SCIOLTO PER INFILTRAZIONI
MAFIOSE IL COMUNE DI...
di isolapulita





Una Donna il suo gioiello più prezioso non lo indossa, lo mette al mondo. Gramellini




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.





"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).





 

sabato 16 febbraio 2008

UNA RISPOSTA DALL'EUROPA PER L'AMBIENTE




MORGANTINI Luisa Europarlamento Europeo luisa.morgantini@europarl.europa.eu
Appello ai Parlamentari Europei - Voto su Inceneritori - marzo 2008/ Appeal to UE - poll on incenerator - march 2008

Buon giorno,

grazie per la sua mail e per le proposte/considerazioni che mi ha inviato.
Sono pienamente d'accordo con il contenuto della sua lettera. Vorrei anche informarla che tutto il gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica condivide lo stesso orientamento.
A tale proposito le invio qui sotto una nota preparata dal segratariato del gruppo politico sull'argomento.

Cordialmente,

Luisa Morgantini


Seconda lettura della direttiva quadro sui rifiuti

La seconda lettura avverrà non piú sulla proposta di direttiva della Commissione Europea, ma sul testo della posizione comune del Consiglio, elaborata pur sempre sul brogliaccio della CE, che purtroppo ha disatteso e respinto buona parte degli emendamenti positivi del PE. Inoltre sarà necessario, per ottenere nuovamente l'adozione dei testi emendati dal PE in prima lettura raggiungere nel voto in plenaria, previsto per il prossimo giugno, la maggioranza qualificata della metà degli eurodeputati aventi diritto + 1. Quindi la sfida è alta e il cammino tutto in salita. Inoltre da un possibile voto soddisfacente della plenaria del PE il percorso si apriranno negoziati con il Consiglio, con la rappresentanze quindi dei governi degli Stati membri .

La GUE NGL ha presentato 11 emendamenti a complemento di una raccomandazione della relatrice Ms Jackson che in linea di massima é critica delle posizioni del Consiglio e si prefigge di ripristinare emendamenti del PE della prima lettura. Ma su alcuni terreni, gli stessi da voi evocati su incenerimento e valorizzazione energetica delle operazioni di recupero la distanza e le differenze con la relatrice permangono.

La GUE NGL, orientamento condiviso anche da altri gruppi ed al momento anche dalla relatrice ribadisce che va seguita come "regola generale" la gerarchia dei rifiuti in cui il recupero sono al 4 posto in ordine di priorità prima dell'eventuale ricorso allo smaltimento in discarica e ribadiamo che è inutile citare come esempio di recupero quello energetico. Sosteniamo che ci sia una compiuta valutazione del ciclo di vita dei rifiuti e non solo un approccio teorico demandato poi agli Stati membri.

Stante queste premesse ed un rafforzamento chiesto con i ns emendamenti di tutte le pratiche di prevenzione, riduzione e riciclo dei rifiuti, la GUE NGL propone di cancellare ogni la formula di efficienza energetica riferita ai termo-valorizzatori come ottenuto in prima lettura in modo da sgombrare il campo ad ogni alibi che ne giustifichi la loro costruzione come toccasana "unico" al problema dei rifiuti.

E' ovvio che se una simile direttiva quadro venisse definitivamente adottata con il ripristino di queste ed altre positive modifiche, le "pratiche" italiane dal CIP 6 alle recenti "ordinanze" dell'attuale governo che autorizzano comunque l'incenerimento delle ecoballe esistenti sarebbero assolutamente fuorilegge.

Bruxelles, 7.3.2008
http://www.isolapulita.it


E-6057/07IT Risposta data da STAVROS DIMAS a nome della Commissione (15.2.2008)


Dalle informazioni pervenute alla Commissione si può verosimilmente ritenere che l’impianto interessato, la cementeria situata nel comune di Isola delle Femmine a Palermo, ricada nell’ambito di applicazione della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (direttiva IPPC).

Quest’ultima infatti si applica agli impianti “destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 50 tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno”.

A norma della direttiva IPPC, gli impianti che ricadono nel suo campo di applicazione devono disporre, ai fini dell’esercizio, di un’autorizzazione che indichi anche i valori limite di emissione basati sulle migliori tecniche disponibili (BAT), al fine di prevenire e, se ciò non fosse possibile, ridurre in generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso. L’aspetto della prevenzione o della riduzione delle emissioni in atmosfera, nelle acque o nel suolo va pertanto affrontato nell’ambito delle autorizzazioni ambientali rilasciate a norma della direttiva.

Gli impianti esistenti dovevano conformarsi integralmente alle disposizioni della direttiva IPPC entro il 30 ottobre 2007.

Gli impianti di produzione del cemento rientrano anche nell’allegato II della direttiva 85/337/CEE, modificata, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (conosciuta anche come direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale o VIA).

A norma di questo testo gli Stati membri devono determinare (nell’ambito di una procedura detta di “selezione” o “screening”), sulla base dei criteri indicati nell’allegato III della direttiva stessa, se il progetto in questione può avere effetti significativi sull’ambiente. In caso affermativo, è necessario procedere a una valutazione d’impatto.

Infine, per quanto riguarda la possibile violazione della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (direttiva Habitat), l’articolo 6, paragrafo 2, stabilisce che gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare, nelle zone speciali di conservazione, il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate.
Al paragrafo 3 dello stesso articolo, inoltre, la direttiva prevede che qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione di un sito Natura 2000 ma che possa avere incidenze significative su tale sito forma oggetto di una opportuna valutazione dell’incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.


La Commissione si rivolgerà alle autorità italiane per ottenere ulteriori informazioni sulle modalità di applicazione delle direttive summenzionate all’impianto citato dall’onorevole parlamentare


Interrogazioni parlamentari 6 dicembre 2007 E-6057/07

INTERROGAZIONE SCRITTA di Monica Frassoni (Verts/ALE) alla Commissione

Oggetto: Cementeria di Isola delle Femmine, Palermo

Risposta(e)


Nel territorio della provincia di Palermo sono presenti impianti della Italcementi SpA, con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine dall'attività estrattiva ora concentrata nella sola area di Raffo Rosso, sito di importanza comunitaria (codice SIC ITA020023). La cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera inoltre in un'area limitrofa ad altri siti di importanza comunitaria, tra i quali M. Cuccio e Vallone Sagana (SIC ITA020047), Fondali di Isola delle Femmine — Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine, R.N.O. Isola delle Femmine.
In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine, secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), emettono monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato — polveri sottili (PMx). Pur consapevole del fatto che, in linea di principio, ciò non rappresenta necessariamente una violazione della direttiva 92/43/CEE(1), è opportuno e doveroso segnalare alla Commissione che in data 5 ottobre 2007, in risposta all'interrogazione parlamentare 4-03245 presentata dall'on. Fundarò, il Ministro dell'Ambiente precisava che Italcementi SpA non è in possesso delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente, in quanto parte delle attività risulta difforme rispetto a quanto prescritto nei relativi atti autorizzativi, in particolare con riferimento all'utilizzo del «petcoke» come combustibile (Italcementi ha il permesso di tenerlo in deposito, non di utilizzarlo come combustibile).
Non ritiene quindi opportuno la Commissione, alla luce di quanto dichiarato dal Ministro dell'Ambiente, verificare quanto prima con le autorità italiane se sia stata davvero rispettata anche la direttiva 92/43/CEE in riferimento alla vicinanza dei siti SIC sopra riportati (tra i quali quello che ospita le attività estrattive) all'epoca del rilascio delle autorizzazioni ad Italcementi SpA, con particolare riferimento alla presenza o assenza di valutazioni d'incidenza nell'iter amministrativo allora seguito?
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2007-6057+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT



ITALIANO

Gentile Parlamentare,

a breve Lei sarà chiamato/a a votare la proposta di riclassificazione dell'incenerimento dei rifiuti (con recupero energetico ad alta efficienza) a forma di recupero equiparabile al riciclaggio, sottraendola alla categoria residuale dello smaltimento.

Le scrivo questa lettera per invitarLa a riflettere seriamente sulle seguenti considerazioni.
Lei sa bene che, anche con impianti ad alta resa energetica, l'energia ottenuta bruciando i materiali post-consumo non è minimamente in grado di compensare quella che potremmo salvare con il riciclaggio degli stessi materiali che, una volta bruciati, saremo costretti a produrre ex novo a partire da materie prime vergini.

Inoltre il riciclaggio dei materiali comporta, oltre che un recupero dell'energia, anche il recupero della materia.

Le risorse materiali della terra non sono infinite e, purtroppo, stiamo assistendo al loro esaurimento.

Quando, in seguito all'incenerimento, i materiali di partenza si saranno dispersi nell'ambiente, non saranno più recuperabili.

Viceversa, la terra usufruisce di una fonte inesauribile di energia, il sole, dalla quale poi traggono origine le altre fonti secondarie naturali di energia, quali il vento, le maree, i salti d'acqua. A queste si aggiunge l'inesauribile energia termica della Terra.

Per questo motivo, anche a prescindere dalle implicazioni sanitarie connesse con l'incenerimento, riteniamo assurdo equiparare il recupero di energia ottenibile dalla combustione dei rifiuti al riciclaggio dei materiali post consumo ed al conseguente recupero di materia.

Inoltre, anche applicando le migliori tecnologie disponibili, non è possibile evitare che gli impianti di incenerimento immettano nell'ambiente inquinanti persistenti nocivi alla salute, fra i quali anche sostanze cancerogene certe per l'uomo..

E' per questo motivo che si contano ormai a milioni i medici ed i cittadini europei che si sono pronunciati contro l'incenerimento: a cominciare dalla piattaforma delle organizzazioni mediche francesi, fra cui lo stesso Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici, e da tante altre associazioni di medici in tutta Europa che hanno chiesto l'introduzione di una moratoria nella costruzione di nuovi impianti.

Poiché oggi sono disponibili tecnologie alternative tanto all'incenerimento quanto alla discarica, rispettose della salute e dell'ambiente, che consentono il recupero pressoché totale ai fini produttivi dei materiali post-consumo, sarebbe assurdo ed irresponsabile incoraggiare ulteriormente la pratica dell'incenerimento dei rifiuti.

Sulla base dei principi di precauzione e di sostituzione, in un'ottica di riduzione dei rifiuti e della riprogettazione dei beni attualmente non riciclabili, l'incenerimento dovrebbe essere una pratica da abbandonare progressivamente, al pari del conferimento in discarica, per essere sostituita da quelle tecniche che, con impatti ambientali e sanitari ben minori, consentono recupero di materia e risparmio di energia in misura ben superiore rispetto alla combustione dei rifiuti.

Confidando nel Suo buon senso e nel suo senso di Responsabilità, La saluto cordialmente

Renata Di Fazio - Palermo - Italia

INGLESE

Dear Member of the EP

Soon, in the context of the ongoing debate on the revision of the Waste Framework Directive, you’ll be submitted a proposal for “rebranding” incineration as a “recovery” option, almost comparable to recycling, thereby stopping its current classification as “disposal”

This letter is intended to let you consider carefully the following related issues.

You may be aware that, even with high efficiency of energy recovery at incineration sites, the recovered energy may not compensate that we may save by means of recycling those same materials. As a matter of fact, if we burn such materials, we’ll be compelled to produce them again from primary raw materials, which implies by far higher energetic inputs.

Resources on earth are not endless, and unfortunately they are already being widely depleted.
After incineration, resources are dispersed and may not be used any more.

On the contrary, planet earth benefits from an endless energy source, notably the sun, which has ensured, so far, life on the planet, and from which other natural sources of energy derive (wind, tides, waterfalls)

Therefore, even disregarding health implications of incineration (which concern us anyway), we consider unreasonable to “rebrand” waste incineration putting it almost at the same level as material recycling.

Furtehrmore, even best available technologies do not keep incineration from filling the environment with persistent pollutants, noxious to health, including various carcinogens.

This is the reason why millions of doctors and EU citizens advocate a ban on incineration: we may mention e.g. the platform of French Medical Organisations, including the National Council of Medical Associations; also, many other Medical Associations from across the EU have called on Governments to implement a ban on new installations for incineration

Remarkably, we have nowadays strategies/options other than incineration and landfilling, which allow an almost full recover of resources in waste. It would therefore be unreasonable to promote a further development of incineration through its “rebranding”

Building on the precautionary principle, incineration should be an option progressively phased out, similarly to landfilling, and both should be replaced by those options that ensure by far higher material recycling and energy savings, with much lower environmental and health impacts.

We therefore trust your common sense and sense of responsibility, and beg your commitment to vote against “rebranding” incineration as “recovery”

Sincerely yours

FRANCESE

Madame la Députée, Monsieur le Député,
vous serez bientôt appelé à voter sur le projet de reclassification de l’incinération des déchets, avec récupération d’énergie à haut rendement, de la catégorie de l’élimination des déchets dans une catégorie proche au recyclage.
La présente communication pour vous inviter à réfléchir sérieusement sur les observations suivantes.
Vous savez bien que les incinératurs, à haut rendement energétique, ne sont pas en mesure de compenser l’énergie récuperable par le recyclage de ces mêmes matériaux qui, une fois brulés, sont à reproduire ex novo à partir de matières premières vierges.
Les ressources de la terre étant finies, hélas proches à leur épuisement, quand les matériaux, brulés, sont dispersés dans l’environnement, ne sont plus récupérables.
En revanche, la terre jouit d’une source inépuisable d’énergie, le soleil, qui garantit la vie sur notre planète, et qui donne origine à d’autres sources secondaires naturelles d’énergie, comme le vent, les marées, l’énergie hydraulique.
Pour ces raisons, sans parler des conséquences sanitaires liées à l’incinération, nous considérons absurde DE mettre presque sur le même pied d’égalité l’obtention d’énergie par la combustion des déchets et la récupération de matières premières due au recyclage des matériaux usés.
De plus, même en appliquant les meilleures technologies, il n’est pas possible d’éviter que les centrales d’incinération émettent dans l’environnement des polluants persistants nuisibles à la santé, dont des substances cancérigènes certaines pour les humains.
C’est pour cette raison qui se comptent désormais par millions les médecins et les citoyens européens qui se sont prononcés contre l’incinération des déchets: à commencer par la plateforme des organisations médicales françaises, dont le Conseil National de l’Ordre des Médecins et d’autres associations de médecins en Europe, qui ont demandé l’introduction d’une moratoire dans la construction de nouvelles centrales d’incinération.
Puisqu’aujourd’hui des technologies alternatives à l’incinération et à la mise en décharge sont disponibles, respectueuses de la santé et de l’environnement qui permettent la récupération presque totale des matériaux usés, pour des buts de production, il serait absurde et non responsable d’encourager ultérieurement la pratique de l’incinération des déchets
Sur la base des principes de précaution et de substitution, l’incinération est censée être une pratique à abandonner progressivement, exactement comme la mise en décharge, pour être remplacée par des techniques au moindre impact sanitaire et environnemental, permettant la récupération de matières premières et une épargne de l’énergie bien supérieures à la combustion des déchets.
En confiant dans votre bon sens et sens de responsabilité, nous vous prions d’agréer l’expression de nos salutations distinguées.

TEDESCO

Sehr geehrte Sehr geehrter Herr Abgeordneter,

in kurzer Zeit werden Sie dazu aufgefordert werden, über den Vorschlag abzustimmen, die Müllverbrennung (mit hoch effizienter energetischer Wiederverwertung) nicht mehr als Entsorgung sondern als Wiederverwertung des Mülls, dem Recycling vergleichbar, zu kategorisieren.

Ich schreibe Ihnen diesen Brief, um Sie aufzufordern, ernsthaft über die folgenden Betrachtungen nachzudenken.

Sie wissen wohl, dass, auch bei Anlagen von hoher energetischer Leistung, die Energie, welche aus der Verbrennung der Post-Konsum-Materialien gewonnen wird, nicht dazu ausreichend ist, jene Energie zu kompensieren, die wir mit der Wiederverwertung der gleichen Materialien retten könnten: jene Materialien, die wir gezwungen sein werden, wieder von Anfang an aus Urrohstoffen zu produzieren nachdem wir sie verbrannt haben.

Die materiellen Ressourcen der Erde sind begrenzt und wir wohnen ihrer Erschöpfung bei.

Wenn sich die Anfangsstoffe in die Umwelt zerstreuen werden, wird es für uns nicht mehr möglich sein, sie wiederzuverwenden.

Andererseits profitiert die Erde von einer sich nie erschöpfenden Energiequelle, der Sonne, welche bis heute die Entwicklung des Lebens auf unserem Planet garantiert hat; eine Energiequelle, aus der die sekundären natürlichen Energiequellen, wie der Wind, die Flut, die Wasserfälle entspringen.

Aus diesem Grund, und mal abgesehen von den gesundheitlichen Implikationen, die mit der Müllverbrennung zusammenhängen, halten wir es für sinnlos, die energetische Wiedergewinnung, die aus der Müllverbrennung gewonnen wird, mit dem Recycling der Post-Konsum-Materialien und folgend mit der Wiedergewinnung von Stoffen zu vergleichen.

Das ist der Grund, weswegen man bereits Millionen von Ärzten und EU-Bürgern zählt, die sich gegen die Müllverbrennung ausgesprochen haben. Von der Plattform der französischen Medizinvereine anfangend, unter denen selbst der Nationalrat des Ärzte-Ordens, und von vielen anderen Ärztevereinen in ganz Europa, die um die Einführung eines Moratoriums über den Bau neuer Anlagen gebeten haben.

Da heute viele andere Technologien alternativ zur Verfügung stehen, die sowohl die Müllverbrennung wie auch die Mülldeponie ersetzen können, Gesundheit und Umwelt respektieren und welche die quasi völlige Wiederverwertung der Post-Konsum-Materialien zu Produktionszwecken ermöglichen, wäre es sinnlos und unverantwortlich, die Praxis der Müllverbrennung zu unterstützen.

Aufgrund der Prinzipien von Vorsicht und Ersatz, sollte die Müllverbrennung eine Praktik sein, die man, gleich der Entsorgung auf Muelldeponien, allmaehlich absetzt und sie sollte dabei durch jene Techniken ersetzt werden, welche, mit viel kleineren Wirkung auf die Umwelt und auf die Gesundheit, die Wiedergewinnung und Ersparnis von Energie in einem viel größeren Ausmaß erlauben, wenn man sie mit der Müllverbrennung vergleicht.

Ich vertraue auf Ihren gesunden Menschenverstand und auf Ihren Verantwortungssinn und grüße Sie herzlich,

Hochachtungsvoll,






http://www.isolapulita.it

Nessun commento: