c’è pure questa cosa di Mimmo, come
facciamo fronte ad una spesa del genere?
G: Qual è il nesso fra Mimmo e
questa..
P: Che Mimmo ti dava soldi!! E
con questo ti aiutava a pagare..
G: E perché non me li dà più?
P: Gianfranco se Mimmo c’ha un’
indagine, una cosa, lo arrestano..
G: Ma che arrestano!!! Ma che
dici!!
P: Ma tu sei sicuro che Mimmo è
pulito?
G: Per Favore.
P: Ma tu sei sicuro che Mimmo è
pulito?
G: Sarà sicuramente uno strascico
di quello che è successo… certo che è pulito perché c’ho le indagini.. le cose
antimafia a casa, le le… in ufficio… le informazioni antimafia.
P: Va bè quanti ce ne sono che
c’hanno le informazioni antimafia e tutto insieme leggi nel giornale che
l’hanno arrestato?
G: Noi abbiamo informazioni
atipiche se ci sono procedimenti in corso noi lo sapp.. siamo i primi a
saperlo.
P: Io ti dico sempre Gianfranco, di
essere prudente, è un campo brutto, non solo bisogna..
G: E po ti sto dicendo che sto
lavorando per essere indipendente da Mimmo.
P: Si ma stai lavorando… perché
tu sei dipendente da Mimmo, scusa?
G: Per ora si!
P: Perché?
G: Però se Mimmo si ferma,
minchia,
P: Attento
G: Tutti i fondi… vengono messi
in crisi
.
P: Si ma comunque Mimmo o non
Mimmo… il discorso è uno, stai lavorando o non stai lavorando non sono cose che
arrivano da un momento all’altro.
G: Ma anche… anche quando, ammesso e
non concesso noi, ti ho detto, abbiamo i rimedi di come fare.
P: E quali sono?
G: Via Ausonia e Mondello.
P: No. Cioè che ci andiamo a
vendere quattro case?
G: Possiamo valutare tutto.
P: …incomp… dopo che io ho
faticato per avere quello che ho… non solo mi devo vendere via Cadorna e… e via
casa…. Via Monti Iblei, mi vendo pure Mondello.
G: Ma prendiamo…
P: Ma stiamo scherzando?
G: Ma se siamo in crisi ti tieni
tutte cose e rimaniamo in crisi?
P: C’era scritto LI VORSI?
G: Vendiamo Mondello…
P: L’hai letto LI VORSI?
G: Si.
P: Ma Mondello ti sembra così facile
vendere ora?
G: L’anno scorso…
P: Perché una vuole vendere piglia e
vende?
G: Questa tipologia di casa si.
P: Va bene.
G: L’anno scorso hanno avuto una
perdita di 4 milioni di euro LI VORSI.
P: Lo so.
G: Hanno deciso, ci mangiamo i soldi
che abbiamo.
L’interesse
poi per l’acquisto di una casa emerge anche dalla trascrizione della
conversazione ambientale, tra CANNOVA e la moglie, che segue, ove la Paduano
chiedeva al CANNOVA se avesse altri 50.000 euro da dare “in nero” al
costruttore: denaro che la moglie suggeriva, in caso di verifica fiscale, di
far emergere dall’affitto della villa di Mondello, in quel momento locata al
giocatore di calcio del Palermo, Barreto Edgar:
(VOL. II
aff. 23 ss)
numero
progressivo n°2611, nel brogliaccio di ascolto delle relative operazioni
tecniche, registrata alle ore 01.00 del 27/05/2012, durata 60 minuti.
CANNOVA
GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO
VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”
omissis
dall’ inizio a ore 01.40.54
P: Tu devi
farti un conto corrente, dove metti i soldi del.. un conto corrente una cosa a
parte, dove metti i soldi della villa… un domani ti troverai…di Barreto, un
domani ti troverai un gruzzolo e tocchi gli altri, le altre cose, non puoi
mettere fondo sempre a questi 3 mila euro.. perché tu ci devi pagare il mutuo e
l’altra metà te li metti da parte, mi senti quello quando parlo? Eh che ho
detto?
G: Che parte del mutuo poi rivediamo
la questione…
P: Perchè ancora non è partito il
mutuo della villa?
G: Abbiamo fatto mutuo per la villa?
P: A maggior ragione mettendoteli da
parte…
G: Per fare il mutuo devi fare
l’atto..
P: Ma già in un anno non hai
50.000 euro in più da dargli a questo? Eh..
ce li hai? Te li sei messi
da parte?
G: Certo, li sto mettendo…
P: … sicuro? E quando glieli dai?
G: A questo chi?
P: A questo del costruttore.. a
questo che gli devi pagare la casa.. che gli hai dati soldi in nero.. non
glieli puoi dare altri 50? Che sono quelli di Barreto che ti ha dato in un
anno, è una anno ormai..
G: No Vale…
P: Ma perché.
G: Perché la casa dobbiamo
dichiararla per forza 300.. perché al di sotto, non diventa più credibile.
P: Quindi in nero non gli puoi
dare più niente?
G: Non diventa più credibile.

I suddetti elementi
di prova forniscono, per l’attendibilità delle dichiarazioni, definitivo
riscontro alla piena integrazione del reato contestato e prova dell’allarmante
danno sociale provocato dal patto scellerato tra CANNOVA e PROTO

In occasione
dell’invito fatto all’ing. Zuccarello Natale dalla Polizia per il giorno 01
giugno 2012, al fine di essere sentito a sit, questi, prontamente chiamava
CANNOVA per chiedere informazioni.
Emerge che
lo Zuccarello, sovraordinato rispetto al CANNOVA, non ha assolutamente alcuna
idea sulla situazione della discarica di C/a Tiritì dell’OIKOS, e che CANNOVA
ha buon gioco nel confondergli le idee.


G: Cannova
Gianfranco
V: Paduano
Valeria
Omississ
dalle ore 20:34:20 alle ore 20:35:35
Poi:
V: Con
Paolo ora parliamo....
G:
Salutalo a Mimmo ora se ne va.
..
V: Come?
G: Salutalo..salutalo...
V: Cè
Mimmo? a casa?
G: Si!
V: Ah! Tu
eri a casa con Mimmo?
G: Si!
V: Eh...perchè non ci mangiamo una
cosa fuori?
G: Perchè c'è un altro appuntamento e
quindi non sa a che ora si
sbriga.
V: Lui, ha un altro appuntamento. Ho
capito. Senti una cosa. Digli che aspetta che sto arrivando......Ehi! lo voglio
salutare. Mi senti Gianfranco?
G: Si!...mi stava dicendo che potrebbe
pure rimanere...
V: Potrebbe pure rimanere?
G: Uhm!
V: Se lui rimane possiamo andarci a
prendere un boccone. ma una cosa così niente di informale.
G: No anche perchè non può fare tardi.
V: A loro gli prendiamo due cose al Mc
Donald e noi ci andiamo a
mangiare una
cosa fuori
G: Va bene!
V: Ma anche un'insalata.....ah?
G: Va bene!....va bene ora mi
organizzo in questo modo. dai!
Omississ
dalle ore 20:36:41 alle ore 20:38:24


































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































AIA, ANZA', ARNONE, CANNOVA, CROCETTA, EOLICO, FRI EL MAPI SRL, GULLO ITALCEMENTI, LO BELLO, M&A RINNOVABILI SRL, MARINO, MONCADA, PADUANO, SANSONE, TAR PA 2451 2011, TAR PA RICORSO 1514 2010, TOLOMEO, ZUCCARELLO,
REGIONE, BANCOMAT DELLA CORRUZIONE: IN UN ANNO CENTO MILIONI DI TANGENTI

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