SCIOLTO PER INFILTRAZIONI
MAFIOSE IL COMUNE DI...
di isolapulita





Una Donna il suo gioiello più prezioso non lo indossa, lo mette al mondo. Gramellini




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.





"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).





 

lunedì 31 marzo 2008

IL SINDACO SI AMMUCCIA

E' GIUNTO IL MOMENTO GENTILISSIMO SIGNOR SINDACO DI PRENDERSI LE RESPONSABILITA' DELLA CARICA CHE SI RICOPRE. LA FINISCA DI AMMUCCIARSI






ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)


La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.

L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.


Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).



Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

Caricato da isolapulita





http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2008/03/il-sindaco-si-ammuccia.html



venerdì 28 marzo 2008





LA CASTA DI ISOLA DELLE FEMMINE Correva l'anno 2001 e l'estate era prossima a venire quando l'attuale Capogruppo Consiliare di “Isola per Tutti” e Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, presenta una richiesta di liquidazione a saldo delle competenze professionali per gli studi di indagini geologiche e geomorfologiche relativi al progetto di massima di 36 alloggi popolari da realizzare in Via Libertà in Isola delle Femmine.
L’incarico gli era stato affidato nel lontano 1997 con regolare delibera di Giunta.

La Giunta era guidata dal Sindaco

STEFANO BOLOGNA ,

mentre il Professore PORTOBELLO GASPARE ricopriva la carica di Assessore

e il Signor AIELLO PAOLO aveva la carica di ViceSindaco.

Del progetto di massima per la costruzione dei 36 alloggi popolari erano stati

incaricati oltre al DOTTOR MARCELLO CUTINO come GEOLOGO

l’Arch LICATA ANDREA e

l’Ing Lupo Mario Lupo.

Nel mese di Giugno al DOTTOR CUTINO MARCELLO viene determinata la liquidazione della parcella in lire 8.192.985 (bei tempi! Si parlava ancora di LIRE. Allora si che aveva il suo VALORE! nevvero?) il responsabile del settore X Ufficio Tecnico era Ing Usticano Francesca ed il responsabile del procedimento risultava essere il geom Dionisi Santo, l’attestazione della copertura finanziaria è stata attestata dal Rag Fontanetta Biagio.
Anche se a distanza di anni non vorremo che i nostri AMICI si ritrovino nella stessa situazione di Gianni (del film C’eravamo Tanti amati) "Quando, dopo tanti anni si ritrovano, Gianni non ha il coraggio di dire agli amici che è ..."

No!

Non siamo affatto scandalizzati dalla sacrosanta liquidazione della PRESTAZIONE
offerta dai professionisti.

Dobbiamo però confessare di essere veramente arrabbiati!

Siamo stanchi di girare Isola delle Femmine in lungo e in largo all'affannosa ricerca dei 36 alloggi popolari, ad oggi non siamo riusciti a trovarli.
Abbiamo chiesto informazioni persino alla Polizia Municipale niente non ne conoscevano l'ubicazione di questi 36 alloggi popolari.

Siccome siamo dei testardi ci siamo finalmente decisi a rivolgerci all'Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine, in attesa del funzionario momentaneamente fuori stanza, i nostri occhi cadono su una cartellina posata sulla scrivania "ISTRUTTORIA RICHIESTA VARIANTE DEI 50 APPARTAMENTI DELLA CALLIOPE".
Strano!
Ma non si tratta di quegli appartamenti costruiti su verde agricolo?
Chiede ad alta voce Totò.
Guarda se ben ricordo vi è stato una variazione della destinazione d'uso.
A si!
Adesso ricordo, è successo quando è intervenuto il Commissario ad acta.
Ma scusate tanto.
Perchè chiedono solo adesso la variante su tutti e 50 alloggi, visto che sono stati già ultimati?
Sembra addirittura qualcuno ci abi.............

La frase viene interrotta dal sopraggiungere in stanza del funzionario dell'Ufficio Tecnico a cui facciamo la classica domanda:
"a Isola delle Femmine dove sono ubicati i 36 alloggi popolari?".
Come al solito la risposta risulta essere: "non conosciamo l'ubicazione dei 36 alloggi popolari".
(non sappiamo se in effetti conosce gli atti relativi ai 36 alloggi popolari, visto che il funzionario non è un dipendente del Comune di Isola delle Femmine, bensì un Consulente del Sindaco, appena nominato. Forse all'epoca svolgeva l'attività di libero professionista).

Caricato da isolapulita




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ISOLA DELLE FEMMINE ITALCEMENTI A.I.A. REGIONE SINDACO CITTADINI


ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)


La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.

L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.


Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).



Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

Caricato da isolapulita











AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE


















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Chieste le dimissioni di Portobello 7
Isola delle Femmine 8.7.07
CHIESTE LE DIMISSIONI DEL SINDACO PORTOBELLO E DELLA SUA GIUNTA.

DOPO CHE L'OPPOSIZIONE SI E' ASSUNTA L'ONERE DI APPROVARE
IL BILANCIO IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO IL PIANO REGOLATORE GENERALE e..e..e...... DOPO CHE IL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" HA PERSO LA MAGGIORANZA

NONOSTANTE LA POLITICA CLIENTELARE DELL'ATTUALE ESECUTIVO;

NONOSTANTE LA MESSA IN PALIO DI POLTRONE E POLTRONCINE;

NONOSTANTE LICENZE E QUANT'ALTRO;

NONOSTANTE LA GESTIONE DELLE RISORSE A COME VOGLIO IO;

NONOSTANTE L'AUMENTO DELLE DISPONIBILITA' FINANZIARIE PER SINDACO E ASSESSORI;

NONOSTANTE LA VICENDA PER LA COSTRUZIONE DEI CINQUANTA APPARTAMENTI DELLA COOPERATIVA DELLA CALLIOPE SU UN TERRENO LA CUI DESTINAZIONE D'USO ERA VERDE AGRICOLO( e su cui in maniera scientifica è stato pianificato l'intervento del Commissario ad Acta per il cambio di destinazione d'uso);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULLA ITALCEMENTI, A UN CERTO PUNTO NON SI CAPIVA PIU' DOVE VOLEVATE METTERE LA NUOVA TORRE;

NONOSTANTE LE MANCATE RISPOSTE SULLA SEGNALAZIONE DELL'ARPA SUI PREOCCUPANTI DATI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO AD ISOLA DELLE FEMMINE(Lei medesimo se ne è fatto portovace anche se su un palcoscenico lontano da Isola ovvero a Capaci puchè lontano da orecchie indiscrete);

NONOSTANTE IL SUO FREGARSENE DELLE SOLLECITAZIONI CHE LE SONO PERVENUTE DAI RESIDENTI DELLA LOTTIZZAZIONE LO BIANCO SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO PRODOTTO DALLA CEMENTERIA (è vero sono solo palermitani come dice Lei. A pensare che una volta dicevate sono solo Pescatori, per significare che non bisogna stare dietro a questi personaggi. Quindi per Lei ma non solo per Lei mi rendo conto. Quindi diciamo per la sua BAND: chiunque osi esprimere il suo pensiero a seconda delle circostanze diventa o Estraneo o Pescatore);
Un solo suggerimento ci sentiamo di farVi: RicordateVi Signori che non si può parlare di Isola delle Femmine se non parlando dei Pescatori.
http://isolapulita.blogspot.com/2007/08/lintervista-di-rubino-al-440minuto.h

Caricato da isolapulita

martedì 25 marzo 2008

LOMBARDO A GELA: MAI PIU’ UNA FAMIGLIA PIANGA UN MORTO PER INQUINAMENTO




Che succederà se il leader Mpa diventerà presidente della Regione? «Succederà che con l'industria avrò rapporti corretti - ha detto - ma non svendendo la Sicilia ai grossi colossi industriali. Non consentirò che ci trattino come il Delta del Niger. Chi dice che noi vogliamo che la Raffineria a Gela chiuda mente spudoratamente e lo fa perchè vuole che nulla cambi. Noi vogliamo che l'industria resti ma usi un combustibile diverso da quello del pet coke. Le previsioni sono che il petrolio durerà altri 30 - 40 anni. E poi che ce ne facciamo noi di questa ferraglia? Dobbiamo pensare intanto alla conversione industriale».
Nemico del pet coke che inquina tanto da portarne provocatoriamente una boccetta al presidente della Camera Bertinotti, Raffaele Lombardo è alleato con Silvio Berlusconi che pose la sua firma nel 2002 sul decreto con cui, classifcandolo come combustibile, ne fu autorizzato l'uso per legge. Come si rapporterà con il suo alleati sulla vicenda pet coke.
«Nessun problema. Con Berlusconi abbiamo sottoscritto - ha aggiunto il leader Mpa - un patto che riguarda le aree industriali siciliane: massima attenzione all'ambiente e bonifiche. Quando abbiamo fatto la battaglia sul pet coke nessuno ci ha preso sul serio. la verità è che per la mafia saranno morte 100 - 150 persone ma quante persone muoiono per i veleni industriali? Di questi morti nessuno parla».
Quale alternativa all'industria che inquina? Per Raffaele Lombardo la via obbligata è valorizzare le risorse del territorio. «Se Gela è una città che ha una posizione geografica felice - dice - e sole per tanti mesi l'anno, ditemi perchè a Gela a non si possono produrre pannelli solari. Non è industria pure questa? Ma non inquina».

Aveva un sogno il consigliere comunale Rocco Celona: vivere in una città meno inquinata. Un desiderio che si è spento una mattina di marzo, finito assieme a lui dentro una bara di legno. Un male incurabile l’ha strappato ala vita a soli 35 anni. Raffaele Lombardo lo conosceva bene Rocco. E la sua morte ha segnato profondamente l’aspirante governatore. Domenica mattina è stato tra i primi a presentarsi alla cerimonia per l’inaugurazione del nuovo circolo del movimento per L’Autonomia intitolato a Celona.
“Perché mai più –dice- una famiglia debba piangere per colpa dell’inquinamento. Ricordo Rocco. Nonostante la malatia ha lottato con gran coraggio”. Non rabbia nessuna guerra all’industria, ma una “svolta ecocompatibile” quella sì A Gela Lombardo promuoverà la nascita di una fondazione per lo studio dell’ambiente intitolata a Celona. “ I rapporti con l’industria –dice- devono essere positivi e produttivi. Ma BASTA PET_COKE” Già il carbon coke, scarto petrolifero usato come combustibile per la centrale di Gela, che dà energia al petrolchimico, ma SPRIGIONA IN ATMOSFERA SOSTANZE INQUINANTI. “La raffineria –spiega Lombardo- non chiuderà, ma bisogna FERMARE LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE AD OPERA DEL PET-COKE. Creiamo un modello di sviluppo economico basato sull’agricoltura e sul turismo. Un superamento graduale del vecchio modello di sviluppo industriale”. “ Quando ritiro la biancheria del bambino puzza di nafta –racconta Rosaria Licco 52 anni nonna di un bombo di 8 mesi “E se la dimentico stesa per più del dovuto ha un brutto alone nero” Gela soffoca ma nessuno sembra in grado di far nulla Niente di niente. Ma non accade nulla L’industria viene lasciata libera di far quel che vuole, quando qui si muore di CANCRO in percentuale tre volte superiore a Ragusa. Tutto questo mentre sindaco Presidente della provincia e onorevoli vari se ne fottono e pensano solo ai voti.
Massimo Sarcuno
Giornale di Sicilia 25.3.08











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LOMBARDO A GELA: MAI PIU’ UNA FAMIGLIA PIANGA UN MORTO PER INQUINAMENTO


18 OTTOBRE 2007.
-Il giorno dopo del rinvio della problematica delle autorizzazione alla conferenza di servizi dell'A.I.A. del 5 dicembre c.a.,la Direzione della ITALCEMENTI di Isola delle Femmine usa l'arma del ricatto e gli operai protestano per la difesa e la garanzia del posto di lavoro.
-Il comunicato del Senatore Sodano Presidente della Commissione Ambiente del Senato e l'appello alle istituzioni, le organizzazioni sindacali e azienda ad aprire un tavolo di concertazione ove venga illustrato e discusso il PIANO INDUSTRIALE DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE OPERAI TORNANO AL LAVORO IN ATTESA DELL'AIA A DICEMBRE A proposito della Italcementi di Isola delle Femmine sorgono spontanee delle domande, che stando alla realtà vissuta sembra che nessuno sia in grado di dare delle risposte.
Tutti parlano si interessano ed esprimono viva PREOCCUPAZIONE del futuro della Italcementi, della tenuta occupazionale. E ciò a Ragione. Sappiamo, di certo, che l’incidenza occupazionale che assorbe la Italcementi in percentuale è molto elevata e rappresenta per il Nostro paese una rilevante porzione della nostra economia.
Ci chiediamo “ I rappresentanti locali delle istituzioni, della politica, compresa la politica impegnata a fare probabili liste elettorali, il Sindaco, il Presidente del Consiglio il Presidente della Commissione Ambiente, il Consiglio Comunale, l’opposizione, la maggioranza,la minoranza…… quali atti, quali iniziative, quali progetti hanno messo in campo affinché diventino credibili le loro preoccupazioni, e offrano una prospettiva di futuro ai dipendenti e all’intera cittadinanza su:
*SUL FUTURO DELLA ITALCEMENTI;
*SULLE GARANZIE OCCUPAZIONALI;
*SULLA SALUTE DEI CITTADINI;
*SUL RISPETTO DELLE NORMATIVE IN MATERIA AMBIENTALE.

Ad oggi, nonostante le diverse sollecitazioni da parte di: dipendenti della Italcementi cittadini e associazioni ambientaliste., NON SIAMO STATI IN GRADO di dedicare nemmeno una seduta del Consiglio Comunale all’argomento ITALCEMENTI e PROSPETTIVE ECONOMICHE DI ISOLA DELLE FEMMINE.

Caricato da isolapulita

Che succederà se il leader Mpa diventerà presidente della Regione? «Succederà che con l'industria avrò rapporti corretti - ha detto - ma non svendendo la Sicilia ai grossi colossi industriali. Non consentirò che ci trattino come il Delta del Niger. Chi dice che noi vogliamo che la Raffineria a Gela chiuda mente spudoratamente e lo fa perchè vuole che nulla cambi. Noi vogliamo che l'industria resti ma usi un combustibile diverso da quello del pet coke. Le previsioni sono che il petrolio durerà altri 30 - 40 anni. E poi che ce ne facciamo noi di questa ferraglia? Dobbiamo pensare intanto alla conversione industriale».
Nemico del pet coke che inquina tanto da portarne provocatoriamente una boccetta al presidente della Camera Bertinotti, Raffaele Lombardo è alleato con Silvio Berlusconi che pose la sua firma nel 2002 sul decreto con cui, classifcandolo come combustibile, ne fu autorizzato l'uso per legge. Come si rapporterà con il suo alleati sulla vicenda pet coke.
«Nessun problema. Con Berlusconi abbiamo sottoscritto - ha aggiunto il leader Mpa - un patto che riguarda le aree industriali siciliane: massima attenzione all'ambiente e bonifiche. Quando abbiamo fatto la battaglia sul pet coke nessuno ci ha preso sul serio. la verità è che per la mafia saranno morte 100 - 150 persone ma quante persone muoiono per i veleni industriali? Di questi morti nessuno parla».
Quale alternativa all'industria che inquina? Per Raffaele Lombardo la via obbligata è valorizzare le risorse del territorio. «Se Gela è una città che ha una posizione geografica felice - dice - e sole per tanti mesi l'anno, ditemi perchè a Gela a non si possono produrre pannelli solari. Non è industria pure questa? Ma non inquina».

Aveva un sogno il consigliere comunale Rocco Celona: vivere in una città meno inquinata. Un desiderio che si è spento una mattina di marzo, finito assieme a lui dentro una bara di legno. Un male incurabile l’ha strappato ala vita a soli 35 anni. Raffaele Lombardo lo conosceva bene Rocco. E la sua morte ha segnato profondamente l’aspirante governatore. Domenica mattina è stato tra i primi a presentarsi alla cerimonia per l’inaugurazione del nuovo circolo del movimento per L’Autonomia intitolato a Celona.
“Perché mai più –dice- una famiglia debba piangere per colpa dell’inquinamento. Ricordo Rocco. Nonostante la malatia ha lottato con gran coraggio”. Non rabbia nessuna guerra all’industria, ma una “svolta ecocompatibile” quella sì A gela Lombardo promuoverà la nascita di una fondazione per lo studio dell’ambiente intitolata a celona. “ I rapporti con l’industria –dice- devono essere positivi e produttivi. Ma BASTA PET_COKE” Già il carbon coke, scarto petrolifero usato come combustibile per la centrale di gela, che dà energia al petrolchimico, ma SPRIGIONA IN ATMOSFERA SOSTANZE INQUINANTI. “La raffineria –spiega Lombardo- non chiuderà, ma bisogna FERMARE LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE AD OPERA DEL PET-COKE. Creiamo un modello di sviluppo economico basato sull’agricoltura e sul turismo. Un superamento graduale del vecchio modello di sviluppo industriale”. “ Quando ritiro la biancheria del bambino puzza di nafta –racconta Rosaria Licco 52 anni nonna di un bombo di 8 mesi “E se la dimentico stesa per più del dovuto ha un brutto alone nero” Gela soffoca ma nessuno sembra in grado di far nulla Niente di niente. Ma non accade nulla L’industria viene lasciata libera di far quel che vuole, quando qui si muore di CANCRO in percentuale tre volte superiore a Ragusa. Tutto questo mentre sindaco Presidente della provincia e oonorevoli vari se ne fottono e pensano solo ai voti.
Massimo Sarcuno
Giornale di Sicilia 25.3.08




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LO SVINCOLO DI ISOLA DELLE FEMMINE
LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO AUTOSTRADALE DI ISOLA
Isola delle Femmine novembre 2007
La chiusura dello svincolo di Isola delle Femmine, creerà dei grossi problemi oltre che di traffico di natura economica di un'economia ormai al collasso,
Comitato Cittadino Isola Pulita
ISOLA DELLE FEMMINE I COMMERCIANTI SUL PIEDE DI GUERRA NO ALLA CHIUSURA DELLO SVINCOLO
I commercianti in Lotta a Isola delle Femmine
ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA -
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ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA

Isola delle Femmine 15.11.07
I commercianti e cittadini di Isola delle Femmine e Capaci hanno presidiato contro la chiusura dello svincolo per Isola e da Isola delle femmine senza alcuna alternativa di svincolo provvisorio. E' chiaro che il danno economico che ne deriverà da questa chiusura che si potrarrà per circa 2 anni, arrecherà dei danni economici incalcolabili per il commercio e il turismo a Isola delle Femmine con conseguenza che si ripercuoteranno sui livelli occupazionali.

Sorpresa per i magistrati e giornalisti presenti all'udienza: il boss Lo Piccolo ha deciso di deporre.
Migliaia di lettere di solidarietà e di ringraziamenti alle forze di polizie. Un cittadino ha consegnato un mazzo di rosse ed un semplice biglietto con su scritto GRAZIE.
Da Noi ad Isola delle Femmine NULLA.
NULLA ci scalfisce!
Non sono cosa nostra!
Sono riusciti anche in questo:
Addormentare le nostre coscienze. (Chi ti ci porta...)

Comitato Cittadino Isola Pulita

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DA QUALCHE GIORNO IN PAESE C’E’ UN GRAN FERMENTO ATTORNO ALL’ANNOSO PROBLEMA DELLA CHIUSURA DELLO SVINCOLO IN ENTRATA E IN USCITA DA ISOLA E PER ISOLA DELLE FEMMINE. NATURALMENTE LA NOSTRA SOLIDARIETA’ AI COMMERCIANTI ED AGLI OPERATORI TURISTICI CHE NE AVRANNO UN DANNO ECONOMICO DI PROPORZIONI INCALCOLABILI, NOTIAMO CON GRAN SODDISFAZIONE CHE ANCHE POLITICANTI CHE IN PASSATO SI SONO ESTRANIATI DALLA VITA POLITICA DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE HANNO TROVATO LA FORZA PER RIENTRARE D'ALTRONDE LE ELEZIONI SONO VICINE. RISULTA ALQUANTO STRANA LA SITUAZIONE CHE NESSUNA FORZA POLITICA RAPPRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE CON A CAPO IL NOSTRO AMATO PONZIO PILATO ABBIA SENTITO LA NECESSITA’ DI CONVOCARE UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO ALLA CITTADINANZA. COME AL SOLITO LA COSA INTERESSA POCO I CITTADINI NON CAPISCONO MEGLIO TELEOCCIDENTE O IL GIORNALE DI SICILIA. UNA BELLA FOTO O UNA BELLA RIPRESA RENDE MEGLIO CHE UN DIBATTITO CON I CITTADINI. COSA CI SI PUO’ ASPETTARE DA QUESTI SIGNORI CHE NON HANNO AVUTO LA CAPACITA’ DI RINGRAZIARE LE FORZE DELL’ORDINE CHE CON UNA BRILLANTE OPERAZIONE HANNO ARRESTATO IL BOSS LO PICCOLO CON IL FIGLIO E GREGARI. UNA FESTA DI LIBERAZIONE CHE LIBERA L’ECONOMIA DAI CONDIZIONAMENTI E DALLE IMPOSIZIONI DAI RICATTI DELLA MAFIA. UNA FESTA DI LIBERAZIONE DAI CONDIZIONAMENTI MAFIOSI DELLA MACCHINA BUROCRATICA AMMINISTRATIVA.
Isola delle Femmine 12 novembre 2007 A differenza di quanto affermava Andreotti che "il potere logora chi non ce l'ha". Isola delle Femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha".
Chiesto dal Gruppo consiliare Insieme Isola delle femmine la convocazione del consiglio Comunale con due punti all'ordine del giorno: Revoca al Presidente del Consiglio Comunale Revoca al Vicepresidente del Consiglio Comunale Il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il Vice presidente del Consiglio marito della vicecomandante dei Vigili Urbani, avrebbe tenuto un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni. In paese tutti i cittadini si chiedono:
"Ma che avrà fatto mai?"
Intanto Ponzio Pilato accusa il gruppo insieme Isola delle Femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.
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domenica 23 marzo 2008

LA CORRUZZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


IL NEPOTISMO E’ REATO
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”

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IL NEPOTISMO E’ REATO
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”

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ITALCEMENTI RINVIO AL 5 DICEMBRE CONFERENZA PER A.I.A.
ISOLA DELLE FEMMINE 17.X.07

IL GIORNO DOPO LA CONFERENZA DI SERVIZI

SENATO RIFONDAZIONE COMUNISTA COMUNICATO STAMPA - 18 ottobre 2007 Dichiarazione del presidente della Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Tommaso Sodano ITALCEMENTI PALERMO. SODANO: GRAVISSIMO ATTEGGIAMENTO AZIENDA "Il comportamento della dirigenza dello stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine è molto grave; aizzare i lavoratori contro chi sta conducendo una battaglia giusta in difesa della salute dei cittadini e della legalità e non certo contro gli occupati dello stabilimento siciliano, è ingiustificabile". Lo afferma il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano che ha presentato nei giorni scorsi un'interrogazione per chiedere la sospensione della conferenza dei servizi che si apprestava in modo illegittimo ad autorizzare l'utilizzo di pet-coke per la produzione di cemento da parte della Italcementi, "una sostanza altamente nociva per la salute non solo dei cittadini ma dei lavoratori stessi". "Quello che è stato detto ai lavoratori - precisa il senatore del Prc - per cui la sospensione dell'utilizzo di pet-coke equivale a chiudere lo stabilimento, rientra in un'azione inaccettabile di intimidazione nei confronti degli stessi dipendenti della fabbrica. Difendere la salute dei residenti e degli occupati nell'impianto non lede in alcun modo il diritto al lavoro degli stessi cittadini. Piuttosto bisognerebbe chiedere all'azienda se non ha già in mente di spostare le sue produzioni in altri Paesi, giustificando questa operazione con il richiamo alla legalità del comitato cittadino "Isola Pulita"". "La richiesta di seguire un iter corretto e legittimo - sottolinea Sodano - tra l'altro accolta ieri dall'assessore al Territorio e all'Ambiente della Regione Sicilia (ha sospeso la seduta in programma ieri), segue.....
http://rinascita-di-isola.blogspot.com/2007/10/italcementi-il-progetto-che-non-ce.html

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venerdì 14 marzo 2008

ISOLA DELLE FEMMINE DENUNCIATE 13 PERSONE PER ABUSIVISMO EDILIZIO


I CARABINIERI DI ISOLA DELLE Femmine denunciano 13 persone per ABUSIVISMO EDILIZIO l’accusa aver eseguiti lavori edilizi in assenza di –Licenza Edilizia –Parere Soprintendenza AA.BB.CC. –Parere tecnico in materia di vincoli rischi sismici.
vincoli in fase di pianificazione del territorio a isola delle femmine
-riserva naturale orientata di isola delle femmine
-vincolo cimiteriale
-vincolo ferroviario
-vincolo autostradale
-zone soggette a fenomeni di amplificazione sismica
-zone di ciglio di scarpate -zona di faglia presunta
-vincolo dei 150 metri dalla battigia (art 15 l.r. 78/76)
-vincolo dei 300 metri dalla battigia (d.lgs.490/99)
-vincolo dei 500 metri dalla battigia (art 15 l.r. 78/76)
-fascia di rispetto dell'impianto di depurazione dei reflui (art 46 l.r. 27/86)
°n.b.
-i vincoli di cui all'art 15 della legge regionale 78/76 non sono efficaci nele zone a e b di p.r.g.
-su tutto il territorio comunale vige il vincolo sismico di 2° categoria ai sensi della l. 64/74 e vincolo paesaggistico di cui alla l. 1497/39
la pianificazione del territorio terra' in considerazione:
della delocalizzazione di tutti i siti industriali e artigianali situati nelle zone abitate e che a causa della loro attivita' lavorativa arrecano danno all'ambiente e alla salute umana (art.216 testo unico delle leggi sanitarie e allegato d.m. 5 settembre 1994 di cui all'art. 216)

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lunedì 10 marzo 2008

CHIUDE E L'ITALCEMENTI PRESTO UN INCENERITORE




Chiude l'Italcementi. Presto un inceneritore

Di redazione, venerdì 07 marzo 2008



Licenziati 46 operai. Il nuovo impianto sarà finanziato dai cittadini VIDEO Intervista al professor Montanari
I sospetti, che alla base del licenziamento dei 46 dipendenti dell’Italcementi di Carrara ci fosse qualcosa di più grande, si sono rivelati fondati. Infatti l’azienda bergamasca intende costruire un termovalorizzatore.

“Termovalorizzatore”, una parola che ai più suona in maniera meno angosciosa da “inceneritore”, ma che significa esattamente la stessa cosa. Solo in Italia è di uso comune nonostante questo termine sia respinto dall’Unione Europea.

La dirigenza Italcementi assicura che la nuova struttura sarà “ecocompatibile e ecosostenibile”. Difficile crederci visto che i filtri, anche negli impianti di nuovissima generazione, non riescono a trattenere le nanoparticelle dannosissime per la salute. In più, è necessario ricordare che queste strutture ricevono cospicui incentivi statali: sono finanziate infatti dalla tassa Cip6.

Questo balzello, che corrisponde a circa il 7 percento della bolletta Enel, è pagato (a nostra insaputa) da ogni cittadino e versato allo Stato dalla società di gestione dell’energia. Chi gestisce l'inceneritore, a sua volta, per otto anni dalla sua costruzione, può vendere al Gse (la società cui è affidato il compito di assicurare la fornitura di energia elettrica italiana) la propria produzione elettrica a un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità usando metano, petrolio o carbone. Lunedì prossimo si terrà a Palazzo Civico un incontro tra amministrazione e i vertici aziendali Italcementi in cui sarà discusso il progetto.

Di seguito riportiamo un’intervista video al professor Stefano Montanari, ricercatore e scienziato, studioso degli effetti dannosi provocati dai cosiddetti “termovalorizzatori”.




46 operai a casa – Tornando alla vicenda licenziamenti, ieri sera si è concluso il vertice che vedeva di fronte i sindacati e i vertici di Italcementi: lo stabilimento resterà aperto solo fino ad esaurimento di materia prima, gli operai andranno in mobilità oppure in cassa integrazione e una parte minima sarà messa in prepensionamento.


Italcementi precisa: "Nessun inceneritore"
Di redazione, sabato 08 marzo 2008



Questa mattina ci ha scritto Alberto Ghisalberti della direzione comunicazione Italcementi. Dal comunicato apprendiamo con piacere che la società di Bergamo non realizzerà l'inceneritore.

"Abbiamo letto sulla stampa locale alcune affermazioni relative alla possibile realizzazione da parte di Italcementi di un termovalorizzatore a seguito della chiusura dell'impianto di Carrara. C'era un progetto di centrale elettrica alimentata unicamente a gas metano ma che non ha niente a che vedere con un termovalorizzatore dove vengono bruciati i rifiuti (e che non è intenzione della società realizzare!). Il progetto di centrale elettrica era stato presentato tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002 ma non aveva trovato il consenso da parte delle autorità locali".

Continueremo a seguire il caso cercando di capire quali saranno le sorti del cementificio e dei suoi lavoratori.


http://www.muckrakers.it/index.php?option=com_content&task=view&id=291&Itemid=1



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