SCIOLTO PER INFILTRAZIONI
MAFIOSE IL COMUNE DI...
di isolapulita





Una Donna il suo gioiello più prezioso non lo indossa, lo mette al mondo. Gramellini




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.





"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).





 

giovedì 18 novembre 2010

Riggio Vito uno che passava per caso..........

I favori e gli appalti

La rete degli amici dall’Enac alla Rai

Al figlio di Balducci una fiction in tv con la Falchi Intercettata una telefonata con Paolo Berlusconi

 
FIORENZA SARZANINI
Aveva tentacoli ovunque la «combriccola ». Dalla Rai all’autorità di vigilanza sugli appalti, passando per i ministeri, funzionari e imprenditori potevano contare su una rete di persone alle quali chiedere favori e appoggi. Molto attivo nel sostenere le aziende napoletane che vogliono prendere i lavori si rivela l’onorevole Luigi Cesaro, attuale presidente della Provincia di Napoli. Ma per far valere le proprie ragioni costruttori e professionisti non esitano a rivolgersi a Paolo Berlusconi, il fratello del presidente del Consiglio.
«Lavorano per il Vaticano» Quando si tratta di difendere i propri interessi, i funzionari non mostrano remore. Il 30 luglio 2008 Fabio De Santis, delegato alla gestione Grandi Eventi, «sollecita il collega Raniero Fabrizi di attivarsi per bloccare una norma, in fase di approvazione, che restringe la possibilità per i pubblici dipendenti di avere emolumenti per collaudi e arbitrati su opere pubbliche. Gli spiega di aver già interessato l’architetto Giovanni Facchini affinché riporti le loro lagnanze a Paolo Berlusconi e aggiunge che ha intenzione di attivare anche due parlamentari con cui è in rapporti, il senatore Guido Viceconte e l’onorevole Mario Pepe». Facchini è uno dei professionisti che lavorano a La Maddalena in vista del G8. Il primo agosto «l’architetto Marco Casamonti riporta al collega Stefano Boeri i contenuti di un colloquio con il funzionario Mauro Della Giovampaola. E riferisce: “Mi ha detto guarda Marco tu sei venuto qui portato dall’impresa… noi abbiamo questo albergo fatto da questi Facchini che sono dei cani… però non li possiamo mandare via perché son quelli di Berlusconi. Uno lavora per Berlusconi, uno per il Vaticano. L’unico problema è che se noi diamo retta a questi noi qui non finiamo e siccome poi il culo ce lo rimette Bertolaso e Balducci abbiamo chiesto a Giafi di intervenire… quindi voi fate i progetti ma state sotto tono».
Il 3 settembre è Paolo Berlusconi a contattare Angelo Balducci.
Paolo Berlusconi: «Paolo Berlusconi, ciao…».
Balducci: «Ehi! ciao Paolo, come stai?».
Paolo Berlusconi: «Ti sento occupato, vuoi che ti richiamo più tardi?».
Balducci: «No, ma che scherzi? ci mancherebbe… ».
Paolo Berlusconi: «Senti, io sono a Roma… domani riusciamo a vederci cinque minuti?».
Balducci: «Guarda… io domani mattina vado a Napoli e c’è il presidente… però torno nel pomeriggio… anzi, tra l’altro torno insieme a lui… tu ti fermi anche domani, oppure…».
Paolo Berlusconi: «Io parto la sera ho l’aereo alle otto…».
Balducci: «Ah, guarda Paolo, facciamo così… io, se non ti dispiace, domani quando so esattamente l’ora del rientro, quindi… io lo saprò intorno a mezzogiorno… ti chiamo… e poi ti raggiungo da qualche parte…».
Paolo Berlusconi: «Ok? grazie!».
Gli appalti dell’Enac
La lettura delle intercettazioni conferma l’aiuto di Denis Verdini al suo amico Riccardo Fusi. Il 16 settembre 2009 lo chiama «e gli passa al telefono Vito Riggio, l’attuale presidente dell’Enac».
Riggio: «Vediamoci… io dunque… se per caso siete a tiro magari nel pomeriggio che la mattina c’ho un po’ di casino».
Fusi: «Va bene, a che ora?».
Riggio: «Diciamo dopo le 5… ci possiamo vedere anche in centro, 5 e mezza al Caffè Farnese».
Fusi: «D’accordo».
Annotano gli investigatori: «Dopo circa 20 minuti l’onorevole Verdini richiama Fusi per dirgli che con Riggio ha parlato molto chiaro, facendo riferimento alle sue sollecitazioni per far ottenere al Fusi qualche appalto».
Fusi: «C’è possibilità?».
Verdini: «Non di quelle lì perché… insomma… quelle due cose sono state fatte… però c’è tante altre… non quelle cose…».
Fusi: «Va bene…».
Verdini: «Però mi ha detto che si mette a disposizione… ti spiega… per grandi progetti per il futuro… per cui…».
Fusi: «Domani alle 17.30…».
Verdini: «Perfetto, ciao».

Nell’anticamera di Palazzo Chigi
Il 12 maggio 2009 lo stesso Fusi è a Roma. Parla al telefono con diversi interlocutori e si capisce che si sta occupando della costituzione di un consorzio di imprese a L’Aquila. Annotano gli investigatori: «Alle 17.17 chiama una sua amica, Eva Viti e, attivando una cella di via del Corso, le riferisce di essere a Palazzo Chigi in attesa di essere ricevuto dal sottosegretario Gianni Letta: "Ora sono a Roma... perché sono qui a Palazzo Chigi... sono da Letta qui... capito?... e quindi... sono in sala d’attesa... e niente... non so che ora farò qui quando esco». Alle 18.49 lo chiama il geometra Liborio Fracassi «per riportargli la viva soddisfazione degli amici aquilani facendo evidentemente riferimento all’esito dell’incontro a Palazzo Chigi che si è appena concluso: «Ho sentito gli altri amici, sono tutti contenti, soddisfatti».


La fiction con la Falchi A metà settembre 2008 l’imprenditore Diego Anemone contatta Giancarlo Leone, alto funzionario della Rai, il quale «è in amicizia anche con Angelo Balducci». I tre devono vedersi a una cena e «l’argomento che Balducci intende affrontare con Leone riguarda l’inserimento del figlio Lorenzo nel cast della produzione Rai di cui ha già parlato Anemone. Infatti quest’ultimo lascia intendere che è al corrente che il regista ha effettuato dei provini sta per effettuare le sue scelte». Ci sono diversi incontri, anche perché Anemone si sta occupando della ristrutturazione della casa di Leone. E a novembre si ha la conferma che il giovane è stato preso, ma Anemone chiama Leone «e gli rappresenta il pericolo che Lorenzo Balducci, per il fatto che si è tagliato troppo i capelli, venga escluso dal cast della produzione della fiction Rai ove peraltro è stato inserito a seguito dell’appoggio fornito dallo stesso Leone».
Anemone: «Quel ragazzo lì no... c’ha avuto un problemino che c’ha una situazione in corso e s’è rasato... e domani c’è un ulteriore ... diciamo incontro ».
Leone: «... no, no ma la decisione è presa».
Anemone: «Eh ... non c’ha più capelli e non fa niente più... lui era disperato s’è messo a piangere ».
Dopo pochi minuti Giancarlo Leone riferisce a Anemone che «seppur con qualche difficoltà, è riuscito a far rientrare il problema... allora effettivamente la situazione è pesante... per fortuna ho un rapporto personale di grande stima reciproca Pare che sia successo questo .. che lui ha raccontato ... due filmetti per la Falchi... per la produzione della Falchi... cose che loro erano al corrente ... e gli hanno detto... mi raccomando non alterare la tua condizione perché noi cominciamo a metà novembre ... dice che si è presentato con capelli corti a taglio militare».
Fiorenza Sarzanini
16 febbraio 2010

17 novembre 2010 ore 19,30
PALERMO (ITALPRESS) –

“Aspettiamo solo le decisioni dell’Enav. Intanto il sito della ex caserma Nato di Isola delle Femmine rimane in concessione all’ente in modo che, quando la sperimentazione dara’ i risultati auspicati, il congegno sara’ certificato dall’Enac e quindi diventera’ obbligatorio.

La sua installazione a quel punto verra’ ordinata, dall’ente che presiedo, in base alla legge vigente e a pena di commissione di reato di attentato alla sicurezza nei trasporti”. Il presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile Vito Riggio non ha esitazioni sul sito in cui dovra’ essere installata l’antenna contro il wind shear.

Da mesi infuriano le polemiche tra l’Enac e l’Enav da una parte e il Comune palermitano di Isola delle Femmine dall’altra, nel cui territorio il radar per lo scalo Falcone Borsellino di Palermo dovrebbe essere installato.

“Ho letto una quantita’ di inesattezze alle quali non ho voluto dare risposta, ma e’ stato passato il segno e adesso voglio dare il mio punto di vista”,

dice all’ITALPRESS Riggio.

“In primo luogo – afferma – la scelta del sito dove collocare l’antenna l’ha fatta l’Enav, societa’ che per legge gestisce la navigazione aerea in Italia e responsabile della sicurezza della navigazione”, per tale motivo “qualunque suggerimento riguardo a possibili spostamenti non ha alcun senso logico ne’ giuridico se non e’ accolto dall’Ente nazionale per l’assistenza di volo, il quale ha dimostrato grandissima buona volonta’ visitando diversi luoghi alternativi proposti e trovandoli tutti inadeguati o impossibili per il tipo di lavoro che si deve fare”.

 “E’ quindi ridicolo continuare a proporre siti alternativi in modo pretestuoso o peggio fare riferimento a una mia personale ostinazione – continua il presidente dell’Enac -. Io non sono ostinato, ho il dovere di difendere le prerogative legislative della societa’ che gestisco.

Se accettassimo che incompetenti in materia possano mettere in discussione le decisioni dell’Enac metteremmo a rischio la sicurezza dei cittadini, valore che e’ attribuito all’ente che ho il privilegio di presiedere”. “Per cortesia istituzionale – sottolinea ancora Riggio – ho mandato il parere dell’Istituto Superiore di Sanita’ sulla installazione dell’antenna radar al sindaco di Isola, al presidente della Provincia, e al presidente della Regione, ma da questi politici non mi aspetto alcun parere perche’ non e’ compito loro interferire con la sicurezza del volo.

Il presidente dell’Enac viene eletto con il parere delle Camere e del Presidente della Repubblica io parlo con le Regione per cortesia istituzionale, ma non parlo coi sindaci, e non sara’ ne’ un sindaco ne’ un deputato a distogliermi dal garantire la sicurezza del volo in Italia”. E conclude: “Non c’e’ nessun pericolo per la salute, come ha ribadito il ministero della Salute, unico organo competente in materia, i cui pareri valgono per tutto il Paese senza riserve municipalistiche, che stanno facendo ripiombare l’Italia nello storico anarchismo che impedisce ogni crescita e ogni avanzamento civile”.
Da Isola delle Femmine rigettano “le accuse rivolte alla popolazione ed alle istituzioni locali di essere responsabili della mancanza di sicurezza dello scalo di Palermo”.

Gaspare Portobello, primo cittadino del comune palermitano in cui dovrebbe essere installata l’antenna contro il wind shear a servizio dell’aeroporto Falcone Borsellino, ribadisce la posizione dell’Amministrazione. “Le nostre azioni sono state mosse prima di tutto nell’interesse della salute dei cittadini, in assenza di dimostrazioni scientifiche che escludano effetti nocivi delle onde elettromagnetiche che investirebbero la popolazione per 24 ore al giorno – continua Portobello -. In base al principio di precauzione, non si sarebbe nemmeno dovuto pensare di installare un’antenna simile in prossimita’ di un centro abitato”.

“Abbiamo proposto all’Enac altri siti che non coinvolgessero il centro abitato – conclude Portobello -, li abbiamo informati di nuove tecnologie che in altre parti del mondo hanno permesso di installare la strumentazione dentro il perimetro aeroportuale, ma l’ente non ha mostrato alcuna disponibilita’ a discutere soluzioni alternative”.
(ITALPRESS).

http://www.italpress.com/sicilia/9788/aeroporti-wind-shear-enac-stop-polemiche-ordineremo-installazione-


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