SCIOLTO PER INFILTRAZIONI
MAFIOSE IL COMUNE DI...
di isolapulita





Una Donna il suo gioiello più prezioso non lo indossa, lo mette al mondo. Gramellini




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.





"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).





 

venerdì 22 gennaio 2010

Piano Case Sicilia approvato in Commissione

L'Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il piano casa

Il piano casa è stato approvato in via definitiva dall'Assemblea regionale siciliana, nella seduta pomeridiana di martedì 9 marzo 2010, con 54 voti favorevoli, 9 contrari e 12 astenuti.
Il voto conclusivo si è avuto alla fine di un ampio dibattito nel corso del quale sono intervenuti 20 parlamentari di tutti i gruppi e ai quali ha replicato, a nome del governo regionale, l'assessore alle infrastrutture e mobilità Luigi Gentile.
Alla presidenza di Sala d'Ercole si sono avvicendati il presidente Francesco Cascio e i vicepresidenti Santi Formica e Camillo Oddo.
Il seguito dell'esame d'Aula del disegno di legge sulla gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati è stato rinviato, così come aveva proposto il presidente Cascio, a mercoledì 10 marzo per consentire al governo e alla commissione per il territorio e l'ambiente, presieduta da Fabio Mancuso, una più approfondita valutazione degli oltre 300 emendamenti.
L'Assemblea ha pure concluso la discussione generale del disegno di legge sull'ordinamento della professione di maestro di sci votando anche, dopo l'intervento dell'assessore al turismo Nino Strano, il passaggio all'esame dei singoli articoli del provvedimento.
La seduta è stata quindi aggiornata a mercoledì 10 marzo con all'ordine del giorno anche l'esame del bilancio di previsione della regione per il 2010, quello per il triennio 2010-2012 e le disposizioni programmatiche e correttive per l'esercizio finanziario in corso.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «Norme per il sostegno

dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A)

PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge “Norme

per il sostegno dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio” (nn. 459-386-209-

394-404/A).

Indìco la votazione per scrutinio nominale.

Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante

rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.

Dichiaro aperta la votazione.

(Si procede alla votazione)

Dichiaro chiusa la votazione.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:

Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76

Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75

Maggioranza . . . . . . . . . . . . . . 38

Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . . 54

Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9

Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12

(L'Assemblea approva)

BUZZANCA. Dichiaro di essermi astenuto dalla votazione.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.



Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente
I T E R
Attuale
09 mar 2010 Approvato dall'Assemblea Seduta n. 150 AULA

Storico
03 set 2009 Assegnato per esame Commissione QUARTA
15 set 2009 Annunziato Seduta n. 109 AULA
15 set 2009 Annunzio assegnazione Seduta n. 109 AULA
16 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 60 0400 Commissione QUARTA
16 set 2009 Abbinamento con ddl 386; ddl 209; ddl 394; ddl 404; - VEDI ddl 459 Seduta
n. 60 0400 Commissione QUARTA
29 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 63 0400 Commissione QUARTA (AUDIZIONI)
30 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 65 0400 Commissione QUARTA (AUDIZIONI)
07 ott 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 67 0400 Commissione QUARTA
27 ott 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 71 0400 Commissione QUARTA
04 nov 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 74 0400 Commissione QUARTA
11 nov 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 76 0400 Commissione QUARTA
15 dic 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 80 0400 Commissione QUARTA
16 dic 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 81 0400 Commissione QUARTA
13 gen 2010 Esaminato in commissione Seduta n. 82 0400 Commissione QUARTA
21 gen 2010 Esaminato in commissione Seduta n. 85 0400 Commissione QUARTA
21 gen 2010 Richiesto parere Comitato qualità legislazione Seduta n. 85 0400 Commissione
QUARTA
21 gen 2010 Esitato per Aula Seduta n. 85 0400 Commissione QUARTA
26 gen 2010 Parere espresso Comitato qualità legislazione Seduta n. 37 1600 Comitato
per la qualità della legislazione
02 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 137 AULA
10 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 140 AULA
23 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 144 AULA
24 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 145 AULA
25 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 146 AULA
02 mar 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 147 AULA
03 mar 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 148 AULA
09 mar 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 150 AULA
DISEGNO DI LEGGE N. 459-386-209-394-404/A

RELAZIONE DELLA IV COMMISSIONE LEGISLATIVA

Presentata il 21 gennaio 2010


Onorevoli colleghi,

la presente iniziativa legislativa trae origine dal
dibattito sviluppatosi nei mesi scorsi in merito alla
possibilità di rilanciare l'attività edilizia con
interventi normativi di semplificazione e
agevolazione, al fine di contrastare gli effetti di
una crisi sempre più avvertita anche in Sicilia nel
comparto edilizio. Contestualmente la proposta
normativa si propone di migliorare il patrimonio
edilizio esistente e la qualità abitativa degli
immobili, favorendo, altresì, l'utilizzo di soluzioni
tecnologiche ecosostenibili, tra cui l'utilizzo delle
fonti di energia rinnovabile e delle tecniche
costruttive della bioedilizia.

Si compone di n. 12 articoli, oltre alla norma
finale di entrata in vigore.

L'articolo 1 introduce le finalità dell'iniziativa
legislativa, che si propone di promuovere interventi
edilizi per migliorare la qualità abitativa e favorire
la diffusione di soluzioni tecnologiche
ecosostenibili, nonché la riduzione del rischio
sismico ed idrogeologico.

L'articolo 2 prevede la possibilità di ampliare gli
edifici esistenti, ultimati entro il 31 dicembre 2008
nei limiti del 20 per cento del volume esistente, se
destinati ad uso residenziale con tipologia
unifamiliare o bifamiliare.

L'incremento di volumi e superficie nei limiti del
20 per cento delle costruzioni non può, comunque,
eccedere complessivamente il limite di 150 metri cubi
della relativa volumetria, restando fermo il rispetto
della legislazione vincolistica riguardante i limiti
di altezze massime, il numero di piani e distanze che
gli strumenti urbanistici richiedono. A tali benefici
si può accedere solo se gli edifici siano stati
realizzati legittimamente, restando esclusi quelli che
hanno usufruito del condono edilizio.

La localizzazione del corpo aggiuntivo può essere
realizzata sia in adiacenza che in sopraelevazione,
purché le condizioni statiche dell'immobile lo
consentano.

L'articolo 3 introduce una misura di sostituzione e
di rinnovamento del patrimonio edilizio, consentendo
la demolizione e la conseguente ricostruzione con
ampliamento di edifici residenziali ovvero destinati
ad attività produttive, realizzati anteriormente al 31
marzo 2003.

La misura dell'ampliamento è in tal modo introdotta:
fino al 35 per cento del volume degli edifici
residenziali e fino al 25 per cento della superficie
coperta per gli edifici adibiti ad attività
produttive.

Viene, però, imposto l'obbligo di utilizzare le
tecniche costruttive della bioedilizia, la cui
definizione viene demandata ad un successivo decreto
dell'Assessore regionale per le infrastrutture e
mobilità.

In tal modo sarà possibile ricostruire immobili
anche abbandonati o fatiscenti, rispettando tutti gli
odierni standard qualitativi, igienico-sanitari,
architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza
impiantistica ed antisismica.

L'articolo prevede la possibilità di realizzare
interventi di demolizione e integrale ricostruzione
anche su area diversa da quella originariamente
occupata dal fabbricato, sempre che sia a ciò
destinata dagli strumenti urbanistici, e che l'area
originariamente occupata dal fabbricato demolito venga
destinata a verde privato o a parcheggi pertinenziali
all'immobile stesso.

I suddetti interventi possono derogare alle
disposizioni degli strumenti urbanistici comunali,
purché rispettino la normativa sulle distanze dettata
dal codice civile.
L'articolo 4 disciplina il regime degli oneri
concessori dovuti dai proprietari per gli interventi
edilizi di cui agli articoli 2 e 3.

E' previsto che, in caso di ampliamento di volume o
della superficie coperta, gli oneri siano commisurati
al solo ampliamento ridotto del 20 per cento. Nell'
ipotesi di edificio o unità immobiliari destinati a
prima abitazione del proprietario, la riduzione è pari
al 30 per cento.

Analogamente, anche nel caso dell'articolo 3, gli
oneri sono determinati in ragione dell' 50 per cento
sul totale. I fondi vengono iscritti in un apposito
capitolo destinato alla riqualificazione del
patrimonio edilizio comunale ed all'attuazione di
interventi per il verde pubblico.

L'articolo 5 prevede che i comuni istituiscano ed
aggiornino un elenco degli ampliamenti autorizzati ai
sensi degli articoli 2 e 3, onde consentire di
verificare e quindi impedire il sovrapporsi su uno
stesso immobile di più interventi di ampliamento o di
demolizione e ricostruzione proibiti dal comma 2 del
medesimo articolo.

L'articolo 6 prescrive per gli interventi edilizi il
rilascio del titolo abilitativo della concessione
edilizia. Disciplina altresì le modalità di
presentazione delle istanze per la realizzazione degli
interventi edilizi e la relativa istruttoria
procedimentale, in una ottica di semplificazione e
snellimento delle procedure.

In particolare, le istanze per realizzare gli
interventi devono essere presentate entro il termine
di ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore
della legge e corredate dalla documentazione atta a
dimostrare che l'edificio oggetto di intervento sia
stato realizzato nel rispetto della normativa
urbanistica vigente al momento della sua
realizzazione.

Al fine di salvaguardare l'autonomia dei comuni in
ordine alle scelte urbanistiche sull'assetto del
proprio territorio, è previsto che i comuni medesimi,
entro il termine di centoventi giorni dalla data di
entrata in vigore della legge, possano escludere la
possibilità di realizzare gli interventi edilizi di
cui agli articoli 2 e 3, in relazione a specifici
immobili o zone del proprio territorio, sulla base di
specifiche valutazioni o ragioni di carattere
urbanistico, paesaggistico e ambientale.

In merito alla fase istruttoria dei progetti, gli
organi competenti devono procedere ad esprimere il
proprio parere o nulla-osta in base all'ordine
cronologico di presentazione dell'istanza entro
novanta giorni. Qualora i comuni abbiano carenza di
personale possono procedere alla stipula di contratti
di lavoro con professionisti, al fine di garantire
l'espletamento di tutte le procedure.

L'articolo 7 favorisce la diffusione dei moderni
sistemi di sicurezza sismica, i cosiddetti dissipatori
sismici, prevedendo una riduzione sul contributo degli
oneri di costruzione, sia per le costruzioni nuove che
per interventi sul patrimonio edilizio esistente.

L'articolo 8 fissa un limite massimo all'altezza dei
tabelloni pubblicitari da collocarsi sulle coperture
degli edifici ricadenti nelle zone B' degli strumenti
urbanistici, vietando al contempo la collocazione di
cartellonistica sulle coperture degli edifici
ricadenti nelle zone A' degli strumenti urbanistici.
L'articolo 9 disciplina che la chiusura di terrazze
di collegamento oppure di terrazze non superiori a
metri quadrati 50 e/o la copertura di spazi interni
con strutture precarie, possano essere recuperate a
fini abitativi, previa denuncia di inizio attività.

L'articolo 10 favorisce la realizzazione di aree a
verde pubblico e parcheggi, prevedendo che all'interno
dei centri urbani, nelle zone indicate come verde
agricolo ovvero verde pubblico, i privati possano
eseguire opere sotterranee destinate a parcheggio.
Condizione indefettibile affinché ciò sia consentito è
la cessione gratuita al comune della relativa area di
superficie, trasformata in verde pubblico. Per la
realizzazione di tali opere non è previsto alcun onere
concessorio ed il provvedimento non soggiace alla
procedura di liberalizzazione del c.d. silenzio-
assenso.

L'articolo 11 recepisce le disposizioni previste nel
c.d. protocollo Itaca 2009, che stabilisce gli
standard che gli edifici devono avere al fine di
raggiungere un risparmio energetico. Si attribuisce
alla Regione il compito di attivare la procedura
mediante la quale si può ottenere la registrazione di
un marchio di qualità ambientale ed energetica, che
certifichi il rispetto delle regole in materia di
rendimento energetico degli edifici. In ossequio al
principio di trasparenza, i comuni devono prevedere
l'istituzione di un apposito registro che contenga
l'elenco degli edifici che godono della certificazione
energetica.

L'articolo 12, al comma 1, ricomprende nell'ambito
di intervento del legislatore anche gli edifici
soggetti a specifiche forme di tutela, facendo salvo
in ogni caso il rispetto della vigente normativa per
il rilascio delle autorizzazioni. Il comma 2 del
medesimo articolo impone delle limitazioni in ordine
alle aree in cui le opere di ampliamento e rinnovo non
possano essere consentite. Tra queste vi rientrano le
aree assoggettate al vincolo di inedificabilità
assoluta, le zone demaniali, destinate a parchi o
riserve, di pregio artistico e quelle individuate come
soggette a rischio idrogeologico.

In considerazione della grande rilevanza della
materia trattata dal presente disegno di legge, si
auspica l'approvazione da parte dell'Assemblea.

---0---


DISEGNO DI LEGGE DELLA IV COMMISSIONE

Norme per il sostegno dell'attività edilizia
e la riqualificazione del patrimonio edilizio

Art. 1.
Finalità

1. La Regione promuove misure per il sostegno del
settore edilizio attraverso interventi finalizzati al
miglioramento della qualità abitativa, per preservare,
mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio
edilizio, per diminuire il rischio sismico e
idrogeologico, per migliorare l'efficienza energetica,
nonché per favorire l'utilizzo delle fonti di energia
rinnovabile e delle tecniche costruttive della
bioedilizia.


Art. 2.
Interventi edilizi di ampliamento degli edifici
esistenti

1. Per le finalità di cui all'articolo 1 è
consentito l'ampliamento degli edifici esistenti
destinati ad uso residenziale con tipologia
unifamiliare o bifamiliare, ultimati entro la data del
31 dicembre 2008, purché siano stati realizzati sulla
base di un regolare titolo autorizzativo, siano in
regola dal punto di vista catastale e purché al
momento del rilascio del titolo abilitativo siano in
regola con il pagamento della TARSU o della TIA e
dell'ICI alla data del 31 dicembre 2008. L'ampliamento
è consentito nei limiti del 20 per cento del volume
esistente, a condizione che venga eseguito un progetto
unitario di riqualificazione dell'intero immobile che
preveda il rifacimento dei prospetti.

2. I nuovi volumi realizzati ai sensi del presente
articolo non possono eccedere complessivamente il
limite di metri cubi 150 della volumetria residenziale
esistente per l'intero corpo di fabbrica.

3. Gli interventi di cui al comma 1 sono ammessi nei
limiti di altezze massime, numero di piani e distanze
previste dagli strumenti urbanistici e da norme di
legge.

4. Gli ampliamenti sono consentiti a condizione che
la realizzazione comporti una certificata diminuzione,
riferita alla porzione di edificio esistente,
superiore al 10 per cento del fabbisogno annuo di
energia primaria per la climatizzazione invernale.

5. Gli interventi possono riguardare esclusivamente
edifici legittimamente realizzati. Sono esclusi gli
immobili che hanno usufruito di condono edilizio.

6. L' ampliamento è realizzabile in adiacenza a
fabbricati esistenti sullo stesso livello di piano e/o
in sopraelevazione, anche con un corpo edilizio
separato.

7. L'ampliamento in sopraelevazione è consentito
esclusivamente quale recupero ad uso abitativo, anche
con eventuale ampliamento dello stesso livello di
volumi accessori e/o pertinenziali già regolarmente
realizzati alla data del 31 dicembre 2008.

8. Gli interventi sono subordinati alle verifiche
sulle condizioni statiche dell'intero edificio ed
all'eventuale adeguamento strutturale in caso di
mancato rispetto dei vigenti criteri di sicurezza
antisismica.

Art. 3.
Interventi per favorire il rinnovamento del patrimonio
edilizio esistente

1. La Regione promuove la sostituzione e il
rinnovamento del patrimonio edilizio esistente
mediante la demolizione e ricostruzione degli edifici
residenziali o destinati ad attività produttive,
ultimati anteriormente alla data del 31 marzo 2003,
che non risultino adeguati agli attuali standard
qualitativi, igienico-sanitari, energetici,
tecnologici, di sicurezza o alla normativa in materia
di fasce di inedificabilità e di distanze tra edifici,
dalle strade e dai confini.

2. Gli interventi di cui al comma l possono
riguardare edifici legittimamente realizzati nonché
quelli oggetto di condono edilizio, a condizione che
sia stata rilasciata la concessione edilizia in
sanatoria, anche ai sensi dell'articolo 17 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive modifiche
ed integrazioni, purché rispettino la normativa
vigente all'epoca di realizzazione, siano in regola
dal punto di vista catastale e purché al momento del
rilascio del titolo abilitativo siano in regola con il
pagamento della TARSU o della TIA e dell'ICI alla data
del 31 dicembre 2008.

3. Al fine di favorire la realizzazione degli
interventi, sono consentiti interventi di integrale
demolizione e ricostruzione, anche su area di sedime
diversa, ricadente all'interno della stessa area di
proprietà, purché non interessino aree per
attrezzature discendenti dallo strumento urbanistico
vigente o adottato o aree gravate da vincoli di
inedificabilità previsti dalla vigente normativa
statale o regionale.

4. Gli interventi possono prevedere aumenti fino al
35 per cento del volume autorizzato e/o condonato per
gli edifici ad uso residenziale, e fino al 25 per
cento della superficie coperta autorizzata e/o
condonata per quelli adibiti ad attività produttive,
con obbligo di utilizzare le tecniche costruttive
della bioedilizia.

5. Gli interventi sono ammessi in deroga alle
previsioni degli strumenti urbanistici comunali,
purché nel rispetto delle distanze minime stabilite da
norme legislative vigenti ed in conformità alla
normativa antisismica.

6. Nel caso di ricostruzione dell'edificio su area
di sedime diversa, all'interno della stessa area di
proprietà, la superficie originariamente occupata dal
fabbricato demolito deve essere sistemata a verde
privato e/o prevedere parcheggi a servizio dello
stesso, nel rispetto di eventuali vincoli esistenti,
con apposizione di vincolo di inedificabilità. In ogni
caso la superficie originariamente occupata dal
fabbricato deve essere sistemata con materiali e
tecniche che garantiscano la permeabilità del terreno.

7. Gli immobili oggetto degli interventi di cui al
presente articolo mantengono la destinazione
urbanistica preesistente, fatti salvi i cambi di
destinazione d'uso autorizzati dai comuni.

8. Gli interventi sono subordinati all'esistenza o
all' adeguamento da parte dei richiedenti, di rete
idrica, rete fognaria, illuminazione pubblica e
viabilità.

9. Con decreto dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità, emanato entro novanta
giorni dalla pubblicazione della presente legge, sono
definite le caratteristiche tecniche per gli
interventi di bioedilizia di cui al comma 4.

Art. 4.
Oneri concessori

1. Per gli interventi di cui all'articolo 2, gli
oneri concessori sono commisurati al solo ampliamento
ridotto del 20 per cento. La riduzione è pari al 30
per cento nell'ipotesi di edificio o unità immobiliari
destinati a prima abitazione del proprietario o
dell'avente titolo.

2. Per gli interventi di cui all'articolo 3, gli
oneri concessori sono determinati in ragione del 50
per cento.

3. I comuni costituiscono nel proprio bilancio
apposito capitolo di spesa con destinazione vincolata,
ove far confluire gli oneri di concessione incamerati
in attuazione della presente legge.

4. Le somme iscritte nel capitolo istituito ai sensi
del comma 3 sono finalizzate esclusivamente alla
riqualificazione, messa in sicurezza, risparmio idrico
ed energetico del patrimonio edilizio comunale e alla
realizzazione di aree a verde pubblico. Per le
predette finalità ogni anno i comuni, in sede di
approvazione dei bilanci di previsione, qualora
risultino iscritte delle somme nel capitolo di cui al
comma 3, presentano e realizzano appositi progetti,
distinti per le diverse categorie di interventi di cui
al presente comma.

Art. 5.
Elenchi

1. I comuni istituiscono e aggiornano l'elenco degli
interventi autorizzati ai sensi della presente legge.

2. Gli interventi possono essere autorizzati una
sola volta ed alternativamente sul medesimo immobile.

Art. 6.
Semplificazione e snellimento delle procedure

1. Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 sono
subordinati al rilascio della concessione edilizia
prevista dall'articolo 36 della legge regionale 27
dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche e
integrazioni.

2. Le istanze relative agli interventi sono
presentate entro ventiquattro mesi dal termine fissato
al comma 4 e sono corredate, a pena di
inammissibilità, dal titolo autorizzativo relativo
all'immobile oggetto di intervento, rilasciato o
concretizzatosi antecedentemente alla data di
presentazione dell'istanza. Per gli immobili
realizzati antecedentemente all'entrata in vigore
della legge 17 agosto 1942, n. 1150 o prima dell'1
settembre 1968, purché ricadenti questi ultimi
all'esterno della perimetrazione dei centri urbani,
l'istanza è corredata, in alternativa al titolo
autorizzativo, da una perizia giurata, redatta da un
professionista abilitato, che attesti l'epoca di
realizzazione dell' immobile.

3. L'istanza è corredata da quietanza di versamento
delle spese di istruttoria, il cui ammontare
complessivo e la cui articolazione temporale sono
stabiliti da ciascun comune con determina sindacale
emanata entro sessanta giorni dalla data di
pubblicazione della presente legge.

4. I comuni, con delibera consiliare, entro il
termine di centoventi giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, possono motivatamente
escludere o limitare l'applicabilità delle norme di
cui agli articoli 2 e 3 ad immobili o zone del proprio
territorio o imporre limitazioni e modalità
applicative, sulla base di specifiche ragioni di
carattere urbanistico, paesaggistico e ambientale.

5. Nell'istruttoria dei progetti di cui alla
presente legge, i comuni e gli enti chiamati ad
esprimere il proprio parere o nulla osta, procedono
esclusivamente in base all'ordine cronologico e, ai
fini del rilascio del relativo titolo autorizzativo,
possono interrompere i termini una sola volta. Gli
stessi enti rilasciano il titolo autorizzativo, entro
il termine perentorio di novanta giorni dalla
presentazione dell'istanza, fatta salva l'eventuale
interruzione dei termini.

6. In presenza di accertate carenze di personale
negli uffici tecnici, i comuni possono procedere alla
stipula di contratti di lavoro autonomo, di natura
occasionale o di collaborazione coordinata e
continuativa a progetto con professionisti iscritti
agli albi degli ingegneri o degli architetti, dei
geometri e dei periti edili, per l'espletamento di
tutti gli adempimenti previsti per l'attuazione degli
interventi di cui agli articoli 2 e 3. Agli oneri di
cui al presente comma i comuni provvedono
esclusivamente con le entrate derivanti dal comma 3.

Art. 7.
Misure di prevenzione sismica

l. L'adozione di sistemi di isolamento e/o
dissipazione sismica nelle nuove costruzioni comporta
una riduzione pari al 20 per cento degli oneri
concessori previsti dagli articoli 5 e 6 della legge
28 gennaio 1977, n. 10. La medesima riduzione si
applica anche nel caso di adozione di tali sistemi
nell'ambito di interventi sul patrimonio edilizio
esistente.

2. Il direttore dei lavori comunica al comune in
forma di dichiarazione sostitutiva, anche
contestualmente all'inizio dei lavori, l'utilizzo di
sistemi di isolamento e/o dissipazione sismica,
comunicando altresì gli estremi del deposito
all'ufficio del Genio Civile e del relativo nulla osta
ai sensi della legge 2 febbraio 1974, n. 64.

Art. 8.
Norme finalizzate al rispetto del decoro urbano

1. Ai fini del rispetto del decoro urbano e della
riduzione dell'impatto architettonico sul patrimonio
edilizio esistente, è fatto divieto di collocare
cartellonistica pubblicitaria di qualunque tipo, sia
fissa che amovibile, sulle coperture a terrazza e/o a
tetto ricadenti in zona omogenea classificata A'
dallo strumento urbanistico vigente.

2. Nelle zone omogenee classificate B' dallo
strumento urbanistico vigente, è consentita la
collocazione della cartellonistica pubblicitaria, a
condizione che l'altezza complessiva del cartellone
dalla linea di gronda o dal piano di calpestio del
lastrico solare non sia superiore a tre metri.

Art. 9.
Norme in favore del recupero abitativo

1. Le opere realizzate ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 20 della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, possono
essere recuperate ai fini abitativi.

2. Il recupero può essere eseguito, previa denunzia
di inizio di attività, mediante l'esecuzione di opere
interne e/o mutamento di destinazione d'uso e nel
rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Art. 10.
Misure compensative per favorire la realizzazione
di aree a verde pubblico e parcheggi

1. In tutte le aree di proprietà privata, per le
quali lo strumento urbanistico vigente preveda la
destinazione di verde pubblico, sia di quartiere che
territoriale, ed anche nelle zone agricole purché
ricadenti all' interno della perimetrazione dei centri
urbani, è consentita la realizzazione, da parte dei
privati, di uno o più piani interrati di proprietà
privata, destinati esclusivamente a parcheggio, a
condizione che venga realizzato in superficie il verde
pubblico da cedere gratuitamente al comune.

2. Gli interventi di cui al comma 1 possono essere
attuati anche parzialmente, per singoli lotti.

3. Quanto previsto dal presente articolo si attua
con le seguenti condizioni e modalità:

a) l'altezza di interpiano non sia superiore a metri
3,5 e tutti i piani siano interrati su tutti i fronti,
con la sola esclusione delle rampe di accesso e di
eventuali scale ed impianti di servizio e/o di
emergenza;

b) la realizzazione del manufatto interrato sia tale
da consentire che le soprastanti opere a verde siano
eseguite secondo uno specifico progetto del verde che
preveda la piantumazione di alberi di alto fusto;

c) antecedentemente al rilascio della concessione
edilizia sia stipulato l'atto pubblico di obbligo alla
cessione gratuita dell'area a verde, di vincolo
permanente alla destinazione a parcheggio nonché
l'obbligo a realizzare le opere a verde come da
progetto. L'atto d'obbligo e la relativa trascrizione
costituiscono parte integrante della concessione
edilizia;

d) la mancata realizzazione delle opere a verde
entro sei mesi dalla ultimazione dei parcheggi
determina l'annullamento della concessione edilizia.
Il medesimo effetto consegue alla mancata
formalizzazione della cessione delle opere a verde
entro tre mesi dalla realizzazione delle opere stesse.
E' in ogni caso vietato l'utilizzo dei parcheggi prima
della avvenuta cessione delle aree a verde.

4. Per le opere di cui al presente articolo non si
applica la procedura di cui all'articolo 2 della legge
regionale 31 maggio 1994, n. 17.

5. Il rilascio della concessione edilizia per le
opere di cui al presente articolo è a titolo gratuito.
Art. 11.
Norme in materia di rendimento energetico degli edifici

1. Al fine di assicurare il rendimento energetico
degli edifici, per le nuove costruzioni trovano
applicazione le disposizioni del protocollo ITACA 2009
e successive modifiche e integrazioni.

2. La Regione, entro tre mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge, richiede, ai sensi
del regio decreto 21 giugno 1942, n. 929, la
registrazione di un marchio di qualità ambientale ed
energetica per gli edifici realizzati con i criteri di
cui alla presente legge, da esporre con apposita targa
all'esterno dell'edificio, sia pubblico che privato, a
fianco del numero civico.

3. I concessionari del marchio di qualità provvedono
alla corretta tenuta della targa esposta all'esterno
dell'edificio e alla documentazione a corredo.

4. I comuni istituiscono un registro contenente
l'elenco degli edifici che godono della certificazione
energetica e del relativo marchio. Gli elenchi sono
resi pubblici e sono pubblicati nei siti web di ogni
comune.

5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, la Regione promuove una
Conferenza di servizi a cui partecipano le
Soprintendenze per i beni culturali e ambientali e la
rappresentanza dell'ANCI Sicilia, al fine di definire
i contenuti relativi alla realizzazione degli
interventi di installazione di impianti fotovoltaici
negli edifici ricadenti nei centri storici, mediante
l'esclusiva utilizzazione di impianti tecnologici
innovativi, a basso o nullo impatto ambientale.

Art. 12.
Ambito di applicazione

1. Le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3, in
deroga alle previsioni dei regolamenti edilizi e degli
strumenti urbanistici comunali, si applicano anche
agli edifici soggetti a specifiche forme di vincolo, a
condizione che gli interventi possano essere
autorizzati ai sensi della normativa vigente dagli
enti preposti alla tutela del vincolo stesso.

2. Gli interventi previsti dalla presente legge non
possono riguardare:

a) le zone di tutela naturalistica, il sistema
forestale e boschivo, gli invasi ed alvei di laghi,
bacini e corsi di acqua e le zone di tutela della
costa e dell'arenile, come perimetrati nel piano
territoriale paesistico regionale (PTPR) ovvero nei
piani provinciali e comunali che abbiano provveduto a
darne attuazione;

b) le zone interne alle aree A' e B' dei parchi
regionali e le aree delle riserve naturali, ad
esclusione dei territori ricompresi all'interno delle
zone D' dei parchi regionali e delle pre-riserve. Per
gli interventi realizzabili in detti ambiti i limiti
massimi di incremento volumetrico previsto sono
ridotti di un terzo. Detti interventi sono soggetti al
preventivo nulla osta dell'ente parco;

c) le fasce di rispetto dei territori costieri, dei
boschi, delle foreste e dei parchi archeologici;

d) le aree interessate da vincolo assoluto di
inedificabilità, salvo quanto previsto dall'articolo
10;

e) le zone del demanio statale, regionale,
provinciale e comunale;

f) gli immobili oggetto di condono edilizio nonché
di ordinanza di demolizione, salvo quanto previsto
dall'articolo 3;

g) gli immobili privati situati su aree demaniali di
proprietà dello Stato, Regione, provincia e comune;

h) gli immobili tutelati ai sensi di quanto
previsto dalla parte II del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del
paesaggio;

i) gli immobili privati ricadenti nelle aree a
pericolosità e/o rischio idrogeologico, elevato o
molto elevato, come classificate nel vigente Piano
stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico di cui
all'articolo 130 della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6;

j) le zone A' come definite e perimetrate dagli
strumenti urbanistici ai sensi di quanto previsto dal
decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444;

k) le aree di danno degli stabilimenti a rischio di
incidente rilevante, ricomprese in quelle ad elevato
rischio ambientale, qualora gli edifici risultino non
compatibili con i criteri di sicurezza definiti dal
decreto 9 maggio 2001 del Ministro dei lavori
pubblici.

Art. 13.
Entrata in vigore

1. La presente legge sarà pubblicata nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarla e di farla osservare come legge della
Regione


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Cuffaro condannato a 7 anni di reclusione


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Piano casa, il testo esitato dalla commissione

Piano Case
Norme per il sostegno attività edilizia in Sicilia

03 mar 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 148 AULA
Storico
03 set 2009 Assegnato per esame Commissione QUARTA15 set 2009 Annunziato Seduta n. 109 AULA15 set 2009 Annunzio assegnazione Seduta n. 109 AULA16 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 60 0400 Commissione QUARTA16 set 2009 Abbinamento con ddl 386; ddl 209; ddl 394; ddl 404; - VEDI ddl 459 Seduta"""""""""""""" n. 60 0400 Commissione QUARTA29 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 63 0400 Commissione QUARTA (AUDIZIONI)30 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 65 0400 Commissione QUARTA (AUDIZIONI)07 ott 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 67 0400 Commissione QUARTA27 ott 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 71 0400 Commissione QUARTA04 nov 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 74 0400 Commissione QUARTA11 nov 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 76 0400 Commissione QUARTA15 dic 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 80 0400 Commissione QUARTA16 dic 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 81 0400 Commissione QUARTA13 gen 2010 Esaminato in commissione Seduta n. 82 0400 Commissione QUARTA21 gen 2010 Esaminato in commissione Seduta n. 85 0400 Commissione QUARTA21 gen 2010 Richiesto parere Comitato qualità legislazione Seduta n. 85 0400 Commissione"""""""""""""" QUARTA21 gen 2010 Esitato per Aula Seduta n. 85 0400 Commissione QUARTA26 gen 2010 Parere espresso Comitato qualità legislazione Seduta n. 37 1600 Comitato"""""""""""""" per la qualità della legislazione02 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 137 AULA10 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 140 AULA23 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 144 AULA24 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 145 AULA25 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 146 AULA02 mar 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 147 AULA


Piano casa, il testo esitato dalla commissione

Gazzetta del Sud

Pubblichiamo il testo del "Piano casa" esitato dalla Commissione dell'Ars dal titolo "Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente"

Art. 1.Finalità
1. La Regione promuove misure per il sostegno del settore edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento della qualità abitativa, per preservare, mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente, nonché per diminuire il rischio sismico e idrogeologico, per migliorare l'efficienza energetica, nonché per favorire l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e delle tecniche costruttive della bioedilizia.

Art. 2.Interventi edilizi di ampliamento degli edifici esistenti

1. Per le finalità di cui all'art. 1 è consentito l'ampliamento degli edifici esistenti destinati ad uso residenziale con tipologia unifamiliare o bifamiliare, ultimati entro la data del 31 dicembre 2008, purché siano stati realizzati sulla base di un regolare titolo autorizzativo, siano in regola dal punto di vista catastale e purché al momento del rilascio del titolo abilitativo siano in regola con il pagamento della TARSU o della TIA e dell'ICI alla data del 31 dicembre 2008.
L'ampliamento è consentito nei limiti del 20 per cento del volume esistente, a condizione che venga eseguito un progetto unitario di riqualificazione dell'intero immobile che preveda il rifacimento dei prospetti.

2. I nuovi volumi realizzati ai sensi del presente articolo non possono eccedere complessivamente il limite di metri cubi 150 della volumetria residenziale esistente per l'intero corpo di fabbrica.

3. Gli interventi di cui al comma 1 sono ammessi nei limiti di altezze massime, numero di piani e di stanze previste dagli strumenti urbanistici e da norme di legge.

4. Gli ampliamenti sono consentiti a condizione che la realizzazione comporti una certificata diminuzione, riferita alla porzione di edificio esistente, superiore al 10 per cento del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale.

5. Gli interventi possono riguardare esclusivamente edifici legittimamente realizzati. Sono esclusi gli immobili che hanno usufruito di condono edilizio.
6. L'ampliamento è realizzabile in adiacenza a fabbricati esistenti sullo stesso livello di piano e/o in sopraelevazione, anche con un corpo edilizio separato.

7. L'ampliamento in sopraelevazione è consentito esclusivamente quale recupero ad uso abitativo, anche con eventuale ampliamento dello stesso livello di volumi accessori e/o pertinenziali già regolarmente realizzati alla data del 31 dicembre 2008.

8. Gli interventi sono subordinati alle verifiche sulle condizioni statiche dell'intero edificio ed all'eventuale adeguamento strutturale in caso di mancato rispetto dei vigenti criteri di sicurezza antisismica.

Art. 3.Interventi per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente

1. La Regione promuove la sostituzione e il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente mediante la demolizione e ricostruzione degli edifici residenziali o destinati ad attività produttive, ultimati anteriormente alla data del 31 marzo 2003, che non risultino adeguati agli attuali standard qualitativi, igienico-sanitari, energetici, tecnologici, di sicurezza o alla normativa in materia di fasce di inedificabilità e di distanze edifici, dalle strade e dai confini.

2. Gli interventi di cui al comma l possono riguardare edifici legittimamente realizzati nonché quelli oggetto di condono edilizio, a condizione che sia stata rilasciata la concessione edilizia in sanatoria, anche ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, purché rispettino la normativa vigente all'epoca di realizzazione, siano in regola dal punto di vista catastale e purché al momento del rilascio del titolo abilitativo siano in regola con il pagamento della TARSU o della TIA e dell'ICI alla data del 31 dicembre 2008.

3. Al fine di favorire la realizzazione degli interventi, sono consentiti interventi di integrale demolizione e ricostruzione, anche su area di sedime diversa, ricadente all'interno della stessa area di proprietà, purché non interessino aree per attrezzature discendenti dallo strumento urbanistico vigente o adottato o aree gravate da vincoli di inedificabilità previsti dalla vigente normativa statale o regionale.

4. Gli interventi possono prevedere aumenti fino al 35 per cento del volume autorizzato e/o condonato per gli edifici ad uso residenziale, e fino al 25 per cento della superficie coperta autorizzata e/o condonata per quelli adibiti ad attività produttive, con obbligo di utilizzare le tecniche costruttive della bioedilizia.

5. Gli interventi sono ammessi in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, purché nel rispetto delle distanze minime stabilite da norme legislative vigenti ed in conformità alla normativa antisismica.

6. Nel caso di ricostruzione dell'edificio su area di sedime diversa, all'interno della stessa area di proprietà, la superficie originariamente occupata dal fabbricato demolito deve essere sistemata a verde privato e/o prevedere parcheggi a servizio dello stesso, nel rispetto di eventuali vincoli esistenti, con apposizione di vincolo di inedificabilità. In ogni caso la superficie originariamente occupata dal fabbricato deve essere sistemata con materiale e tecniche che garantiscano la permeabilità del terreno.

7. Gli immobili oggetto degli interventi di cui al presente articolo mantengono la destinazione urbanistica preesistente, fatti salvi i cambi di destinazione d'uso autorizzati dai comuni.

8. Gli interventi sono subordinati all'esistenza o all' adeguamento da parte dei richiedenti, di rete idrica, rete fognaria, illuminazione pubblica e viabilità.

9. Con decreto dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, emanato entro novanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, sono definite le caratteristiche tecniche per gli interventi di bioedilizia di cui al comma 4. 1- segue
Gazzetta del Sud Proseguiamo la pubblicazione del "Piano casa" nel testo esitato dalla Commissione dell'Ars:

Art. 4.Oneri concessori

1. Per gli interventi di cui all'articolo 2, gli oneri concessori sono commisurati al solo ampliamento ridotto del 20 per cento. La riduzione è pari al 30 per cento nell'ipotesi di edificio o unità immobiliari destinati a prima abitazione del proprietario o dell'avente titolo.

2. Per gli interventi di cui all'articolo 3, gli oneri concessori sono determinati in ragione del 50 per cento.

3. I comuni costituiscono nel proprio bilancio apposito capitolo di spesa con destinazione vincolata, ove far confluire gli oneri di concessione incamerati in attuazione della presente legge.

4. Le somme iscritte nel capitolo istituito ai sensi del comma 3 sono finalizzate esclusivamente alla riqualificazione, messa in sicurezza, risparmio idrico ed energetico del patrimonio edilizio comunale e alla realizzazione di aree a verde pubblico. Per le predette finalità ogni anno i comuni, in sede di approvazione dei bilanci di previsione, qualora risultino iscritte delle somme nel capitolo di cui al comma 3, presentano e realizzano appositi progetti, distinti per le diverse categorie di interventi di cui al presente comma.

Art. 5. Elenchi

1. I comuni istituiscono e aggiornano l'elenco degli interventi autorizzati ai sensi della presente legge.

2. Gli interventi possono essere autorizzati una sola volta ed alternativamente sul medesimo immobile.

Art. 6. Semplificazione e snellimento delle procedure

1. Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 sono subordinati al rilascio della concessione edilizia prevista dall'articolo 36 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche e integrazioni.

2. Le istanze relative agli interventi sono presentate entro ventiquattro mesi dal termine fissato al comma 4 e sono corredate, a pena di inammissibilità, dal titolo autorizzativo relativo all'immobile oggetto di intervento, rilasciato o concretizzatosi antecedentemente alla data di presentazione dell'istanza. Per gli immobili realizzati antecedentemente all'entrata in vigore della legge 17 agosto 1942, n. 1150 o prima dell'1 settembre 1968, purché ricadenti questi ultimi all'esterno della perimetrazione dei centri urbani, l'istanza è corredata, in alternativa al titolo autorizzativo, da una perizia giurata, redatta da un professionista abilitato, che attesti l'epoca di realizzazione dell'immobile.

3. L'istanza è corredata da quietanza di versamento delle spese di istruttoria, il cui ammontare complessivo e la cui articolazione temporale sono stabiliti da ciascun comune con determina sindacale emanata entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge.

4. I comuni, con delibera consiliare, entro il termine di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono motivatamente escludere o limitare l'applicabilità delle norme di cui agli articoli 2 e 3 ad immobili o zone del proprio territorio o imporre limitazioni e modalità applicative, sulla base di specifiche ragioni di carattere urbanistico, paesaggistico e ambientale.

5. Nell'istruttoria dei progetti di cui alla presente legge, i comuni e gli enti chiamati ad esprimere il proprio parere o nulla osta, procedono esclusivamente in base all'ordine cronologico e, ai fini del rilascio del relativo titolo abilitativo, possono interrompere i termini una sola volta. Gli stessi enti rilasciano il titolo abilitativo, entro il termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione dell'istanza, fatta salva l'eventuale interruzione dei termini.

6. In presenza di accertate carenze di personale negli uffici tecnici, i comuni possono procedere alla stipula di contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o di collaborazione coordinata e continuativa a progetto con professionisti iscritti agli albi degli ingegneri o degli architetti, dei geometri e dei periti edili, per l'espletamento di tutti gli adempimenti previsti per l'attuazione degli interventi di cui agli articoli 2 e 3. Agli oneri di cui al presente comma i comuni provvedono esclusivamente con le entrate derivanti dal comma 3.

Art. 7. Misure di prevenzione sismica

l. L'adozione di sistemi di isolamento e/o dissipazione sismica nelle nuove costruzioni comporta una riduzione pari al 20 per cento degli oneri concessori previsti dagli articoli 5 e 6 della legge 28 gennaio 1977, n. 10. La medesima riduzione si applica anche nel caso di adozione di tali sistemi nell'ambito di interventi sul patrimonio edilizio esistente.

2. Il direttore dei lavori comunica al comune in forma di dichiarazione sostitutiva, anche contestualmente all'inizio dei lavori, l'utilizzo di sistemi di isolamento e/o dissipazione sismica, comunicando altresì gli estremi del deposito all'ufficio del Genio Civile e del relativo nulla osta ai sensi della legge 2 febbraio 1974, n. 64.

Art. 8.Norme finalizzate al rispetto del decoro urbano

1. Ai fini del rispetto del decoro urbano e della riduzione dell'impatto architettonico sul patrimonio edilizio esistente, è fatto divieto di collocare cartellonistica pubblicitaria di qualunque tipo, sia fissa che amovibile, sulle coperture a terrazza e/o a tetto ricadenti in zona omogenea classificata A' dallo strumento urbanistico vigente.

2. Nelle zone omogenee classificate B' dallo strumento urbanistico vigente, è consentita la collocazione della cartellonistica pubblicitaria, a condizione che l'altezza complessiva del cartellone dalla linea di gronda o dal piano di calpestio del lastrico solare non sia superiore a tre metri.

Art. 9.Norme in favore del recupero abitativo

1. Le opere realizzate ai sensi di quanto previsto dall'articolo 20 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, possono essere recuperate ai fini abitativi.

2. Il recupero può essere eseguito, previa denunzia di inizio di attività, mediante l'esecuzione di opere interne e/o mutamento di destinazione d'uso e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. 2 - segue


Art. 10 - Misure compensative per favorire la realizzazione di aree a verde pubblico e parcheggi
1. In tutte le aree di proprietà privata, per le quali lo strumento urbanistico vigente preveda la destinazione di verde pubblico, sia di quartiere che territoriale, ed anche nelle zone agricole purché ricadenti all'interno della perimetrazione dei centri urbani, è consentita la realizzazione, da parte dei privati, di uno o più piani interrati di proprietà privata, destinati esclusivamente a parcheggio, a condizione che venga realizzato in superficie il verde pubblico da cedere gratuitamente al comune.

2. Gli interventi di cui al comma 1 possono essere attuati anche parzialmente, per singoli lotti.

3. Quanto previsto dal presente articolo si attua con le seguenti condizioni e modalità:

a) l'altezza di interpiano non sia superiore a metri 3,5 e tutti i piani siano interrati su tutti i fronti, con la sola esclusione delle rampe di accesso e di eventuali scale ed impianti di servizio e/o di emergenza;

b) la realizzazione del manufatto interrato sia tale da consentire che le soprastanti opere a verde siano eseguite secondo uno specifico progetto del verde che preveda la piantumazione di alberi di alto fusto;

c) antecedentemente al rilascio della concessione edilizia sia stipulato l'atto pubblico di obbligo alla cessione gratuita dell'area a verde, di vincolo permanente alla destinazione a parcheggio nonché l'obbligo a realizzare le opere a verde come da progetto. L'atto d'obbligo e la relativa trascrizione costituiscono parte integrante della concessione edilizia;

d) la mancata realizzazione delle opere a verde entro sei mesi dalla ultimazione dei parcheggi determina l'annullamento della concessione edilizia. Il medesimo effetto consegue alla mancata formalizzazione della cessione delle opere a verde entro tre mesi dalla realizzazione delle opere stesse. E' in ogni caso vietato l'utilizzo dei parcheggi prima della avvenuta cessione delle aree a verde.

4. Per le opere di cui al presente articolo non si applica la procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 31 maggio 1994, n. 17.


5. Il rilascio della concessione edilizia per le opere di cui al presente articolo è a titolo gratuito.


Art. 11 - Norme in materia di rendimento energetico degli edifici


1. Al fine di assicurare il rendimento energetico degli edifici, per le nuove costruzioni trovano applicazione le disposizioni del protocollo ITACA 2009 e successive modifiche e integrazioni.

2. La Regione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, richiede, ai sensi del regio decreto 21 giugno 1942, n. 929, la registrazione di un marchio di qualità ambientale ed energetica per gli edifici realizzati con i criteri di cui alla presente legge, da esporre con apposita targa all'esterno dell'edificio, sia pubblico che privato, a fianco del numero civico.
3. I concessionari del marchio di qualità provvedono alla corretta tenuta della targa esposta all'esterno dell'edificio e alla documentazione a corredo.
4. I comuni istituiscono un registro contenente l'elenco degli edifici che godono della certificazione energetica e del relativo marchio. Gli elenchi sono resi pubblici e sono pubblicati nei siti web di ogni comune.
5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione promuove una Conferenza di servizi a cui partecipano le Soprintendenze per i beni culturali e ambientali e la rappresentanza dell'Anci Sicilia, al fine di definire i contenuti relativi alla realizzazione degli interventi di installazione di impianti fotovoltaici negli edifici ricadenti nei centri storici, mediante l'esclusiva utilizzazione di impianti tecnologici innovativi, a basso o nullo impatto ambientale.

Art. 12 - Ambito di applicazione

1. Le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3, in deroga alle previsioni dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici comunali, si applicano anche agli edifici soggetti a specifiche forme di vincolo, a condizione che gli interventi possano essere autorizzati ai sensi della normativa vigente dagli enti preposti alla tutela del vincolo stesso.

2. Gli interventi previsti dalla presente legge non possono riguardare:
a) le zone di tutela naturalistica, il sistema forestale e boschivo, gli invasi ed alvei di laghi, bacini e corsi di acqua e le zone di tutela della costa e dell'arenile, come perimetrati nel piano territoriale paesistico regionale (PTPR) ovvero nei piani provinciali e comunali che abbiano provveduto a darne attuazione;
b) le zone interne alle aree A' e B' dei parchi regionali e le aree delle riserve naturali, ad esclusione dei territori ricompresi all'interno delle zone D' dei parchi regionali e delle pre-riserve. Per gli interventi realizzabili in detti ambiti i limiti massimi di incremento volumetrico previsto sono ridotti di un terzo. Detti interventi sono soggetti al preventivo nulla osta dell'ente parco;
c) le fasce di rispetto dei territori costieri, dei boschi, delle foreste e dei parchi archeologici;

d) le aree interessate da vincolo assoluto di inedificabilità, salvo quanto previsto dall'articolo 10;

e) le zone del demanio statale, regionale, provinciale e comunale; f) gli immobili oggetto di condono edilizio nonché di ordinanza di demolizione, salvo quanto previsto dall'articolo 3;
g) gli immobili privati situati su aree demaniali di proprietà dello Stato, Regione, provincia e comune;

h) gli immobili tutelati ai sensi di quanto previsto dalla parte II del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio;

i) gli immobili privati ricadenti nelle aree a pericolosità e/o rischio idrogeologico, elevato o molto elevato, come classificate nel vigente Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico di cui all'articolo 130 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6;

j) le zone A' come definite e perimetrate dagli strumenti urbanistici ai sensi di quanto previsto dal decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444; k) le aree di danno degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, ricomprese in quelle ad elevato rischio ambientale, qualora gli edifici risultino non compatibili con i criteri di sicurezza definiti dal decreto 9 maggio 2001 del Ministro dei lavori pubblici.3 -











Ars, approvato in commissione il piano casa
si potranno ampliare abitazioni bifamiliari




La commissione Ambiente e territorio dell'Ars ha approvato il Piano casa. In base a quanto contenuto nel testo, si potranno ampliare le abitazioni mono e bifamiliari. Prevista la premialità per la demolizione e ricostruzione di fabbricati non idonei sul piano della sicurezza e degli standard igienico-sanitari al di fuori dai centri storici. Si potranno realizzare in deroga parcheggi urbani interrati purché i privati si impegnino a realizzare in superficie zone a verde da donare ai Comuni e verrà introdotta anche la certificazione di rendimento energetico ai fini ambientali per le nuove abitazioni.

«Dopo mesi di stallo, il contributo decisivo del Pd ha permesso di arrivare all'approvazione del disegno di legge sulle norme di sostegno dell'attività edilizia e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente», affermano i parlamentari regionali del Pd Roberto Ammatuna, Davide Faraone e Salvatore Termine. «Il provvedimento - aggiungono - votato da Pd, Pdl Sicilia ed Mpa, con il solo voto contrario dell'Udc e nonostante l'assenza del Pdl ufficiale, vede al suo interno norme molto importanti per la riqualificazione urbanistica e il recupero del territorio. Tra i più importanti provvedimenti inseriti quello degli incentivi per il risparmio energetico degli edifici e per il non intervento in area A e centro storico».

Mpa. «Con il voto odierno - dice il capogruppo degli autonomisti all'Ars Francesco Musotto - le forze parlamentari dimostrano di raccogliere favorevolmente l'appello lanciato dal presidente della Regione Lombardo ad accelerare l'iter di questo atteso ddl».

Lombardo. «Si tratta di una norma che certamente darà vita a un circuito virtuoso di investimenti privati che potranno movimentare l'economia siciliana, nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni urbanistiche - dice il presidente della Regione Raffaele Lombardo - Uno stimolo per l'economia siciliana di cui l'Isola sente il bisogno. Con questo disegno di legge vogliamo anche tutelare il territorio da cementificazioni selvagge o speculazioni, avendo pensato norme di salvaguardia per evitare che questa opportunità possa trasformarsi in una sorta di nuova sanatoria indiretta».

(21 gennaio 2010)






L'Ars ha approvato il ''Piano casa''



Regolamentate agevolazioni, aumenti di cubatura 20-30%, certificazione di rendimento energetico ai fini ambientali




Il "piano casa" è stato approvato ieri in commissione all'Assemblea regionale siciliana. "Dopo mesi di stallo il contributo decisivo del Pd in commissione Ambiente e Territorio ha permesso di arrivare all'approvazione del disegno di legge sulle norme di sostegno dell'attività edilizia e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente", hanno affermato i parlamentari regionali del Pd Roberto Ammatuna, Davide Faraone e Salvatore Termine. "Il provvedimento - hanno sottolineato ancora - votato da Pd, Pdl Sicilia ed Mpa, con il solo voto contrario dell'Udc e nonostante l'assenza del Pdl ufficiale, vede al suo interno norme molto importanti per la riqualificazione urbanistica ed il recupero del territorio. Tra i provvedimenti inseriti quello degli incentivi per il risparmio energetico degli edifici e per il non intervento in area A e centro storico".

"Il disegno di legge approvato - ha spiegato Fortunato Romano, segretario della IV Commissione - prevede la possibilità di ampliamento per le abitazioni mono e bifamiliari, oltre che la premialità per la demolizione e ricostruzione di fabbricati non idonei sul piano della sicurezza e degli standard igienico-sanitari al di fuori dai centri storici. Prevista inoltre la possibilità di realizzare in deroga parcheggi urbani interrati purché i privati si impegnino a restituirli a verde ai Comuni".
Viene introdotta anche la certificazione di rendimento energetico ai fini ambientali per le nuove abitazioni. "L'obiettivo della legge - ha concluso Romano - è quello di realizzare maggiore sicurezza e comodità per le famiglie siciliane, oltre che il recupero ed il decoro dei centri urbani ed un maggiore rispetto dell'ambiente per le nuove costruzioni, così come disposto dal protocollo Itaca 2009, istituendo un marchio di qualità ambientale ed energetica [...] Siamo fortemente convinti che una ripresa forte dell'edilizia, comparto centrale per l'economia siciliana, così come richiesto dagli ordini professionali e dalle organizzazioni di categoria, possa contribuire a alleviare la crisi economica ed occupazionale che vive l'Isola".

Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo ha commentato l'approvazione del 'piano casa': "L'approvazione, da parte della commissione territorio dell'Assemblea regionale siciliana, del disegno di legge sul piano casa è una buona notizia per la Sicilia. Si tratta di una norma che certamente darà vita ad un circuito virtuoso di investimenti privati che potranno movimentare l’economia siciliana, nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni urbanistiche. Uno stimolo per l'economia siciliana di cui l'isola sente il bisogno. E' opportuno ricordare che si tratta di interventi di ampliamento o abbattimento e ricostruzione di edifici già esistenti e non di nuova edilizia". "Con questo disegno di legge - ha aggiunto Lombardo – vogliamo anche tutelare il territorio da cementificazioni selvagge o speculazioni, avendo pensato norme di salvaguardia per evitare che questa opportunità possa trasformarsi in una sorta di nuova sanatoria indiretta. Al contrario la nuova legge permetterà di riqualificare e ammodernare gli edifici della nostra isola dotandoli anche di importanti strumenti antisismici, di sistemi per la biodelizia ed il recupero dell'energia e di impianti di sicurezza di ultima generazione. Sono stati pensati strumenti di salvaguardia per gli edifici che abbiano valore monumentale e per i centri storici". "Infine è importante sottolineare – ha concluso il governatore siciliano - come siano state previste precise limitazioni anche nelle aree a rischio idrogeologico".

LE REAZIONI POLITICHE - "Il disegno di legge approvato dalla commissione Ambiente dell'Ars ha poco a che vedere con un piano casa, che dovrebbe innanzitutto dare una casa alle centomila famiglie siciliane che non ce l'hanno, e non contiene previsioni che possano dare il via ad una seria riqualificazione dell'edilizia esistente". Queste le parole di Franco Piro, componente della direzione regionale del Pd. "Al contrario - ha aggiunto Piro - c'é il rischio che si origini una nuova colata di cemento soprattutto nelle già intasate zone di residenza stagionale. Inoltre viene consentita anche la demolizione e la ricostruzione di edifici non residenziali e in sanatoria, andando ben oltre i contenuti della intesa siglata tra Stato, Regioni ed autonomie locali che non prevede alcuna delle due cose". "Addirittura - ha aggiunto Piro - vengono previste doppie premialità di cubatura (quella sanata e quella nuova) e premialità sotto forma di fortissimi sconti sui contributi di costruzione che rappresentano entrate proprie dei comuni e non possono essere toccati dalla Regione se non predisponendo gli opportuni finanziamenti compensativi". Per Piro "questo testo andrà sottoposto ad una attenta riscrittura se non si vuol perdere l'occasione per orientare l'edilizia residenziale siciliana verso la sostenibilità ambientale e, per questa via, sostenere l'economia siciliana".

"Nonostante l'assenza del cosiddetto Pdl lealista e l'ancor più grave defezione del presidente Mancuso, con l'approvazione del piano casa da parte della commissione Territorio e Ambiente dell'Ars abbiamo evitato l'anarchia e dato una risposta concreta alle esigenze del comparto, garantendo la sicurezza degli immobili e il rispetto dell'ambiente. Un buon testo che recepisce la legge nazionale migliorandola". Questa l'affermazione il parlamentare regionale del Pdl-Sicilia Franco Mineo. "Questa è la prima concreta risposta alle esigenze della Sicilia - aggiunge - che con responsabilità e coerenza giunge dai gruppi parlamentari che credono nel cambiemento. Alle parole, facciamo seguire i fatti, altri invece preferiscono solo impartire ridicole lezioni dal podio dell'aula parlamentare. A loro - conclude Mineo - la vuota retorica a noi i meriti dell'ammodernamento della nostra isola".

[Informazioni tratte da ANSA, Gds.it]




Sì al documento dalla commissione Territorio dell'Ars. Ora il testo andrà al voto in aula


In Sicilia i proprietari di immobili potranno ampliare gli edifici fino al 20% della cubatura, limite che può arrivare al 35% se il bene residenziale viene demolito e ricostruito e al 25% per le strutture destinate ad attività produttive. Unico obbligo è di utilizzare tecniche costruttive di bioedilizia. Via libera anche a parcheggi in aree verdi o agricole nei centri urbani e alla chiusura di verande e terrazze (non oltre i 50 metri quadrati).
E' quanto prevede il piano casa approvato ieri dalla commissione Territorio dell'Assemblea regionale siciliana e pronto per essere portato in aula per il voto finale. Il disegno di legge è stato licenziato, dopo varie modifiche e riscritture del testo che ne hanno rallentato l'iter. Il ddl é composto di 12 articoli e il governo è intenzionato a presentare in aula alcuni emendamenti, per esempio la possibilità di demolire un rudere e costruirlo in un'altra area sfruttando l'ampliamento. Il ddl permette di ampliare (esclusi immobili che hanno beneficiato di sanatorie), fino al 20%, edifici unifamiliari o bifamiliari, ultimati entro il 31 dicembre del 2008, purché in regola con il catasto e con il pagamento della tassa sui rifiuti (Tarsu) e dell'Ici (fino a un limite di 150 metri cubi). La possibilità di demolire e ricostruire l'immobile (anche sanato), ampliandolo fino al 35%, è consentita per gli edifici realizzati entro il 2003. Chi vorrà potrà creare stanze in veranda e nelle terrazze (fino a 50 mq). La legge consente di derogare ai piani regolatori generali e di risparmiare sugli oneri concessari: 20% in meno e 30% se prima casa, 50% per chi demolisce e ricostruisce. Per tutelare il paesaggio i comuni, entro tre mesi, possono stabilire in quali aree non è possibile demolire e ricostrure immobili, scaduti i termini i proprietari hanno tempo due anni per presentare le richieste. Per esaminare le pratiche, in ordine cronologico, i comuni potranno assumere consulenti con contratti di collaborazione. La legge esclude gli immobili pubblici, quelli in aree demaniali, in zone a rischio idrogeologico, in zone naturalistiche e forestali. Via libera alla legge sul “piano casa” della Regione siciliana in commissione Edilizia e Territorio dell’Assemblea Regionale. La norma, che aveva visto l’approvazione dell’articolato lo scorso 16 dicembre, potrà ora essere trasmessa a sala d’Ercole per la definitiva trasformazione in legge.

A dicembre era stato completato l’esame dell’articolato poi i lavori si erano fermati per un’ulteriore riflessione sulle norme aggiuntive ed in particolare sulle limitazioni all’applicazione delle disposizioni della nuova legge.


In quella sede erano stati confermati gli ampliamenti rispettando appieno le indicazioni provenienti dall’accordo Stato – Regioni ovvero solo nelle unità immobiliari unifamiliari o bifamiliari e limitatamente ad immobili di piccola dimensione.


“Intendiamo regolamentare un settore strategico dell’economia isolana – afferma Gentile – che, generando investimenti privati, avrà un forte impatto sull’occupazione. Il Piano Casa risponde alle esigenze di semplificazione normativa, superando ogni ostacolo burocratico ed interpretativo. Il Governo regionale – conclude l’assessore – procederà su questa strada ritenendo il Piano Casa un vero e proprio volano per il rilancio delle politiche abitative ed edilizie in Sicilia.”





C’è un sistema infallibile per non essere accusati di mafia: non incontrare mafiosi, non andare a cena con loro né ai loro matrimoni e soprattutto non stipulare con loro “patti elettorali ferrei”. E’ dura, ma ce la si può fare.
Riceviamo e pubblichiamo:

Nell'articolo: "Signor "Sindaco" Gaspare Portobello: la bugia è una mezza verità" a proposito di minacce e quant'altro messo in atto da un gruppo ben identificato di persone avevamo a riferire di un episodio alquanto sconcertate:


"............ Veda l’esempio della Signora che Lei altezzosamente ha redarguito fino a farla star male, oppure il fratello di un consigliere che si sente dire dei rischi in cui può incorrere il fratello se…, oppure gli interventi rabbiosi ed insultanti contro il MIO AMICO e concittadino Nino Rubino. Naturalmente e sono solo alcuni esempi. "


Ebbene Cittadini di Isola delle Femmine ROCKY è arrivato e LA VENDETTA si è consumata.



Complimenti "Signori"! Siete stati di parola!

Cimitero di Isola delle Femmine sabato 16 gennaio ore 11,45
Intento a scattare fotografie sul degrado di alcune tombe del cimitero, vengo verbalmente redarguito allo scopo di non interessarmi delle cose del "nostro paese". Mi viene da chiedere se nel "Nostro paese" si intende anche la mia persona.
Ascoltate una parte di quello che succede nella ROSARNO isolana, mi dispiace per il dr. Lucido di non essere negro.
Naturalmente la parte più truculenta dello sproloquio razzista-mafioso non è stato riportato per segreto istruttorio.


La gatta frettolosa fa i gattini ciechi?



Signori, prima di prendere qualsiasi provvedimento "punitivo" nei confronti del vostro avversario politico, sarebbe stato il caso di verificare sul posto quanto il Cittadino ha fatto e probabilmente l'azione poteva trovare una sua allocazione legale diversa. O NO?


Decreto Presidente della repubblica 380 articolo 6

Art. 6 (L) - Attività edilizia libera
(Legge 28 gennaio 1977, n. 10, art. 9, lett. c); legge 9 gennaio 1989, n. 13, art. 7, commi 1 e 2; decreto legge 23 gennaio 1982, n. 9, art. 7, comma 4, convertito in legge 25 marzo 1982, n. 94)
1. Salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attivita' edilizia e, in particolare, delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, i seguenti interventi possono essere eseguiti senza titolo abilitativo:
a) interventi di manutenzione ordinaria;
b) interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio;
c) opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico o siano eseguite in aree esterne al centro edificato.








GRUPPO POLITICO E CONSILIARE



"RINASCITA ISOLANA"







VERGOGNA










SINDACO RIDICOLO E CAPO DELL'U.T.C. SERVO SCIOCCO SI



MOBILITANO PER SEQUESTRARE UN LOCULO CIMITERIALE




PORTOBELLO - D'ARPA, FORTI CON I DEBOLI E SERVILI CON I



POTENTI!






NON VEDONO LE LOTTIZZZAZIONI ABUSIVE, LE DISCARICHE A



CIELO APERTO E LO SCEMPIO DI TUTTO IL LITORALE.



SI PREOCCUPANO INVECE DI ESERCITARE






LA RITORSIONE POLITICA SUI DEFUNTI, SOLO PERCHE'



PARENTI DI UN CONSIGLIERE COMUNALE DI OPPOSIZIONE!!!






IL MOVIMENTO POLITICO RINASCITA ISOLANA DENUNCIA



ANCORA UNA VOLTA QUESTA AMMINISTRAZIONE DEL






MALAFFARE, INQUINATA AL SERVIZIO DEI PROPRI INTERESSI



PERSONALI CHE CALPESTA I DIRITTI DEI CITTADINI DI ISOLA.






CHE SQUALLORE!









ISOLA DELLE FEMMINE 13.01.2010








Il nostro richiamo agli articoli del D.p.r. di cui sotto a seguito degli strani movimenti (oltretutto non nuovi) che si sono susseguiti, all'interno dell'area cimiteriale, nelle giornate di martedì e mercoledi (chiuso ma aperto per amici e...... ) il tutto alla presenza di qualche amministratore. Da informazioni ricevute sembra che il Sindaco abbia richiesto al custode del cimitero una urgente e dettagliata relazione su quanto si stava verificando all'interno del cimitero. Forse la motivazione, della richiesta del Sindaco, è da ricercare in una sua giustificata preoccupazione del venir meno nell'osservanza di quanto dispone la legge sulla estumulazione delle salme?

O altro?

Signor "Sindaco" professore Gaspare Portobello, visto la presenza nell'area cimiteriale di un AMMinistratore, poteva chiedere direttamente a Lui, lumi e ragioni su quanto stava avvenendo all'interno del cimitero. Lui sarebbe stato in grado di informarLa in maniera dettagliata sulle voci della "probabile" traslazione di una salma da un loculo ad un altro. Tant'è che nell'operazione di traslazione si stava paventando il serio rischio di una caduta della salma che si stava traslando. Le urla hanno attirato l'attenzione di "qualche cittadino" che grazie al SUO aiuto ha evitato il peggio. Nell'operazione di movimentazione è andato rotto ma solo in un angolo il marmo di chiusura del loculo. Pazienza si può riparare.

In base a quanto dipone l’articolo 63 ed in riferimento allo stato di conservazione oggetto del verbale di sequestro saremmo interessati a conoscere gli atti emessi dal Comune per l’osservanza da parte del concessionario di quanto legiferato (Buono stato di conservazione dei manufatti e responsabilità dell'Ente Comune nel controllo e negli obblighi dei provvedimenti da adottare).

Visto l’evidente stato di abbandono il Comune ha assolto a quelle che sono le funzioni che la legge ha disposto in termini di controllo e di responsabilità?

Decreto Presidente della Repubblica 265/90

D.P.R. 285/90


ART. 63

I concessionari devono mantenere a loro spese, per tutto il tempo della concessione, in buono stato di conservazione i manufatti di loro proprietà.Nel caso di sepoltura privata abbandonata per incuria, o per morte degli aventi diritto, il Comune può provvedere alla rimozione dei manufatti pericolanti, previa diffida ai componenti della famiglia del concessionario, da farsi, ove occorra, anche per pubbliche affissioni.


ART. 83

Le salme possono essere esumate prima del prescritto turno di rotazione per ordine dell'autorità giudiziaria per indagini nell'interesse della giustizia o, previa autorizzazione del Sindaco, per trasportarle in altre sepolture o per cremarle.Per le esumazioni straordinarie ordinate dall'autorità giudiziaria le salme devono essere trasportate in sala autoptica con l'osservanza delle norme da detta autorità eventualmente suggerite.Tali esumazioni devono essere eseguite alla presenza del coordinatore sanitario dell'Unità Sanitaria Locale e dell'incaricato del servizio di custodia.

ART. 92

……….. Con l'atto della concessione il Comune può importare ai concessionari determinati obblighi, tra cui quello di costruire la sepoltura entro un tempo determinato pena la decadenza della concessione.Non può essere fatta concessione di aree per sepolture private a persone o ad enti che mirino a farne oggetto di lucro e di speculazione.



Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)
Caricato da isolapulita. - Guarda gli ultimi video.



“Sindaco” Portobello La bugia è una mezza verità



Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)



Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Buongiorno, Buon pomeriggio oppure Buona sera, ciò dipende da quando Lei mi concede il piacere di leggermi. Comunque un consiglio per Lei, la lettura mai a ridosso dei pasti.


Prima di entrare in argomento Signor “Sindaco” mi permetta di congratularmi con Lei per la capacità a dimenticare alcune scomode VERITA’ che Lei garbatamente tende spesso e volentieri ad “omettere”, ma soprattutto le mie congratulazioni per la Sua capacità di cambiare posizione repentinamente e senza nemmeno avvertire il Suo Assessore all’Ambiente dr. Marcello Cutino. Mi creda Signor “Sindaco” mi vedevo già Lei sotto i riflettori delle telecamere e assediato dai flash dei fotografi mentre Lei con cazzuola e cemento posava la prima pietra della costruzione, a Isola delle Femmine, del traliccio per l’installazione dell’antenna Radar atta a rilevare il Wind Shear , così come leggiamo da una Sua missiva, che Lei responsabilmente ha FIRMATO, alla Società Marisicilia protocollo 1423 del 27 gennaio 2006.


Per carità Signor “Sindaco” mi creda non voglio certamente tornare di nuovo sulla Sua affidabilità o sulla Sua coeerenza e neanche sulla Sua credibilità, mi preme invece attirare la Sua attenzione sui rischi politici giuridici ed istituzionali che Le possono derivare e le conseguenze di un sicuro e lento disfacimento della Sua maggioranza, l’esperienza Le dice che l’attuale Assessore geologo Marcello Cutino nella scorsa legislatura aveva rassegnato le sue dimissioni per contrasti con la sua maggiorana sulla diversa visione delle tematiche ambientali e su atti e decisioni concordate a sua insaputa.


Si ricorda Signor “Sindaco” Gaspare Portobello? Stiamo parlando dell’ASSESSORE Cutino Marcello anche in riferimento alla richiesta di dimissioni avanzate dal gruppo Rinascita Isolana perché risulta essere parente acquisito di un nostro Concittadino che Lei in una seduta di Consiglio ha definito essere mafioso.


Scusi la digressione Signor “Sindaco” e andiamo avanti dunque………


Veda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei ha un grosso problema, come ho avuto il modo di dirLe in diverse occasioni in cui ho avuto il piacere di intrattenerLa: Lei si preoccupa TROPPO in chi io SIGNOR Pino Ciampolillo ripongo la mia fiducia, la mia credibilità, la mia disponibilità, la mia INTELLIGENZA, il mio estro, la mia fantasia. Io penso che questo non frega niente a nessuno, ma soprattutto, cosa non da poco mi creda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, non incide minimamente sulla tenuta della legalità, della democrazia e della Trasparenza dell’Istituzione Comune che Lei dovrebbe rappresentare.


I Cittadini sono invece molto interessati al fatto che sulle elezioni amministrative di Isola, anche a seguito di quanto da Lei dichiarato in Consiglio Comunale, è aperta un’indagine della magistratura sul possibile intervento della mafia nelle ultime elezioni, sulla mercificazione delle elezioni amministrative, sulle consulenze, sulle concessioni edilizie rilasciate in prossimità delle elezioni e subito dopo, sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sull’affidabilità di un pubblico dipendente, insomma su tutti gli atti che ha prodotto la Sua amministrazione. La Cittadinanza è invece preoccupata sulla richiesta fatta alle Autorità competenti di istituire una Commissione di Accesso per verificare l’eventuale e non auspicabile scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine. La caserma dei Carabinieri di Isola è ormai un continuo viavai di persone che denunciano fanno mettere a verbale quanto dichiarano di aver vissuto e subito in termini di legalità, malaffare e di poca trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione di Isola. Purtroppo le ultime notizie di stampa sono un ulteriore conferma di questo stato di degrado. I Cittadini di Isola delle Femmine sono preoccupati delle indagini che la magistratura ha aperto sui fatti e misfatti di Isola delle Femmine. Grazie a Lei, al Suo gruppo politico, alla sua maggioranza la Sua definizione di Isola delle Femmine come “Isola felice” sta diventando disgraziatamente “l’isola dei famosi”, e quelle che venivano considerate “beghe di paese” si stanno rivelando delle lacerazioni del tessuto socio-economico-istituzionale di Isola delle Femmine.


Signor Sindaco Professore Gaspare Portobello la smetta di preoccuparsi della MIA PERSONA e valuti attentamente cosa io e i CITTADINI sani di questo PAESE abbiamo da dirLe. Spalanchi le orecchie, la mente ma soprattutto il cuore, si renda disponibile al confronto civile democratico e RISPETTOSO dell’interlocutore


Inizi per esempio a non autoincensarsi della Sua educazione rispetto ai Cittadini di Isola delle Femmine, mi segua Signor "Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini hanno la capacità e l’intelligenza per apprezzare la Sua buona educazione.


Veda l’esempio della Signora che Lei altezzosamente ha redarguito fino a farla star male, oppure il fratello di un consigliere che si sente dire dei rischi in cui può incorrere il fratello se…, oppure gli interventi rabbiosi ed insultanti contro il MIO AMICO e concittadino Nino Rubino. Naturalmente e sono solo alcuni esempi.


Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi tolga una curiosità, come vive le accuse (ad onor del vero sono tutte accuse che andrebbero provate, e non bastano certamente le schede elettorali segnalate, oppure la facile licenza edilizia, o alcuni professionisti amministratori che firmano progetti costruttivi o dei sequestri di beni a parenti di dipendenti comunali, come non basta citare il caso denunciato da alcuni elettori cittadini che oltre alla promessa del solito posto di lavoro, hanno ricevuto un contributo economico per aver sponsorizzato la lista Progetto Isola del “Sindaco” Portobello e tutti gli altri casi denunciati alle Autorità Giudiziarie, come non bastano certamente le delazioni di alcuni mezzi di comunicazione Stampa Riviste Giornali e televisioni, fatte circolare in paese di probabili beneficenze della Calliope s.r.l. ad alcuni figli di amministratori consistenti in appartamenti) accuse di “mafiosità” che continuamente rivolgono a Lei oltre che a componenti della Sua giunta sino a coinvolgere alcuni componenti del suo gruppo politico. E’ pur vero che a queste “fastidiose” ed imbarazzanti presenze si contrappongono i baluardi della legalità rappresentati dal Presidente della Commissione bilancio il Consigliere Guttadauro, il baluardo della legalità rappresentato dal Vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo. SI! lo stesso consigliere che negli anni passati, CONTRO la sua parte politica, ha promosso alcune interrogazioni parlamentari contro la presenza mafiosa nellamministrazione di cui già allora aveva in Lei la massima rappresentanza. La vedo sorridere le persone messe sotto accusa allora, continuano OGGI a presidiare il Comune. A fronte di questa situazione Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi creda, non Le conviene stare più con due piedi in una scarpa anche perchè comunque le scarpe si vendono sempre a paia. Si è lo stesso geometra Dionisi che va dicendo in giro “ …. fuss pi mia scurerei questo sito di isola pulita…” non rendendosi probabilmente conto, il Signor geometra Dionisi Vincenzo che oscurare un sito, chiudere un giornale, impedire di parlare, significa togliere spazi di democrazia di dibattito di discussione e di crescita umana sociale e spirituale di una comunità. Lungi da me strumentalizzare il pensiero dell’onorevole Gianfranco Fini, sulla libertà di espressione, probabilmente il geometra Dionisi Vincenzo ha fatto abiura del suo trascorso politico, rinnegando così le sue provenienze politiche, le sue battaglie contro il malaffare, contro la corruzione, le sue battaglie contro l’inquinamento mafioso della cosa pubblica. Il nostro comune amico geometra Dionisi Vincenzo, forse il paese che lui voleva servire (prima di essere eletto) si è numericamente rimpicciolito.


n.b. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello l’onorevole promotore della interrogazione parlamentare (di allora) è lo stesso onorevole OGGI relatore di maggioranza sul caso della richiesta di arresto dell’onorevole Cosentino. Pensi! Signor “Sindaco” che Lei, nei giorni scorsi, ha avuto il piacere di un convivio cullinario in un ristorante del nostro paese. Immagino, sia stato bello, riparlare degli stessi problemi dopo tanti anni. Si è pur vero che ha dovuto faticare con l’interlocutore per fargli comprendere che quelli che ieri erano suoi avversari o quantomeno tali li considerava, OGGI sono i suoi più fidati SPONSOR. Grande il dilemma rimasto all’onorevole: Ma a Isola delle Femmine cosa cambia il tempo o le persone? L’onorevole ancora oggi è alla ricerca di uno straccio di risposta.


Complimenti Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è riuscito a spiegare bene al Suo interlocutore questo doppiopesismo o come dicono gli esperti cerchiobottismo.


Infine Signor “Sindaco” in prossimità delle feste natalizie, il mio augurio che Babbo Natale Le porti in dono la Riscoperta del Suo senso dell’ UDITO per ASCOLTARE la ricchezza delle Idee, Proposte Suggerimenti dei Suoi interlocutori, un altro dono vorrei Le fosse recapitato la Riscoperta del Suo senso della VISTA per avere Lei la grande opportunità di ammirare l’immenso Amore, la grande Umanità che sta oltre il Suo “giardinetto” e che con i Suoi “paraocchi”oggi non riesce a vedere.


Con Stima e simpatia anche se non ricambiata il nano malefico


per gli AMICI Pino Ciampolillo


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/12/rinascita-isolana-abbandona-laula.html


ed ora passiamo al Consiglio Comunale di questa sera:



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AL PRESIDENTE

DEL C.C.

AL SINDACO

AL PREFETTO DI PALERMO

DOTT. GIANCARLO TREVISONE

Oggetto: dichiarazione consiliare


Il gruppo “Rinascita Isolana” abbandona l’aula consiliare rilasciando la seguente dichiarazione che chiede sia inserita nel verbale della seduta odierna del Consiglio Comunale.

In seguito al rigetto della richiesta di concessione della sala “Padre Bagliesi” – depositata dal capogruppo Caltanissetta Giuseppe in data 12.12.09 – l’opposizione prende atto della repressione del dissenso e della volontà di tacitare l’opinione pubblica praticate dall’Amministrazione Portobello in modo costante in questi primi mesi di governo del Comune.

Affrontare il tema della legalità rappresenta per il sindaco un problema insormontabile, tanto da spingerlo a costringere il Presidente Giucastro a negare la parola ai consiglieri di minoranza; a replicare in modo inopportuno all’istanza di convocazione del C.C. presentata dall’opposizione in merito all’argomento “Infiltrazioni mafiose all’interno dell’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine”; ad impedire il dibattito durante il convegno-farsa dell’11.12.09, significativamente disertato dal Presidente della Commissione Regionale Antimafia; ad aggredire i cittadini che hanno il coraggio di denunciare il comportamento del sindaco ed il complesso di affari che ne hanno determinato il successo elettorale e – last but not least – a respingere la legittima richiesta del movimento politico “Rinascita Isolana” di poter disporre dell’aula consiliare per realizzare un dibattito pubblico sul tema: “Istituzioni e burocrazia: la sfida della legalità”.

I rappresentanti della minoranza consiliare invocano un pronto intervento del Prefetto perché si attivi per monitorare l’attività amministrativa del Comune di Isola delle Femmine ed assumere l’ormai necessaria decisione dello scioglimento per infiltrazioni mafiose.


La mortificazione della dignità istituzionale del Consiglio e del suo Presidente – a cui oggi chiediamo ufficialmente di prendere le distanze da un sindaco irrispettoso dei più elementari principi della democrazia, per evitare d’esser risucchiato nel vortice di arroganza, prevaricazione e vischiosità giuridica e politica che sta lentamente avvolgendo gli amministratori isolani – ben si inserisce nell’operato del Portobello, che ha conquistato il consenso elettorale a suon di concessioni edilizie; ha candidato all’interno della sua lista e poi voluto al suo fianco in Giunta i nipoti di persone già sottoposte a misure di prevenzione e condannate per associazione a delinquere di stampo mafioso; ha proseguito nella sua gestione familistica della cosa pubblica – puntellata da assunzioni ad hoc, nomine di consanguinei di assessori e consiglieri, commissioni formate da parenti, amici e soci.

Un sindaco che rifiuta il confronto sul tema della presenza della mafia nel territorio isolano offre un’immagine distorta e deteriore della comunità isolana e aggrava i sospetti circa l’esistenza di un sodalizio affaristico che di fatto gestisce Isola delle Femmine.

Non è ammissibile che un sindaco non si pronunci sui recenti sequestri di beni immobili realizzati dai Ros nel nostro Paese, a quanto pare relativi a parenti dei vertici dell’UTC.

Non è ammissibile che un sindaco applauda l’on. Apprendi, che apertamente afferma la necessità di rimuovere amministratori locali e dirigenti con parenti mafiosi o comunque sospettati di esser vicini a Cosa Nostra, ed impronti poi il suo governo a comportamenti assolutamente opposti.

Non è ammissibile che un sindaco cerchi di darsi una credibilità antimafia e parallelamente prosegua ad occultare provvedimenti amministrativi scomodi, frequentare personaggi già destinatari di misure di prevenzione ex l.n. 646/82, intimare agli avversari politici – in modo sconveniente – di tacere.

L’antimafia di Portobello, Palazzotto e Cutino è l’antimafia del silenzio, l’antimafia delle concessioni edilizie, l’antimafia degli zii danarosi, l’antimafia degli zii assessori/consulenti/progettisti, l’antimafia delle Commissioni Edilizie blindate, l’antimafia dei convegni ad personam in cui è vietato prender la parola.

I consiglieri di “Rinascita Isolana” respingono l’accusa del sindaco di non aver digerito il risultato elettorale del 6 e 7 giugno 2009 e lo informano piuttosto di aver capito le ragioni del successo del gruppo “Progetto Isola” e di sperare che, adesso, queste ragioni vengano colte anche dalla Procura della Repubblica.

E lasciando l’aula si augurano che il Presidente Giucastro – del cui senso di responsabilità non dubitano – si ravveda: sulla vostra nave che affonda, chi resta a bordo non è un eroe. Annega.

Isola delle Femmine, 18.12.09 I consiglieri comunali








il comitato della legalità scrive e segnala:

Verifica immobile Paolo Aiello Corso Italia, Favaloro Giuseppa, Aiello Paolo Via Sciascia, Giucastro Giuseppe Via Verdi, Giucastro Alessandro Via Verdi, Billeci Pierina Via Sciascia, Lucido Salvatore Via Toscanini, D'Arpa Sandro Viale della Torre


Segnalazione Abusivismo D'Arpa Francesco padre dell'architetto D'Arpa Sandro Cpo Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine





Contestazione verbale di ordinanza a Romeo Antonino Via Toscanini e denuncia condizionamenti da parte dell'amministrazione all'architetto Albert Giovanni (licenziato qualche anno addietro, a seguito di una sentenza è stato reintegrato in servizio. Il licenziamento a seguito dell'accusa di "celare" oltre 800 pratiche di sanatoria edilizia, in realtà aveva denunciato casi di abusivismo contro gli stessi amministratori che poi con un delibera di giunta lo hanno licenziato. Isola delle Femmine zona franca non esiste il conflitto di interesse



Solidarietà con il Cittadino Giuseppe Ciampolillo






A Isola delle Femmine è facile dimenticare. Tutto scivola addosso a certi personaggi " politici". Nulla li tange. Sono i Don Nuddu della politica Isolana





TAR Napoli, Sez. I, 15 giugno 2006 / 02 agosto 2006, n. 7783 (Pres. Donadono, est. Severini)
S’è affermato di recente, da parte della Sezione, che: “Lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ai sensi dell’art. 143 d. lg. 267/00, non esige né la prova della commissione di reati, né che i collegamenti tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da prove inconfutabili; sono sufficienti, invece, semplici “elementi” (e quindi circostanze di fatto anche non assurgenti al rango di prova piena) di un collegamento e/o influenza tra l’amministrazione e i sodalizi criminali” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, 06 febbraio 2006, n. 1622); e, ancora, che: ”Ai fini della valutazione della legittimità del provvedimento prefettizio di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, è irrilevante il fatto che gli elementi acquisiti dimostrino la sussistenza soltanto di un collegamento tra associazioni mafiose e organi di gestione, quando risulti comunque che gli organi elettivi siano gravemente venuti meno ai propri doveri di vigilanza e controllo sull’apparato gestionale – amministrativo dell’ente locale” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, ibidem).

Art. 416-ter, codice penale – Scambio elettorale politico – mafioso
La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.



Leggi gli aggiornamenti sull'"isola felice" del Sindaco Professore Gaspare Portobello e dell'Assessore all'ambiente dr. Cutino Marcello con la benedizione del vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo (fussi pi mia ti farei scurar u blogg. dichiarazione del 21 dicembre ore 20,08)

clicca qui....... Isola delle Femmine Razzanelli Operazione EOS



EDILIZIA SENTENZE ABUSIVISMO LICENZE ORDINANZE


*48 'o muorto ca parla ... nel cimitero di Isola delle Femmine




*Sentenza 2010 Verande
*Verande Sentenze



*Ho paura, ma vado avanti




*Un letto a tre piazze




*Isola delle Femmine I politici come la munnezza si riciclano




*Pino Ciampolillo intervista il “Sindaco Prof Gaspare Portobello




*Il Sindaco Portobello mena per il naso i Cittadini di Isola delle Femmine




*ABusivismo edilizio Pino Ciampolillo ?
Perseguite il nano malefico




*ABBBBBUSIVISMO Edilizio Ordinanza 75 Callea moglie del Sindaco Portobello




*Edilizia dossier abusi edilizi con sentenze e circolari




*Ho paura ma vado avanti




*CIRCOLARE n° 96151 dell'11-11-09 Tutela Paesaggistica




*Circolare BBCCAA 117839 Terrazze 1.12.06




*SANATORIA Decreto AA BB CC
(sblocca istanze)




*ABUSIVISMO EDILIZIO Ordinanza 70 RISO ROSARIO




*“Spazi Chiusi” dell’arch D’Arpa




*“Spazi Chiusi” dell’arch D’arpa circolare 53969 09/03




*Architetto D'Arpa Sandro conferimento della Posizione organizzativa del 3° Settore Tecnico




*ABUSIVISMO edilizio Virga Anna ordinanza 72




*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori




*ORDINANZE U.T.C Lucido,Bruno,Romeo,Crivello,Bologna,Caltanisetta,Rubino




*Denunce di abusivismo edilizio a Isola delle Femmine




*Legge 24 novembre 2003, n. 326




*Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio




*L.R. 4/03 articolo 20 circolare
*L.R. 4/03 articolo 20 sentenza




*ARTICOLO 9 L.R. 37/85

*CIRCOLARE 5/3/04 n 2 L.R.4/03




*Paesaggio, novità per l'autorizzazione a costruire




*
Sentenza veranda isola delle femmine




*Sentenza Tettoia




*Autorizzazione paesaggistica: ok sull'iter semplificato
*Per una tettoia basta la Dia
*Tettoie Sentenza




*Tar Campania, Napoli, Sez. II - 2 dicembre 2009, n. 8320




*
Isola Abusivismo edilizio

*
Ordinanza n 57 13 ottobre 2009 vincoli urbanistici
*Monitoraggio abusivismo edilizio

*
Art 10 legge 47/85 Opere Precarie

*
Art. 17 della legge 28 gennaio 1977 n. 10 Opere precarie

*Le norme sulla VAS nei PRG
*norma transitoria sulla VAS
*Decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4
*Le norme sulla VAS nei PRG
*Lettera all'Assessore
*D.Lgs. 4/2008 correttivo al D.Lgs. 152/2006




*P.R.G. V.I.A. Decreto Legislativo 4/2008 Emendamento Sanatoria




*Disegno di Legge sulla VAS




*COMMISSIONE edilizia potere politico e potere amministrativo




*Isola delle Femmine Tutela Pesaggistica decreto 151




*P.R.G. normativa Approvazione Adozione PRG




*
P.r.g. tav 2,6 consistenza aree libere lottizzazioni

*
Lottizzazione lo bianco
*Lottizzazioni Isola: Di Matteo, Lo Bianco, La Paloma, Piano volumetrico Scalici

*
Commissari ad acta nei comuni per lottizzazioni
*P.r.g. Isola delle Femmine




*PRG Isola delle Femmine



*P.R.G. Isola delle Femmine




*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
*Sequestro beni mafiosi a Isola delle Femmine
*Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine (qualche mese addietro)
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico




*Dirigenti Ufficio Urbanistica Regione Sicilia



*Abusivismo Edilizio Vincoli Cimiteriali




*Sanatoria Vincoli cimiteriali art 16 LR 26/86




*Sanatoria Vincoli cimiteriali art 56 LR 27/86




*Isola Richiesta parere Regione fascia 150mIsola delle Femmine V.I.A. PORTO




*
P.R.G. Tavole visive
*DPR 6/6/01 n. 380 Testo Unico materia edilizia

*
L'urbanistica nella sua evoluzione (Cristiano Bevilacqua)
*Rapporto dal Territorio 2003

*
Disegno di legge: "Norme per il governo del territorio"
*Il tavolo tecnico

*
Disegno di Legge

*
Circolare 2008 Pianificazione Urbanistica

*
Stato della pianificazione comunale ordinaria

*
I condoni edilizi a Palermo e in Sicilia




*
La legge del cemento: polemiche dopo l'approvazione del Piano Casa Sardegna



*Piano Casa in Sicilia si ritorna al passato
*Piano Casa, In Sicilia per pochi ma non per tutti




*
L'Aquila, ecco i nomi degli indagati per i crolli della Casa dello studente e del Convitto

*
Floresta, l´unico comune senza una sola casa abusiva

*
Villette abusive, tremila fabbricati a rischio confisca




*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico



* Commissariare Palermo per lo sconcio di Pizzo Sella"




*
Intervista a Portobello sindaco di Isola delle Femmine

*
La solitudine di un letto a tre piazze



*Il Ponte s'ha da fare… « NuovoSoldo.it
*Enrico Di Giacomo » Blog Archive » MAFIA E POLITICA IN SICILIA ...
*MilanoBit » MILLS: PROCESSO BERLUSCONI RIPRENDE IL 27 NOVEMBRE ...
*Filippo Di Maria curava la casa di Scopello del senatore Antonino ...
*Area a rischio ambientale, le indagini dell'Oms
*Attentato incediario contro auto sindaco Borgetto LiberaMente
*Borgetto, incendiata l'auto del Sindaco Fascio e Martello
*Puc in Consiglio
*In risposta a Gibi: "quando ad aggirare un morto siamo noi".
*Sciolto il consiglio comunale di Furnari
*Mafia a Isola
*HO PAURA ma…



*P.R.G., PORTO, Messa in sicurezza Porto, P.U.D.M., procedura V.I.A./V.A.S., Isola delle Femmine



*GURS Parte I n. 53 del 2003 porto isola decreto messa in Sicurezza



*Porto Isola manca VIA messa in cirurezza



*Filippo Di Maria curava la casa di Scopello del senatore Antonino Papania




Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985



Isola delle Femmine: "Sindaco Portobello, la bugia è una mezza ... Il Vespro




FURNARI sette consiglieri si dimettono



Edilizia Popolare Carini
Sentenza Esproprio P.E.P. Carini
Manutenzione ordinaria di edilizia libera ex art. 6 d.p.r. 380/0











Primo Piano RAI

Sentenza VOTI SEGNATI PALazzotto

Solidarietà al Cittadino Giuseppe Ciampolillo

La bugia è una mezza verità

Bagarre al Consiglio Comunale Isola delle Femmine

Un Ente locale chiaccherato

“Sindaco” Portobello La bugia è una mezza verità

UNA BIOGRAFIA “NON AUTORIZZATA” RACCONTA MISTERI E SEGRETI DI ...

La Bugia è una mezza verità (giro di vite)

Solidarietà a Ciampolillo (giro di vite)

Pino Ciampolillo: Gad Lerner

Mannino Angelo Bologna Stefano

Ispezione Antimafia al Comune di Carini

Operazione EOS

Pino Ciampolillo su Inchiesta su Sanità e Malattie oncologiche a Trapani : “Sindaco” Portobello La bugia è una ......

Quotidiano di Sicilia

Isola delle Femmine: "Sindaco Portobello, la bugia è una mezza ... Il Vespro

Pino Ciampolillo su Beppe Alfano, giornalista di mafia, domani l'anniversario della morte:

LiberaMente

Isola Pulita scrive a Napolitano

Isola delle Femmine l’isola dei ricchi e dei poveri?

Non poteva non sapere

Nicola Caputo

Paese Notizie

Il mistero buffo - Situazione patrimoniale Consiglieri Comunali ...

L'encomiabile attività di contrasto alla mafia

"Non c'è più rispetto per il consiglio comunale"

Marigliano, Pd: gli interessi personali dissolvono la maggioranza

La sinistra in mano alla ndragheta

Informazione Qualità Sfruttamento

FURNARI sette consiglieri si dimettono

Caro Signor Presidente del Consiglio Ragioniere Giucastro Signori Consiglieri e Signor Sindaco

Il mistero buffo - Situazione patrimoniale Consiglieri Comunali ...

ROSARNO la-rivolta-degli-operai-africani-di-calabria-8-gennaio

Adolfo Parmalina, una persone perbene.

Isola delle femmine ponzio pilato al muro del pianto

Isola delle femmine consulenze elezioni ed eletti

IO NON voto

Di nome faccio PONZIO

Caro “Amico” Ti scrivo così mi rilasso un po’

Caro Sindaco Ti scrivo

Signor “Sindaco” può dirmi………

Isola Pulita

Rinascita Isolana Pubblici I redditi degli amministratori

48 'o muorto ca parla ... nel cimitero di Isola delle Femmine

Obbligo per i Comuni Albo Pretorio telematico da Luglio 2010

* Il Sindaco Portobello mena per il naso i Cittadini di Isola delle Femmine


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